23 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 23 Settembre 2021 alle 13:48:00

Cronaca News

Riapertura delle scuole, riunione con il Prefetto per le nuove regole

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La riunione con il Prefetto

Convocato dal Prefetto di Taranto, si è tenuto ieri in videoconferenza il primo incontro esecutivo del tavolo provinciale per coordinare le attività necessarie per la ripresa delle lezioni in presenza delle scuole che, come previsto dal recente Dpcm, dal 7 gennaio vedrà in classe una percentuale non inferiore al 75% degli studenti. Introducendo la riunione il Prefetto Demetrio Martino ha sottolineato la necessità di acquisire tutte le informazioni utili all’elaborazione di un piano operativo che permetta di armonizzare le esigenze della scuola con l’offerta di traporto pubblico locale.

L’obiettivo è evitare assembramenti sia nei pressi delle scuole, sia alle fermate e sugli autobus. A tal fine il Prefetto ha chiesto al rappresentante dell’Ufficio scolastico provinciale Mario Trifiletti di acquisire dagli istituti del territorio le informazioni sui flussi degli studenti che utilizzano il trasporto pubblico locale per raggiungere il capoluogo. All’incontro hanno partecipato anche i rappresentanti del CTP e di Ferrovie del Sud Est. Sulla base di queste informazioni verrà elaborato un piano (la prossima riunione è fissata per martedì 15 dicembre) per coordinare le attività che, tra l’altro, vedranno il coinvolgimento delle forze dell’ordine (presenti all’incontro anche i loro rappresentanti) per il controllo del distanziamento sociale e dell’uso della mascherina.

Nell’incontro è stato sottolineato che gli istituti scolastici debbano distanziare gli orari di ingresso e uscita degli studenti di almeno 90 minuti, sia per evitare assembramenti, sia per permettere alle aziende di trasporto di “gestire” convenientemente i flussi, rimodulando e rafforzando il servizio, anche con corse “dedicate” e, nel caso, utilizzando autobus noleggiati da privati. Ricordiamo che la normativa attuale conferma il limite del 50% della portata dei mezzi, che corrisponde indicativamente a 2-3 persone a metro quadro, secondo l’ampiezza dei mezzi. All’incontro ha partecipato un’importante delegazione del Comune di Taranto, composta dall’assessore alla Polizia Locale Gianni Cataldino, dall’assessore alle Società Partecipate Paolo Castronovi e dall’assessore alla Pubblica Istruzione Deborah Cinquepalmi, dal comandante Michele Matichecchia e dal presidente di Kyma Mobilità Giorgia Gira, accompagnata dai tecnici della società partecipata. Il Comune di Taranto ha espresso la massima disponibilità per affrontare al meglio il ritorno tra i banchi degli studenti, sia mettendo a disposizione le donne e gli uomini della Polizia Locale, sia potenziando in determinate fasce orarie il servizio di Kyma Mobilità, peraltro l’azienda partecipata ha già pronte le statistiche sull’utilizzo degli autobus elaborate durante i precedenti periodi di contingentamento.

Che “riaprire le scuole in presenza il 7 gennaio rischia di alimentare una terza ondata che sarebbe peggiore delle altre, principalmente per la concomitanza con le influenze stagionali e per lo stress delle strutture e del personale sanitario” lo sostiene l’Unsic, organizzazione datoriale con oltre tremila uffici in tutta Italia, che ha redatto un articolato dossier con tutti i dati disponibili e le relative fonti. “I numeri confermano il rilevante apporto delle scuole, probabilmente causato da ciò che vi ruota attorno (trasporti, assembramenti all’entrata e all’uscita, ecc.), situazioni che non potranno ovviamente essere risolte in pochi giorni. Gli ultimi numeri, altamente emblematici, li ha diffusi la rivista Wired, reperendoli direttamente dal ministero dell’Istruzione attraverso un’istanza di accesso generalizzato (Foia). Al 31 ottobre 2020, si legge sul sito di Wired, risultano 64.980 casi di Sars-Cov-2 nella popolazione scolastica di elementari, medie e superiori.

Grazie all’indicatore attivato dalla stessa rivista, emerge che quasi tutte le regioni italiane hanno registrato molti più contagi a scuola rispetto agli altri ambienti. Analoghe risultanze con i dati dell’Istituto superiore di sanità: al 25 agosto 2020 risultavano 9.544 contagiati nella fascia 0-19 anni, diventati ben 102.419 al 7 novembre, con una crescita da due a cinque volte di più rispetto alle altre fasce di età, come ha calcolato il quotidiano Il Tempo. Dopo la chiusura delle scuole superiori con il Dpcm del 6 novembre 2020, quando è stata applicata la didattica a distanza, la fascia scolastica che era in testa alla classifica è scesa al quinto posto. Se in precedenza i contagi della fascia scolastica erano cresciuti di dieci volte, dalla chiusura in poi sono saliti solo del 45,69 per cento.

Anche i dati del ministero della Salute confermano la repentina crescita dei focolai scolastici passati dai 14 del 27 settembre ai 291 del 26 ottobre, oltre venti volte di più in appena un mese. Sempre più esperti – da Roberto Battiston ad Andrea Crisanti, da Massimo Galli a Giovanni Sebastiani – sottolineano il peso delle scuole nella diffusione dei contagi. “Ovviamente riteniamo che la scuola in presenza dovrebbe rappresentare l’ordinarietà, ma quella del periodo pandemico è ansiogena e discontinua: occorre avere piena consapevolezza che purtroppo stiamo vivendo un periodo straordinario e un dramma epocale con oltre 60mila vittime – commentano i responsabili dell’Ufficio comunicazione e del Centro studi dell’Unsic che hanno collaborato alla stesura del dossier.

“Se la didattica a distanza sta salvando vite, soprattutto dei nostri anziani, occorre continuare ad adottarla alle superiori almeno finché non avremo le cure monoclonali e i vaccini per buona parte della popolazione. È una sfida e una responsabilità che il governo deve assumersi pienamente per il bene di tutti, mettendo da parte protagonismi o tentazioni ideologiche e demagogiche – concludono dall’Unsic.

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