20 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 20 Settembre 2021 alle 17:50:00

Libri

“L’eterna gioventù” di Maggiani e “L’isola dell’abbandono” di Gamberale

foto di “L’isola dell’abbandono” di Gamberale
“L’isola dell’abbandono” di Gamberale

Non si riesce a trovare una sintesi efficace tra i lavori di scrittura e lettura per significare quanto questo “comparto”- quello della cultura libraria rappresenti il “petrolio” della cultura italiana. Non solo perché un paese che non legge è un paese che non cresce, ma anche perché se siamo nella spiacevole condizione di ultimi nelle classifiche riguardanti istruzione, università e qualità della vita, tutto questo dipende anche dalla carenza di lettori, dalla assenza dalle famiglie italiane di una frequentazione sistematica con il libro e della lettura come oggetto essenziale come nutrimento e vitamina essenziale alla crescita delle nuove generazioni.

Una distrazione pericolosa, in cui le nuove tecnologie non hanno colpe gravi, se non quella di essere – attraverso i produttori e potenti uffici marketing- percepiti come essenziali allo svolgimento delle più banali attività della nostra vita quotidiana. Siamo quindi davanti al paradosso per cui se non hai un cellulare in mano non sei in grado di fare nulla, se invece non hai un libro in mano quasi quotidianamente: beh meglio ! I libri, come le librerie sono sinonimo nell’immaginario comune di una lentezza che ti porta a regredire, se confrontata con la velocità tutta “smart ” di un telefonino. Allora il suggerimento a chi rappresenta questo mondo ed alle istituzioni è quello di combattere questo messaggio così profondamente ingiusto e sbagliato, con le stesse armi –rivoluzionarie- che hanno catalizzato e destabilizzato milioni di utenti che oggi, non immaginano la propria vita senza un prestante e iper connesso telefono.

MAURIZIO MAGGIANI – “L’Eterna Gioventù” – Feltrinelli
Questa è una storia leggendaria, il mito di una dinastia di ribelli ostinati in un sogno, perseveranti nel costruirlo contro ogni sconfitta del presente, “…i candidi, gli innocenti, gli ignoranti, i pazzi d’amore, avevano imparato a essere più grandi delle trame più nere e più astute, più forti degli eserciti”. Quindi una storia di eterna rivolta, di vite che si intrecciano e si confondono con la Storia, edificandone una loro che non si pieghi alla schiacciante prepotenza del potere, all’insolenza del tiranno, allo sconforto della sconfitta, una storia madre di fraterna giustizia, di amorevole libertà, di una “gioiosa e ardente futura umanità”, “questa l’unica vera certezza che abbia mai avuto l’Artista dell’anarchia, che ogni cosa verrà alla luce una volta ancora”.

È una storia di molte vite e infinite gesta, vite che non hanno avuto voce e vite la cui alta voce è stata dimenticata, sepolta sotto una contemporaneità immemore. C’è fra quelle vite un personaggio di pura leggenda, una donna nata nel 1901 che ancora oggi è viva, “l’essere umano più antico del mondo”, lei conosce ogni storia e ogni storia ha vissuto, è la Canarina. Le chiamavano così le ragazze che nella Grande Guerra lavoravano nell’industria bellica al munizionamento, dove nel caricare le granate per i cannoni il tritolo tinteggiava di giallo il viso e le mani. Aveva sedici anni la Canarina, e ogni giorno nascondeva sotto le unghie dei piedi qualche grano di quel composto micidiale, sottraendo un po’ di guerra alla guerra, raccogliendolo in una scatola di legno e portandolo con sé attraverso tutto il ’900 fino a oggi. Cosa ci fa una vecchia di centovent’anni con cinque chili di tritolo in una cassetta che ha attraversato epoche e oceani e continenti, guerre e rivoluzioni, da Genova a New York a San Pietroburgo? Da un secolo si sta prendendo la libertà di averlo e di non usarlo.

CHIARA GAMBERALE – “L’isola dell’abbandono” – Feltrinelli
Pare che l’espressione “piantare in asso” si debba a Teseo che, uscito dal labirinto grazie all’aiuto di Arianna, anziché riportarla con sé, la lascia sull’isola di Naxos. Proprio a Naxos, l’inquieta protagonista di questo romanzo sente l’urgenza di tornare. È lì che, dieci anni prima, è stata brutalmente abbandonata da Stefano, il suo primo, disperato amore, e sempre lì ha conosciuto Di, un uomo capace di metterla a contatto con parti di sé che non conosceva e con la sfida più estrema per una persona come lei: rinunciare alla fuga. Che cosa è davvero finito, che cosa è cominciato su quell’isola?

Antonio Mandese
Libraio ed editore

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