26 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 26 Settembre 2021 alle 20:36:00

Cronaca News

Ecco chi ha dato lustro alla città di Taranto

foto di Rendering del Museo degli Illustri Tarantini
Rendering del Museo degli Illustri Tarantini

E’ accaduto quanto sembra incredibile e comunque raro: la donazione spontanea da parte di una popolazione, attraverso le proprie espressioni della cultura, di numerosi profili di cittadini illustri contenuti in migliaia di pagine scritte per illustrare uomini e donne che nei secoli hanno rappresentato quella popolazione ai livelli più alti nell’arte, nella religione, nella letteratura, nella politica, nella filosofia ecc.

L’opera donata può considerarsi rivendicazione di identità, identità che costituirà il patrimonio del nuovo Museo affinché i visitatori possano conoscere la vera storia di quel popolo spesso commiserato per la vicenda dell’inquinamento e per altre superficiali considerazioni. Rivendicazione che si aggiunge alle altre iniziative di ripresa della Città e ne diventa elemento indispensabile perché la ristrutturazione urbana senza la partecipazione del popolo non è un successo. Quando mai nella storia è accaduto che il mondo della cultura rappresentato da scrittori, docenti, studiosi ecc. senza alcun interesse della politica o stimolo economico impiegassero complessivamente migliaia di ore di ricerca per consegnare il loro lavoro ad un’associazione, appunto il “Centro Studi C. G. Viola”, per essere donato al Comune?

Quel lavoro rappresenta oggi il contenuto di un singolare museo comunale: il Mudit, appunto dei cittadini illustri . Eppure è accaduto a Taranto e deve continuare, come peraltro previsto anche dalla Deliberazione del Consiglio Comunale n. 238/2017 che ha stabilito tale destinazione del Museo. Il Centro Studi alla fine del 2019 ha coinvolto, a seguito di specifica intesa, la sede di Taranto dell’Università degli Studi di Bari ed insieme hanno richiamato l’interesse di docenti, scrittori, studiosi ecc. ai quali hanno illustrato le finalità del Mudit conquistandoli al punto che sono stati scritti in un anno circa 160 profili di cittadini illustri frequentando Biblioteche pubbliche, quando possibile, sedi Archivistiche di Stato e Biblioteche private. Ma ancor di più: il prof. Massafra su questo stesso periodico ( 1/12 u. sc.) ha proposto di costituire presso il Mudit un vero e proprio Assessorato della Cultura da destinare alle ricerche dell’epoca post classica nella Città.

Certamente la sede più adatta è il Mudit ma l’Assessorato dovrebbe essere, noi riteniamo, un centro di ricerca composto da storici ed archeologi che possano riscoprire gli antichi monumenti post classici di Taranto per assicurare – come egli scrive – il riequilibrio della cultura storica. Certo sarebbe un bel passo in avanti per avere consapevolezza della propria identità storica, ma attendere la ristrutturazione delle composizioni organiche comunali richiederebbe troppo tempo. Si può invece trarre esempio proprio dall’esperienza della costituzione del Mudit per realizzare quell’obbiettivo in maniera più efficiente e veloce: entusiasmo nel mondo della cultura ! La prova esiste ed è quanto accaduto a Taranto, come abbiamo detto innanzi: la capacità di indicare un obiettivo coinvolgente e l’entusiasmo per raggiungerlo. La passione per un obbiettivo produce risultati eccellenti rispetto alla controprestazione di un corrispettivo economico.

L’unità di intenti tra Centro Studi ed Università ha consentito il risultato sperato. L’Università a Taranto (Dipartimento Ionico) diretta dal chiarissimo prof. Riccardo Pagano ha affiancato al Centro Studi due ottimi studiosi che meritano di essere citati: il prof. Stefano Vinci, docente di Storia del Diritto Italiano, ed il dott. Pierluca Turnone, ricercatore in Educazione alla Politica che hanno guidato oltre 40 studiosi con un risultato tangibile. A Taranto ci sono giovani archeologi che fanno tante scoperte in altri luoghi, perché non consentire di effettuare ricerche nella loro patria ? Ricerche volontarie, ovviamente rispettando misure di sicurezza, coordinate da un esperto conoscitore di Storia. Ma ci sono anche cittadini appassionati che volontariamente fanno da guida nella città antica ed altri che improvvisano spettacoli di vicende storiche antiche. Non possono essere lasciati da soli: devono essere culturalmente guidati perché non si perda il loro valore storico. Auspichiamo che presso il Comune possa ripetersi la positiva esperienza del Mudit e che Taranto abbia quindi un Centro di Ricerche storiche permanente.

Enrico Viola
Centro Studi Cesare Giulio Viola

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