19 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Settembre 2021 alle 22:47:00

Cronaca News

Processo a Capristo, nuovo rinvio

Carlo Maria Capristo
Carlo Maria Capristo

Secondo rinvio per l’inizio del processo a carico dell’ex procuratore della Repubblica di Taranto Carlo Maria Capristo. Ieri mattina, a Potenza, davanti alla sezione penale in composizione collegiale, era in programma la prima udienza a carico di cinque imputati ma i legali di Capristo, gli avvocati Angela Pignatari e Francesco Paolo Sisto, hanno chiesto e ottenuto il rinvio per motivi di salute del loro assistito. Dunque, l’avvio del processo slitta all’otto febbraio del prossimo anno.

Sotto accusa sono finiti il magistrato, il suo successore alla guida della Procura tranese Antonino Di Maio e tre imprenditori di Bitonto Giuseppe, Cosimo e Gaetano Mancazzo. La vicenda, stando alla ricostruzione dell’accusa, ruota intorno a presunte pressioni indebite nei confronti del pm della Procura di Trani Silvia Curione da parte di Capristo. Pressioni esercitate attraverso il poliziotto ritenuto uomo di fiducia e braccio operativo di Capristo al fine di favorire gli imprenditori concludendo un’indagine per usura, in cui i tre erano parte offesa, con l’avviso di conclusione delle indagini all’inquisito in mancanza dei presupposti di fatto e di diritto.

In buona sostanza, secondo gli inquirenti, la denuncia era infondata. I fatti contestati risalgono al 2018, periodo in cui Capristo dirigeva la Procura del capoluogo jonico e quindi del marito del pm Curione, Lanfranco Marazia, all’epoca sostituto procuratore a Taranto. Il quinto imputato, Michele Scivittaro, ispettore della Polizia di Stato, ha scelto il patteggiamento chiedendo l’applicazione della pena di un anno e dieci mesi. Capristo, il poliziotto e i tre imprenditori, sono stati arrestati il 19 maggio scorso e sottoposti ai domiciliari dalla Guardia di Finanza a conclusione dell’inchiesta della Procura di Potenza diretta dal procuratore Francesco Curcio. Ad agosto sono stati rimessi tutti in libertà poiché le esigenze cautelari sono cessate con la conclusione dell’attività investigativa, almeno per questo filone. Infatti, altre vicende sono finite sotto la lente d’ingrandimento della Procura lucana che avrebbe aperto altri filoni d’inchiesta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche