18 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Aprile 2021 alle 14:47:29

Cronaca News

Forni elettrici e Afo5 per produrre acciaio inquinando meno

L'ex Ilva ora Arcelor Mittal
L'ex Ilva ora Arcelor Mittal

Un mix produttivo che prevede altoforno tradizionale e forni elettrici per la trasformazione “green“ dello stabilimento siderurgico di Taranto. E’ quanto prevede l’accordo definito da ArcelorMittal e Invitalia società controllata dallo Stato. La partnership pubblicoprivato si basa su un accordo di investimento che comporterà la ricapitalizzazione di AM InvestCo, la società controllata da ArcelorMittal che ha sottoscritto il contratto di affitto con obbligo di acquisto dei rami d’azienda Ilva. Invitalia investirà in AM InvestCo in due tranche.

Con l’accordo, Invitalia entra in ArcelorMittal e acquisisce il 50%, operazione che sarà formalizzata a febbraio prossimo con un aumento di capitale, di 400 milioni da parte di Invitalia. Quota che a giugno 2022 salirà al 60% con un versamento di 700 milioni. ArcelorMittal si attesterà al 40%. La governance di AM InvestCo, da quanto è trapelato sul piano, sarà condivisa con tre consiglieri a testa nel cda. All’inizio, lo Stato esprimerà il presidente della società e ArcelorMittal l’amministratore delegato. Successivamente, con Invitalia al 60%, i ruoli si invertiranno: il presidente sarà del partner privato e l’amministratore delegato dello Stato.

Il coinvestimento pubblico in ArcelorMittal era già previsto nell’accordoraggiunto a marzo, al Tribunale di Milano, dai legali ArcelorMittal e Ilva in amministrazione straordinaria proprietario degli impianti dati in fitto a Mittal. Il piano industriale concordato da AM InvestCo e Invitalia prevede anche investimenti in tecnologie per la produzione di acciaio a basso utilizzo di carbone, tra cui la costruzione all’interno dello stabilimento di un forno elettrico che a regime potrà produrre 2,6 milioni di tonnellate all’anno, circa un terzo della produzione. Il mix produttivo prevede il mantenimento dell’altoforno tradizionale, a quanto pare sarà ricostruito l’altoforno 5, ma anche il forno elettrico che per lo stabilimento di Taranto sarà una novità. Ci sarà un impianto di preridotto per alimentarlo. Con questa soluzione, stando al progetto illustrato nei giorni scorsi ai sindacati, si dovrebbe ottenere un deciso taglio delle diverse emissioni inquinanti.

L’investimento previsto è di 2,1 miliardi. Il nuovo piano, sul quale ora si aprirà la trattativa con i sindacati, che l’hanno già chiesta, prevede 8 milioni di tonnellate di produzione di acciaio entro il 2025, anno conclusivo del piano industriale. Nello stesso anno, l’occupazione dovrebbe tornare a 10.700 dipendenti al lavoro, mentre negli anni precedenti il 2025 si prevede una lunga cassa integrazione che con 3.000 unità già dal prossimo anno. Le nuove tecnologie all’avanguardia previste dal piano consentirebbero di ridurre, a regime, l’inquinamento del 93% per l’ossido di zolfo, del 90% per la diossina e del 78% per le polveri sottili e per la CO2.

Oltre all’accordo di coinvestimento per la gestione dell’ex Ilva è prevista anche la costituzione di una nuova società a capitale pubblico dedicata allo sviluppo di questa nuova tecnologia”. La definitiva conclusione dell’accordo potrebbe incontrare, però, alcuni ostacoli legati ai provvedimenti giudiziari. L’area a caldo è sotto sequestro dal 6 luglio 2012.Infatti l’accordo contiene condizioni sospensive al closing che comprendono la modifica del piano ambientale esistente per tenere conto delle modifiche del nuovo piano industriale; la revoca di tutti i sequestri penali riguardanti lo stabilimento e l’assenza di misure restrittive – nell’ambito dei procedimento penali in cui Ilva è imputata – nei confronti di AM InvestCo. In questo caso la multinazionale, a quanto pare, abbandonerebbe il campo.

1 Commento
  1. emidio grottola 4 mesi ago
    Reply

    Non c è nulla di verde in questo accordo. L ennesima truffa ai danni di Taranto. Buttare miliardi di euro per rifare l afo5 è delinquenza pura. Nel frattempo i dipendenti sono quasi tutti in cassa integrazione e la fabbrica produce centinaia di milioni di euro che ripianera’ lo Stato con i soldi dei cittadini. La soluzione più equa. . Chiudere e riconvertire

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche