17 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 17 Giugno 2021 alle 19:23:30

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Gio Ponti e la Concattedrale di Taranto: una mostra al Museo Diocesano

La Concattedrale di Taranto
La Concattedrale di Taranto

Gio Ponti e la Concattedrale di Taranto 1970-2020. Il sogno di una città, il sogno dei suoi cittadini e il sogno di Guglielmo e di Giovanni” è il titolo della mostra che sarà inaugurata martedì, 15 giugno, alle ore 11, al Museo Diocesano, in Città Vecchia, promossa dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, organizzata dall’Arcidiocesi Metropolitana di Taranto, dalla Soprintendenza Nazionale per il Patrimonio Culturale Subacqueo, dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le Province di Brindisi e Lecce e dal DICAR del Politecnico di Bari, d’intesa con la Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Puglia, il CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma, Gio Ponti Archives, l’Istituto di Studi Superiori Musicali “G. Paisiello” di Taranto, l’Associazione Chromophobia e Do.Co.Mo.Mo Italia, con il Comune di Taranto.

Allestita già dal dicembre 2020 (anno in cui sono stati celebrati i 50 anni della Concattedrale Gran Madre di Dio), solo ora viene aperta al pubblico a causa delle misure di contenimento anti-Covid-19. Curata da Fernando Errico, Gabriele Rossi, Francesco Simone, con Maria Piccarreta, la mostra sarà aperta al pubblico dal 16 giugno al 26 settembre 2021.

LA CONCATTEDRALE DI GIO PONTI NEL PERCORSO ESPOSITIVO

La mostra, nel percorso espositivo, svela la Concattedrale  al pubblico attraverso le fasi cruciali dell’iter progettuale: dal racconto epistolare con la committenza, ai disegni interlocutori, agli studi di dettaglio fino alla redazione degli elaborati esecutivi e l’avvio del cantiere.
Suddivisa in cinque sezioni tematiche e arricchita da supporti audio e video, conduce il visitatore alla comprensione graduale del processo ideativo, partendo dalla conoscenza dei due personaggi cardine dell’opera: Gio Ponti, esponente di spicco dell’architettura italiana del Novecento e Mons. Guglielmo Motolese, arcivescovo di Taranto e committente illuminato.

L’incontro fra i due si fa subito operativo, come dimostrano le cospicue corrispondenze frutto di proposte e suggerimenti
volti a definire quello che diventerà il “il sogno di una città, il sogno dei suoi cittadini e il sogno di Guglielmo e di Giovanni” (sezioni I, III).
Taranto è una città in espansione in cui la nascita dei quartieri periferici rischia di frammentare l’unitarietà non solo urbana, ma anche spirituale. Da giovane prelato, Guglielmo Motolese intuisce l’esigenza di una nuova cattedrale, più ampia, accogliente e luminosa, dove poter radunare e incontrare i numerosi fedeli che sentono lontana “l’antica e veneranda Basilica” di San Cataldo (sezione II).
Gio Ponti, ormai ottantenne, mette in atto la sua indiscussa professionalità per un incarico di alta responsabilità. Nel lungo processo creativo – architettare una visione – Ponti elabora numerose soluzioni ma solo tre saranno presentate al committente: il Tempio, la Nave e la Vela. Un percorso lungo e tormentato tra suggestioni e ripensamenti con momenti di sconforto e di esaltazione che lo accompagneranno dalla prima pietra alla forma finita della Concattedrale Gran Madre di Dio di Taranto (sezione IV).
A conclusione del cantiere, l’ultima sezione della mostra è dedicata agli aspetti cerimoniali: dall’inaugurazione, alla consacrazione fino alla celebrazione della prima messa l’8 dicembre del 1970. Le riprese video supportate dagli audio originali ampliano la percezione della magnificenza del progetto di Ponti evidente anche nel design della Concattedrale (sezione V).

GLI ORARI DI APERTURA AL PUBBLICO

La mostra potrà essere visitata nei seguenti giorni e orari:  dal martedì alla domenica (escluso il lunedì); dal 16 giugno al 15 settembre – dalle 17:30 alle 20:30;
dal 16 settembre – dalle  9:30 alle 12:30  e dalle  16:30 alle 19:30.
L’accesso al museo è garantito dall’Associazione Culturale Obiettivo Borgo Antico Taranto.
L’ingresso al museo e la visita alla mostra seguiranno quanto previsto dal protocollo anti Covid-19.

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