23 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Aprile 2021 alle 15:06:21

Cronaca News

Chiusura reparti inquinanti dell’ex Ilva, il Tar decide a febbraio

L'ex Ilva di Taranto
L'ex Ilva di Taranto

Il Tar di Lecce deciderà il 27 gennaio del prossimo anno sul ricorso di ArcelorMittal e di Ilva in as contro l’ordinanza di chiusura degli impianti che impone l’eliminazione delle emissioni inquinanti. I ricorsi discussi nell’udienza tenutasi ieri mattina riguardano le impugnazioni dell’azienda dell’ordinanza emessa a febbraio scorso dal sindaco Rinaldo Melucci (la n. 15/2020) sulla base di alcune relazioni Arpa Puglia, Ispra e Spesal sulla qualità dell’aria.

In sintesi, Melucci, col provvedimento, imponeva l’individuazione delle fonti inquinanti e la rimozione del problema oppure la fermata di alcuni reparti, ossia cokerie, altiforni, agglomerato e acciaierie, da effettuare entro 60 giorni.Le verifiche sulla qualità dell’aria avrebbero evidenziato i “malfunzionamenti che hanno causato gli eventi, in particolare per la individuazione delle cause -che sembrerebbero di natura gestionale -e delle aree di origine -che sembrerebbero relative al sistema di depolverazione primario del Camino E 3l2”. Le contestate emissioni, secondo l’ordinanza, erano state percepite in città ed erano state anche “oggetto di numerose segnalazioni” di un “forte odore diffuso, in particolare nei quartieri Tamburi, BorgoCittà Vecchia”.

Non escludendo possibili conseguenze di natura sanitaria e ravvisando un “ragionevole dubbio riguardo alla esistenza o alla portata di rischi per la salute delle persone” in presenza dei quali “possono essere adottate misure di protezione senza dover attendere che siano pienamente dimostrate l’effettiva esistenza e la gravità di tali rischi”, il primo cittadino ha emesso l’ordinanza “a tutela della salute e della sicurezza delle persone, sia di quelle che operano all’interno della fabbrica e dei relativi impianti, sia della popolazione in generale che respira l’aria e i fumi provenienti dagli stessi”.

Sia ArcelorMittal che Ilva in amministrazione straordinaria hanno impugnato l’ordinanza sindacale davanti al Tribunale amministrativo che si esprimerà sui ricorsi. Come si legge in un comunicato del Comune, “il collegio ha rinviato la discussione finale della causa all’udienza del 27 gennaio 2021, all’esito della quale si esprimerà su tutte le delicate questioni in rilievo. Il Comune ha richiesto apposito provvedimento cautelare per mantenere l’esecutività dell’ordinanza impugnata, per tutti gli adempimenti previsti nella prima parte della stessa”. In attesa della decisione finale, da Palazzo di Città rivendicano la correttezza dell’operato del primo cittadino e le sue preoccupazioni sugli aspetti sanitari legati alle emissioni della fabbrica dell’acciaio. “L’iter processuale, al di là dell’esito finale, rende evidente, oltre alla complessità della questione, la fondatezza delle preoccupazioni del sindaco Rinaldo Melucci in ordine all’emergenza sanitaria che interessa la comunità tarantina e – conclude la nota- la correttezza del percorso politico-amministrativo intrapreso”.

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