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19 Maggio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 19 Maggio 2022 alle 10:55:00

Libri

“Stalingrado”, di Vasilij Grossman, e “La luna di Kiev” di Gianni Rodari

foto di GIANNI RODARI - “La luna di Kiev” - Einaudi Ragazzi
GIANNI RODARI - “La luna di Kiev” - Einaudi Ragazzi

Sembra che siano passati anni, invece sono passati meno di due mesi da quando l’Ucraina è stata invasa dalla Russia. La menzogna della propaganda è fastisiosa e addolora come la peggiore delle bugie, pronunciate in un secolo questo in cui la verità e la pace avrebbero dovuto essere sempre più spesso un fatto oggettivo e non un fatto legato alla personalità complessa di un leader politico. Siamo e viviamo i capricci del “fiume della storia” che dedice quando e come esondare. Sembra impossibile ma per arginare questo fiume, affinchè prenda la giusta direzione, possiamo contribuire tutti. La reazione europea è stata diversa dal passato ma ancora non tutto è stato fatto per dare pace a territori che l’hanno perduta. Il dibattito in Italia è spesso incalzante, preoccupa tuttavia una serie di cori che, anche davanti all’evidenza continuano a sventolare la bandiera del dittatore e che continuano a garantire un presidio di verità presso chi dimostra con questa guerra di averlo perso insieme al senno. La vita umana è il bene più prezioso, come la pace.

Per questo le parole in questi termini si stanno sprecando e invece dovrebbero andare a corroborare riflessioni di carattere educativo. Cosa stiamo facendo per raccontare ai nostri ragazzi la prevaricazione della guerra? Come stiamo spiegando a loro che la guerra è il male assoluto. Il futuro, infondo, è nelle loro mani e questo preoccupa se pensiamo che chi oggi muove guerra, ha subito le stesse atrocità e disgrazie che porta in terra Ucraina. La cultura sta contribuendo, seppure in piccolo e con piccoli strumenti a diffondere la verità ma anche a promuovere la pace per questo non è retorica pensare che più cultura e più lettura significhi anche e non astrattamente più pace.

VASILIJ GROSSMANN – “Stalingrado” – Adelphi
Quando Pëtr Vavilov, un giorno del 1942, vede la giovane postina attraversare la strada con un foglio in mano, puntando dritto verso casa sua, sente una stretta al cuore. Sa che l’esercito sta richiamando i riservisti. Il 29 aprile, a Salisburgo, nel loro ennesimo incontro Hitler e Mussolini lo hanno stabilito: il colpo da infliggere alla Russia dev’essere “immane, tremendo e definitivo». Vavilov guarda già con rimpianto alla sua isba e alla sua vita, pur durissima, e con angoscia al distacco dalla moglie e dai figli: «…sentì, non con la mente né col pensiero, ma con gli occhi, la pelle e le ossa, tutta la forza malvagia di un gorgo crudele cui nulla importava di lui, di ciò che amava e voleva. Provò l’orrore che deve provare un pezzo di legno quando di colpo capisce che non sta scivolando lungo rive più o meno alte e frondose per sua volontà, ma perché spinto dalla forza impetuosa e inarginabile dell’acqua». È il fiume della Storia, che sta per esondare e che travolgerà tutto e tutti: lui, Vavilov, la sua famiglia, e la famiglia degli Šapošnikov – raccolta in un appartamento a Stalingrado per quella che potrebbe essere la loro «ultima riunione» –, e gli altri indimenticabili personaggi di questo romanzo sconfinato, dove si respira l’aria delle grandi epopee. Un fiume che investirà anche i lettori, attraverso pagine che si imprimeranno in loro per sempre. E se Grossman è stato definito «il Tolstoj dell’Unione Sovietica», ora possiamo finalmente aggiungere che Stalingrado, insieme a Vita e destino, è il suo Guerra e pace.

GIANNI RODARI – “La luna di Kiev” – Einaudi Ragazzi
La luna di Kiev di Gianni Rodari per l’Ucraina. Una filastrocca di Gianni Rodari illustrata da Beatrice Alemagna. Un libro bello e anche buono: i ricavati delle vendite saranno interamente devoluti alla Croce Rossa Italiana per l’emergenza in Ucraina. Nel giro di pochi giorni dallo scoppio della guerra in Ucraina, La luna di Kiev di Gianni Rodari è diventata virale, è stata condivisa sui social migliaia di volte e pubblicata su testate nazionali. A quasi 70 anni dalla prima pubblicazione, il celebre componimento tratto dalla raccolta Filastrocche in cielo e in terra è diventato il simbolo della richiesta di pace.

Antonio Mandese
Libraio ed editore

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