28 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Settembre 2021 alle 23:58:00

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Natale nell’Isola, quando Gesù Bambino nacque nell’ipogeo

foto di Natale nell'Isola - foto di Max Perrini
Natale nell'Isola - foto di Max Perrini

Se “L’Isola che Vogliamo” fu un grande evento turistico che richiamò in Città vecchia migliaia di visitatori, “Natale nell’Isola dei presepi” decretò la riappropriazione dei tarantini dei luoghi dei loro avi, alla riscoperta, senza la calca estiva (pur con un significativo afflusso di visitatori da tutta la regione), di vicoli e postierle più reconditi e quasi dimenticati. La prima edizione della rassegna natalizia ebbe luogo nel 2014 dal 20 dicembre al 6 gennaio, prodotta dall’associazione Terra, presieduta da Antonio Santacroce con ideazione artistica di Fabrizio Iurlano, in collaborazione con Nobilissima Taranto e col patrocinio di numerose istituzioni.

In particolare, si mise al centro la fruizione in contemporanea di meravigliosi siti ipogei e rupestri, scelti fra le innumerevoli cavità sotterranee del centro storico, originali contenitori culturali per ospitare artistici presepi e straordinarie mostre ed eventi sulla Natività. I visitatori, raggiungendo cunicoli e nuovi scorci sottoterra fino ad allora mai esplorati, assistettero ad uno spettacolo incredibile, col sottofondo delle tradizionali pastorali e dai canti del Natale. Ciò costituì una preziosa occasione per “passeggiare” nella storia della nostra città percorrendo migliaia di anni, tra la via dei suoi mestieri e dei simboli tradizionali.

foto di Natale nell'Isola - foto di Max Perrini
Natale nell’Isola – foto di Max Perrini

L’itinerario del “Natale nell’Isola dei presepi” comprese gli ipogei di Arco Paisiello, Palazzo Bellacicco, Palazzo Fornaro, Palazzo Baryon, Largo Gennarini, vico Calò, Palazzo Stola, Palazzo Mannarini, Osservatorio Geofisico Luigi Ferraiolo, Palazzo Gennarini, Palazzo Galeota, piazza San Francesco, Cantiere Maggese, Palazzo Delli Ponti, Sant’Andrea degli Armeni, Fornace Via Cava, via Cava ai numeri civici 99- 76 e 93 (dove si ammira il Frantoio Normanno), con la partecipazione di numerosi presepisti, artigiani e associazioni culturali. I diversi allestimenti presepali costituirono anche preziosa opportunità di valorizzazione e rivitalizzazione di via Cava, facendola ritornare agli splendori di quando fu completato il grande intervento di restauro, tale che molte coppie di sposi la sceglievano per le foto degli album di nozze. In alcuni ipogei, oltre che nei vicoli, si potè assiste ai più importanti presepi viventi del territorio: San Marzano di San Giuseppe, Faggiano, Crispiano oltre che alla Calata dei Magi di Lama.

Il programma fu completato da concerti, rassegne pittoriche, mostre fotografiche, manifestazioni culturali di ogni genere a cura di associazioni oltre che dalle suggestive processioni che le confraternite organizzano nelle principali ricorrenze del periodo natalizio. Ci fu spazio anche per performance spettacolari, come quella di Vittorio Nunnari, Giuseppe Musolini e Giorgio Ciardo nell’ipogeo di via Cava 99, declinando in chiave di arte cinetica attraverso video-mapping le immagini con cui Giotto e il Beato Angelico descrissero la Natività nella Cappella degli Scrovegni. Una vera scommessa, insomma, che gli organizzatori vinsero largamente, tesa a dimostrare che Taranto non è solo sinonimo di inquinamento e degrado, come spesso si cerca di far credere. “Natale nell’Isola dei presepi” si ripetè per alcuni anni, ma non fu adeguatamente supportata come avrebbe invece meritato.

 

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