27 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Luglio 2021 alle 21:58:00

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Un presepe

Caro Direttore, siamo ormai nell’atmosfera natalizia e voglio augurarmi che questa santa e soprattutto sacra ricorrenza della nascita e annualmente rinascita di Gesù non diventi, in questo tempo di epidemia, una voluta assenza nel cuore degli uomini, dei cristiani, una forma, quasi catacombale, di aprire la porta in silenzio all’Avvento misterioso e grandioso.

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Gesù è nato in una stalla, dico in una stalla vera, sporca di paglia, di letame e d’altro non ebbe, come primo fiato, se non quello di due umili animali; un bue e un poverello asinello. Gesù dunque venne al mondo non in profumati panni o in una linda camera d’ospedale o di clinica; non ebbe fiori attorno a sé; ebbe lo sguardo amoroso di sua madre e il luccichio negli occhi di un padre peraltro putativo. Sopra di quel bimbo l’infinito con le sue stelle e, al di sopra di tutto e di tutti, il verso suo Padre, Dio. Né venne al mondo sotto un portico assai elegante ed esteticamente perfetto come certi grandi pittori vollero immaginare; non ebbe attorno a sé altra luce che l’umile torcia della consueta fiammella, né altro calore se non quello di chi gli stava assai vicino o dietro alle sue infantili alucce in una povera mangiatoia.

Solo una stella, una cometa, vegliava nel cielo notturno per guidare all’ascoso presepe alcuni pastori con il loro gregge e poi alcuni sapienti detti “magi” a portare, questi ultimi, il loro saluto e le loro offerte a chi credevano essere nato un re sul trono: e avrebbero trovato invece un bambino avvolto in miseri panni e protetto da un poco di paglia tolta peraltro a due fiati animali. Nacque quel bambino in una notte in cui faceva veramente freddo e la neve era copiosa caduta sui circostanti monti; le erbe erano ormai aride e brulli erano i campi; gli alberi avevano perso le foglie e di nere trame segnavano il cielo; solo le palme resistevano al gelo, ma anche esse tremavano nelle più alte cime.

I primi che videro Gesù, oltre ai suoi genitori, furono uomini semplici, pastori e quel bimbo sarebbe stato fra non molto il Pastore di tutti gli uomini e di tutte le costellazioni; poi vennero uomini detti “sapienti” a portare doni che quel bambino da grande avrebbe rifiutato, soprattutto l’oro; né volle incenso; solo con la mirra fu unto il suo martoriato corpo dopo la discesa dalla Croce per essere momentaneamente sepolto. I pastori invece portarono i doni della pastorizia, il latte e forse l’agnello; proprio a lui che sarebbe stato l’Agnello di Dio che avrebbe tolto i peccati del mondo. I primi uomini che gli vennero vicino furono poveri e miseri pastori, diseredati; e puri di cuore. E quel bimbo i poveri di cuore voleva; a redimere gli altri cuori avrebbe pensato lui. E così, da quel giorno, fu nei secoli.

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