Due opere del “maestro dell’avventura”, Wilbur Smith | Tarantobuonasera

09 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 09 Dicembre 2021 alle 10:55:00

Libri

Due opere del “maestro dell’avventura”, Wilbur Smith

foto di WILBUR SMITH - “Il Dio del fiume” - Tea
WILBUR SMITH - “Il Dio del fiume” - Tea

I l lavoro dello scrittore è spesso fatto di solitudine creativa, in questa solitudine ci si ritrova ad incontrare fantasmi che diventano personaggi, in cerca d’autore appunto. Ci sono poi, scrittori generatori di universi che si rapportano alla creatività della scrittura, intesa come opera d’arte, nella stessa maniera in cui una divinità si rapporterebbe con il senso della “creazione” di un mondo a se stante in cui tutto è nato dal nulla: non solo le voci dei personaggi ma anche i paesaggi, i sentimenti e tutto quanto caratterizza l’esistenza di quell’universo. Scrivere non significa solo prendere la penna in mano. Scrivere significa spesso lasciarsi attraversare dai personaggi che si sono “creati” e raccontare le esperienze vissute sulla propria pelle; non si dimentichi l’episodio della condanna a morte di Dostoevskij poi commutata in lavori forzati che diede vita a pezzi molto intensi della sua scrittura. Un discorso a parte dovrebbe essere affrontato per la scrittura di romanzi d’avventura e tra questi il magistrale Wilbur Smith, appena scomparso, che ha regalato al mondo il suo personale punto di vista immaginandolo come un dipinto di paesaggi, di persone, di azioni in cui l’Africa ha rappresentato una grande parte.

WILBUR SMITH – “Il Dio del fiume” – Tea
Dopo secoli di pace laboriosa, trascorsi al ritmo del Nilo, l’Egitto sta per essere attraversato da un altro fiume, di sangue e di morte. Un fiume le cui sorgenti sono sia nel falso Faraone, il Pretendente Rosso, che minaccia l’unità del regno e la maestà del vero sovrano Mamose, sia in un’orda di popoli selvaggi che, con l’ausilio di misteriose creature veloci come il vento, saccheggia il Paese e si sta pericolosamente avvicinando a Tebe. Cinto d’assedio da nemici spietati e minato all’interno da oscuri intrighi, l’Egitto affiderà il suo destino a coloro che accoglieranno il richiamo “del dio del fiume”, del grande Nilo.

WILBUR SMITH – “Fulmine” – HarperCollins
Jack e i suoi compagni di avventure, Amelia e Xander, si trovano a Zanzibar a fare immersioni per aiutare la madre di Jack, impegnata in un importante progetto a salvaguardia dei coralli. L’ultimo giorno di spedizione, però, la loro barca d’appoggio viene attirata in una trappola e i ragazzi vengono catturati da una banda di pirati somali e tenuti in ostaggio in attesa che venga pagato un riscatto per la loro liberazione. Jack è deciso a impedire che sua madre ceda alle richieste dei rapitori, e quando viene trasferito in un campo di addestramento per bambini soldato si rende conto che l’unica speranza di fuggire è Mo, un ragazzino somalo con cui ha fatto amicizia. Mo è senza dubbio pieno di risorse… ma può fidarsi di lui? E soprattutto come faranno, Jack, Amelia e Xander, a battere in astuzia gli spietati individui che li tengono prigionieri?

Antonio Mandese
Libraio ed editore

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