16 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 16 Settembre 2021 alle 16:59:00

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Concattedrale di Taranto, «Sono orgoglioso di questa rinascita»

foto di L'interno della Concattedrale di Taranto
L'interno della Concattedrale di Taranto

«Sono contentissimo, questa è una nuova nascita della Concattedrale». Salvatore Licitra è il nipote di Gio Ponti e il custode dell’archivio del celebre architetto e designer. «Sono davvero felice per questa ritrovata attenzione, a Taranto, verso la Concattedrale. Don Ciro (parroco della Gran Madre di Dio, ndr) mi ha mandato le foto della serata inaugurale delle nuove vasche. Un evento che mi ha riempito di gioia». Certo ci sono voluti anni, decenni, prima che la Concattedrale fosse riscoperta e, in gran parte, scoperta dai tarantini.

Ci voleva il suo cinquantesimo compleanno (fu inaugurata il 6 dicembre 1970) per riportarla allo splendore perduto e suscitare la curiosità e il compiacimento di tanti tarantini che ora, finalmente più consapevoli del valore dell’opera, sono quotidianamente lì davanti a fotografare la vela che si specchia nel mare metaforico delle vasche rimesse a nuovo. Ci sono voluti anni, forse troppi per arrivare a questo risultato. Licitra offre una sua condivisibile chiave di lettura: «Forse mancava una informazione adeguata e questo non dava ai tarantini la consapevolezza di avere un tesoro come questo. Ricordo che quando sono stato a Taranto, nelle brochure turistiche trovate in albergo non c’era la Concattedrale. Io auspico non solo per Taranto, ma per tutta l’Italia, di credere nel proprio patrimonio artistico e farlo proprio».

E Taranto più di ogni altro luogo in questo momento avrebbe bisogno di credere nelle sue risorse: «Sì, una città afflitta dai problemi che sappiamo ha bisogno di ritrovare una sua identità e la Concattedrale è una ricchezza importante in questo senso, anche per questo saluto con grande favore tutte le iniziative per celebrarla. E, credetemi, sono davvero orgoglioso per questo ritrovato entusiasmo». C’è un evento da celebrare ancora nel migliore dei modi: il conferimento di quella cittadinanza onoraria che Gio Ponti aveva tanto desiderato negli anni in cui donò a Taranto la sua opera. Il Comune ha rimosso gli ostacoli burocratici, ora si attende solo il conferimento ufficiale. «Un gesto davvero molto bello, quello della cittadinanza, che fa sentire tarantino anche me e permettetemi di assumermi qualche merito per questa rinascita della Concattedrale, perché tutto è nato dalla mostra a Parigi che io ho curato: all’ingresso del Musée des Arts Décoratifs c’era la riproduzione della vela, un allestimento davvero spettacolare che ha catturato l’attenzione dei visitatori e a Parigi, si sa, ci passa tutto il mondo».

Di suo nonno e della Concattedrale, Salvatore Licitra ama sottolineare un aspetto: «È stata la creazione di un uomo che, nonostante l’età avanzata, ci ha lavorato con spirito giovanile e appassionato, con grande amore», come emerge dalle lettere inviate in quegli anni al committente e suo “protettore”, Guglielmo Motolese. Ora Taranto sta riscoprendo questo suo capolavoro. Ci ha impiegato un po’ di tempo… «Lasciamo perdere le polemiche e quello che è stato – conclude Salvatore Licitra – ora è il momento di guardare avanti».

Enzo Ferrari
Direttore Responsabile

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