12 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 12 Aprile 2021 alle 07:19:17

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La Festa della Immacolata Concezione a Carosino

foto di Immacolata Concezione a Carosino
Immacolata Concezione a Carosino

Sarà una festa della Madonna Immacolata Concezione piuttosto insolita, quella che si appresta a vivere quest’anno la comunità carosinese. A causa delle note restrizioni sanitarie dovute al covid-19 e salvo novità dell’ultimo momento, almeno dal punto di vista della tradizione ci sarà un taglio sostanziale nelle attività festive esterne.

La storia di questo specifico culto tenutosi a Carosino, è abbastanza antica. Le prime notizie a riguardo sembrano legate alla particolare devozione della duchessa di Carosino Maria Francesca Albertini. Il primo riferimento storico ufficiale emerge tuttavia solo dalle carte di un Processo Verbale datato 3 maggio 1829, sulla costruzione del camposanto del paese. Nel documento in questione si parla di una cappella abbandonata, intitolata appunto alla Vergine Maria, posta sulla via per Monteparano nel tratto di strada che oggi costeggia l’attuale sepolcreto locale. Fino a tutta la seconda metà dell’800 i festeggiamenti in suo onore a causa del clima invernale inclemente furono effettuati in piena estate, come attesta un’apposita autorizzazione del Regio Giudice del Circondario, datata 19 agosto 1856. Successivamente verso la fine del secolo, si decise di spostare la solennità al 7 e 8 dicembre, mantenendo tuttavia una peculiarità nello svolgimento dell’apposita processione che si teneva già da tempo addietro.

All’epoca tutto aveva inizio il pomeriggio del 7 dicembre quando la maggior parte della popolazione carosinese col parroco in testa si recava in processione alle porte del cimitero, a prelevare il simulacro di Vergine da quella cappella. Dopo alcune preghiere di rito, la vecchia e preziosa statua lignea ivi custodita era trasferita nella Chiesa Madre, ove rimaneva esposta alla venerazione dei fedeli fino al pomeriggio dell’8 dicembre. Da qui, dopo una breve sosta presso l’altra chiesa intitolata a San Francesco d’Assisi, veniva riportata indietro nell’antica cappella situata, come si diceva, nei pressi del camposanto.

Di questa usanza processionale, gloriosamente trascinatasi fino all’inizio del secolo scorso, oggigiorno è rimasta solamente una fiaccolata rituale che si tiene la sera dell’8 dicembre dopo la Messa Vespertina e l’antica consuetudine che vede, nella notte fra il 7 e 8 dicembre, una piccola banda musicale percorre le vie del paese, intonando suoni natalizi. Introvabile da diversi anni l’antichissima statua lignea dell’Immacolata portata in processione, Carosino vanta tuttavia la presenza in Piazza Dante nei pressi della Chiesa Madre, di un ultra centenario monumento a lei dedicato ed eretto nel 1904, in occasione del 50° anniversario della definizione dell’immacolato concepimento.

Quest’anno a causa delle restrizioni imposte dalla pandemia, pure queste ultime rimanenze storiche di una comunità altamente legata a Maria, non verranno eseguite. Ma non proprio tutto è andato perduto. E’ l’ambito culinario che, mantiene ancora alta la tradizionale giornata della vigilia della festa, con le pietanze a base di pesce e soprattutto di baccalà fritto. Un vero e proprio rituale che fa della festa dell’Immacolata Concezione una sorta di giornata d’apertura delle memorie di questo periodo natalizio. Rimane intatto e custodito in modo particolare anche l’ambito religioso, da sempre assai seguito. Lo dimostrano le cerimonie religiose che si celebrano, con le dovute precauzioni, proprio per questa festa, la cui commemorazione è già iniziata con la novena di preghiera alla Vergine.

 

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