23 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Aprile 2021 alle 15:06:21

foto di Il presidente di Aqp, Simeone di Cagno Abbrescia, con il direttore reti Francesca Portincasa
Il presidente di Aqp, Simeone di Cagno Abbrescia, con il direttore reti Francesca Portincasa

C’è anche la realizzazione del dissalatore al Tara tra gli investimenti messi in cantiere dall’Acquedotto Pugliese per assicurarsi un adeguato approvvigionamento di acqua. Lo ha reso noto l’Aqp nel presentare la campagna “Siamo in riserva”, un’azione persensibilizzare gli utenti a non sprecare questa risorse che, come ha spiegato il presidente di Aqp, Simeone Di Cagno Abbrescia, non è una risorsa infinita. Anzi, come appunto è chiaro nel messaggio che Aqp ha voluto lanciare, le riserve cominciano a scarseggiare. La campagna rimanda proprio alla crescente indisponibilità di acqua causata dalla insufficienza delle precipitazioni. Piove poco rispetto al fabbisogno e i serbatoi tendono ad essere vuoti. Non a caso per rendere il messaggio più efficace, è stata utilizzata l’immagine di un tachimetro con la lancetta che lambisce la zona “della riserva”.

A lanciare la campagna di comunicazione sono stati, oltre al presidente: Francesca Portincasa, coordinatore industriale e direttore reti e impianti di Aqp; Pietro Scrimieri, coordinatore amministrativo e direttore risorse umane e organizzazione di Aqp. Come è stato spiegato nella conferenza di presentazione, le fonti dell’Acquedotto sono rappresentate dagli invasi (che servono anche l’agricoltura), le sorgenti e i pozzi. Nel 2019 l’acqua che giunge nelle nostre abitazioni è arrivata in prevalenza dagli invasi (59%) seguita dalle sorgenti (27%) e dai pozzi della falda profonda (14%) In base alle recenti analisi sulla disponibilità idrica, la portata derivata da Aqp dalle sorgenti registra una riduzione del 12% rispetto all’anno scorso e del 16% rispetto al dato medio degli ultimi dieci anni; il volume complessivo delle acque del Fortore – uno dei principali invasi da cui AQP preleva la risorsa – si attesta sui 63 milioni di metri cubi (contro i 100 degli ultimi 10 anni) e, in presenza di scarsità di precipitazioni, sarà destinato a diminuire ulteriormente. Non più rassicurante è lo scenario dei pozzi di falda profonda, dove l’incremento del prelievo, può comparte il rischio di salinizzazione delle acque.

«I cambiamenti climatici e la situazione delle fonti – ha osservato Di Cagno Abbrescia – impongono una seria riflessione sulla gestione della risorsa. È necessario che ognuno svolga la propria parte. Acquedotto Pugliese sta mettendo in campo un impegno straordinario per migliorare l’efficienza della rete e continuare a garantire un bene così prezioso a 4 milioni di cittadini. Al contempo l’azienda è impegnata nella ricerca di nuove fonti e al riuso virtuoso delle acque di depurazione». L’appello del presidente è rivolto a tutti gli utenti: «Per fronteggiare questo momento delicato dobbiamo fare squadra, dobbiamo sentirci tutti custodi di un bene così essenziale. Evitiamo gli sprechi. È necessario consumare meglio oggi per non rimanere senz’acqua domani».

Ma oltre ad un consumo responsabile di acqua, sono previsti interventi strutturali, primo fra tutti il risanamento delle reti, l’incremento del riuso delle acque di depurazione e alla ricerca di nuova risorsa idrica. Sul risanamento delle reti, sono in corso azioni straordinarie per 80 milioni in 21 Comuni (Progetto Risanamento Reti 3). Le opere arrivano, dopo il completamento degli interventi realizzati nell’ambito dei progetti Risanamento 1 e 2, che hanno portato complessivamente alla realizzazione di 240 km di nuove reti e alla sostituzione di 300 km di condotte in 238 Comuni, per un investimento totale di 213 mln di euro. A seguire, prenderà l’avvio il progetto di Risanamento Reti 4 che prevede un investimento di 637 milioni di euro per la distrettualizzazione e sostituzione delle tubature in 94 Comuni. Ci sono poi gli interventi quotidiani di ordinaria manutenzione. Entro la fine del 2020 le squadre di Aqp avranno ispezionato complessivamente 3.800 km di rete, localizzando 2.800 perdite. Per quanto riguarda il riuso delle acque di depurazione, ai quattro impianti di affinamento già avviati per rilasciare risorsa all’agricoltura (Gallipoli, Corsano, Fasano e Ostuni), un programma con la Regione Puglia, prevede nei prossimi anni di arrivare a recuperare fino a 80 milioni di metri cubi di acqua.

Sul fronte della ricerca di nuova risorsa, sono in corso approfondimenti per l’utilizzo di nuove fonti oggi inutilizzate, e procedono le attività per la realizzazione dei dissalatori del Tara – come detto – e delle Isole Tremiti, impianti in grado di produrre buona acqua dalle sorgenti salmastre e dal mare. «Tutti – ha sottolineato il presidente – siamo chiamati a fare la nostra parte, riducendo gli sprechi». Cinque semplici buone pratiche possono fare la differenza: chiudere il rubinetto mentre ci si lava i denti, prediligere la doccia a un bagno, riempire il lavello per lavare i piatti, innaffiare le piante la sera e lavare l’auto con solo due secchi di acqua. Maggiori dettagli sull’impegno di Aqp sono disponibili sul portale, in Acqua da Amare.

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