16 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 16 Settembre 2021 alle 16:59:00

Cultura News

Un tuffo nel passato con il libro di Domenico Sellitti

foto di Antichi mestieri: un ombrellaio
Antichi mestieri: un ombrellaio

Illustrato con immagini d’epoca, è stato pubblicato “Il libro dei Vecchi Mestieri Tarantini – Ambulanti strilloni e saltimbanchi, cantastorie sensali e vastasi, uomini donne e bambini al lavoro, usi costumi e tradizioni. Breve contributo alla memoria storica di una città millenaria” (edit@ edizioni – Collana “Le Centurie” a cura di Claudio De Cuia), di Domenico Sellitti, saggista ed editore tarantino. Il volume di storia, fatti e personaggi ripercorre la memoria popolare dei mestieri del passato. Tra le sue pagine uno spaccato di tradizione della città di Taranto. Un centinaio di vecchi mestieri, popolari e non, sono raccontati e accompagnati da preziose e rare immagini d’epoca.

Nella sua ultima opera, Domenico Sellitti ripercorre le tracce di illustri scrittori e studiosi come Giuseppe Cassano e Giuseppe Cravero, ricercatori delle tradizioni del passato; Giacinto Peluso, la cui memoria andrebbe più spesso rinvigorita; Antonio Fornaro, che conserva intatta la passione per tutto ciò che è tradizione popolare; Saverio La Sorsa, foriero di notizie e ricerche di elevatissimo valore scientifico; Cataldo Sferra, fonte inesauribile di notizie della città che fu; Domenico Basile, consulente impagabile di tante ricerche; Antonio Basile, un raro quanto impagabile mentore, prezioso testimone diretto di luoghi, fatti e personaggi; Claudio De Cuia, voce immortale dei vicoli e del popolo dimenticato, anima incarnata della tarantinità più schietta.

CONTENUTO
“La tecnologia ha modificato gli stili di vita e le abitudini di ogni persona, entrando a far parte della nostra vita e, conseguentemente, mutandone tutti gli aspetti. A questo mutamento radicale della società corrisponde un mutamento del modo di lavorare, ma anche del lavoro stesso. In questo libro si parla dei vecchi mestieri, ovvero della tradizione dei vecchi lavori. Quei lavori che non esistono più o che si sono evoluti in maniera tale da essere diventati altra cosa, giacché sono cambiate le tecnologie o i modi di interpretare il lavoro stesso. Molti di questi mestieri nascono in un tessuto sociale fatto di povertà e nascono con esigenze e per esigenze differenti da quelle attuali. Ed è anche per questo che è risultato interessante osservare e dettagliare le ragioni inerenti il perché non esistano più o perché si stiano inesorabilmente estinguendo.

A differenza di quanto avvenuto in passato, queste vecchie professioni non sono più tramandate di generazione in generazione, di padre in figlio, come quando si attribuiva importanza al lavoro artigianale (i Maestri). La situazione paradossale fa sì che, tra i mestieri in via di estinzione, qualcuno annoveri perfino il sarto, l’idraulico (che in verità scompare sempre quando se ne ha bisogno…), l’ebanista e molti altri artigiani di strada. Mestieri che si sono trasformati adattandosi al progresso ed all’evoluzione dei tempi”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche