19 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 19 Aprile 2021 alle 07:17:57

Cronaca News

Melucci e Gugliotti consegnano la fascia al prefetto Martino

foto di Vertenza ex Ilva, in lutto contro il governo
Vertenza ex Ilva, in lutto contro il governo

Dalla “resistenza“ alla protesta. Il sindaco Rinaldo Melucci, dopo il rinvio del tavolo convocato per la tarda mattinata di ieri, ha messo in atto un gesto di protesta molto forte. Al fine di manifestare il suo dissenso e dell’Amministrazione comunale nei confronti del Governo, per l’esclusione delle istituzioni locali dalla trattativa con ArcelorMittal, ha deciso di consegnare la fascia al prefetto Demetrio Martino, rappresentante del Governo sul territorio.

All’iniziativa si sono associati anche il presidente della Provincia Giovaanni Gugliotti e gli amministratori di alcuni comuni. La decisione è stata comunicata da Palazzo di Città in una nota di poche righe in cui si ribadisce la divergenza nei confronti del Governo che “si appresta a firmare il sacrificio di altre generazioni di tarantini, senza che siano stati nemmeno resi pubblici i termini dell’intesa col privato”. Da qui la decisione di consegnare la fascia “in segno di protesta e denuncia”, si legge nella nota. In prefettura si sono presentati nel pomeriggio con la fascia tricolore arrotolata e tenuta in mano, Melucci, Gugliotti anche in qualità di primo cittadino di Castellaneta e i sindaci di Palagiano, Lasigna, di Faggiano, Cardea, di Torricella, Schifone e di Maruggio, Longo.

Al gesto si sono associati Crispiano e Roccaforzata e, a quanto pare, altri comuni potrebbero seguirli. Dopo la consegna della fascia in prefettura, il primo cittadino di Taranto, insieme a Gugliotti, ha messo in atto un ulteriore gesto eclatante di protesta. Ha listato a lutto le colonne doriche, simbolo della Magna Grecia e delle radici storiche di Taranto, con un drappo nero ben visibile non solo per le sue dimensioni ma anche perchè stride con addobbi e luminarie natalizie che in questo periodo abbelliscono lo spazio antistante Palazzo di Città.

Il tavolo promosso da Regione Puglia e Comune di Taranto era stato convocato, in videoconferenza, a mezzogiorno per mettere a punto una proposta alternativa, con la chiusura dell’area a caldo, da presentare a Roma. Ma in mattinata è arrivata la richiesta del presidente del Consiglio Giuseppe Conte di far slittare l’incontro. Richiesta accolta ma, evidentemente, non senza malumori poi sfociati nella protesta della consegna della fascia al prefetto che simbolicamente è come consegnarla al Governo. “Mi auguro che il Governo capisca che si deve sedere al tavolo con gli enti locali e progettare un futuro diverso per lo stabilimento – ha dichiarato Melucci- il prefetto non credo possa esprimersi da un punto di vista politico e istituzionale su questo, ma mi è parso turbato. Gli abbiamo rappresentato che a Roma deve arrivare il nostro forte messaggio di dissenso, pacifico ma deciso. Credo che il prefetto rappresenterà a Roma il disagio ormai di tutta la comunità ionica”.

Il primo cittadino ha rivolto un invito agli altri sindaci “perché in ogni città ci sono lavoratori, famiglie, gente che si ammala da decenni, quindi dobbiamo pretendere che il Governo si fermi e non chiuda accordi che escludono il territorio e che non vanno, per le poche informazioni che abbiamo, nella direzione della tutela della salute e di un modello di sviluppo equilibrato e sostenibile per mezzo milione di residenti di questa provincia”. Sulla stessa lunghezza d’onda Gugliotti: “Abbiamo deciso di compiere un gesto forte perchè ci siamo resi conto che il Governo non ha tenuto in alcuna considerazione le nostre richieste e ha deciso di andare avanti. Malgrado ciò speriamo sempre che ritorni sui suoi passi”. Sull’assenza di gran parte dei 29 comuni del territorio provinciale, Gugliotti ha spiegato che altre adesioni potrebbero arrivare. “Abbiamo dovuto accelerare i tempi e i sindaci che hanno avuto la possibilità di raggiungerci subito lo hanno fatto, mentre gli altri arriveranno separatamente.

Fino a domani (oggi per chi legge ndr) – ha spiegato Gugliotti – il prefetto avrà tutte le 29 fasce perché l’intero territorio è compatto”. Gugliotti ha manifestato la sua delusione nei confronti del Governo: “Pensavamo di essere stati chiari, quando, in occasione dell’ultimo accordo, abbiamo chiesto le dimissioni dei commissari, perché non eravamo stati coinvolti nella trattativa. Evidentemente – ha sottolineato Gugliotti – non siamo stati abbastanza chiari. Per questo abbiamo voluto ribadire con forza la nostra posizione. Il Governo non può continuare su questa strada, a nostro avviso sbagliata e vogliamo la presenza dei nostri parlamentari. Li vogliamo guardare in faccia e devono spiegarci la loro posizione. Tutti i cittadini della provincia devono sapere come i nostri parlamentari la pensano, nessuno escluso, tutti sono chiamati in causa”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche