28 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Settembre 2021 alle 23:58:00

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Giancarlo Coppola: «La ricerca del nuovo mi affascina»

foto di Giancarlo Coppola
Giancarlo Coppola

Questa settimana torno ad interessarmi di un personaggio locale che conosco talmente bene, sin dalle sue prime apparizioni a Radio Taranto 102.500, che avrei potuto scrivere questo articolo senza neanche sentirlo: Giancarlo Coppola, 60 anni, merita tutta la mia stima per essere stato uno dei pochi che io conosca a fare la difficile scelta di avere il coraggio di fare di professione il Disc Jockey a tempo pieno, pagando, a volte, anche le conseguenze che scelte di questo tipo comportano.

Giancarlo fa il suo esordio a Radio Taranto nel lontano 1975 contribuendo, in modo decisivo, a renderla una delle più stimate in Italia: questo anno segna il principio di una carriera radiofonica che, sino ad oggi, non si è mai fermata. Studio 100, Publiradio Network, Radio Norba (come dee jay esterno a supporto degli speaker) Norba night nei migliori locali della Puglia e Coolzone Web Radio, sono state soltanto alcune delle emittenti radiofoniche nelle quali ha militato. Innovatore per vocazione e futurista per natura, Coppola è un’anticipatore del fenomeno Web Radio: infatti fonda, assieme ad un amico, ImpactRadioweb, subito premiata come migliore Web Radio italiana al concorso “Sotto le Stelle”. Leone da palcoscenico e tecnico indiscutibilmente abile, di fronte alla consolle lavora per tanti anni in quelle che erano le migliori discoteche del territorio come il Munich Club di Manduria, il Tiffany di Francavilla Fontana, il Meeting Club di Grottaglie, il Sistem club di Mesagne solo per citarne alcune. Ininterrottamente gira in lungo e in largo anche in altre regioni e si fa apprezzare, così, in Calabria e nel Salento. Ma non solo.

Già tanti anni fa nelle sue serate utilizzava il campionatore e lo faceva così bene da fare da dimostratore Akay Roland presso console di Locorotondo. Voglio ricordare che, a quel tempo, la stragrande maggioranza dei dj non sapeva neppure cosa fosse un campionatore. Gli chiedo se, come molti altri, anche lui rimpianga il buon caro vinile. «Niente affatto – mi risponde – Certo il vinile si può anche osservare oppure tenere tra le mani e possiede anche qualche piccolo vantaggio sonoro. Ma gli svantaggi, compresi quelli sonori, sono talmente tanti e le applicazioni tecniche del digitale talmente avanzate che, in realtà, il quesito non andrebbe neppure posto».

Non hai nostalgia del passato? «Non ho proprio tempo per nostalgie di nessun tipo, pur essendo felice di aver vissuto certi momenti ed ascoltato un certo tipo di musica. Tutto ciò è oramai passato: la ripetitività, mi annoia, Sono sempre alla ricerca del nuovo». Ecco emergere, a voler essere pignoli e spietati, l’unico difetto di Coppola. Difetto che lo accompagna da sempre: quello di essere tre o quattro passi avanti a tutti. Di essere “troppo avanti”.

Cosa pensi dell’attuale situazione musicale, in particolare quella del nostro Paese? «Non è affatto buona; quella italiana è, addirittura, pessima. Lo è sempre stata, ma ora è nettamente peggiorata. Sono sempre esistiti i gruppi alternativi alla ricerca di qualcosa di diverso e di innovativo: il problema è che siamo davvero in pochi a fare ricerca, rispetto alla maggioranza che si dedica solo alla commerciale che cerca solo il pezzo dell’estate o di successo che sarà dimenticato quando arriverà il pezzo dell’inverno. Insomma: musica usa e getta, realizzata da autori scadenti. Per quanto mi riguarda, le radioweb hanno cambiato le carte in tavola: il gruppo delle persone che cerca le cose migliori si è allargato in altri Stati e quindi, ora, queste radio registrano una crescita esponenziale negli ascolti ed indici di gradimento. I grossi network, forse per motivi esclusivamente economici inseguono dei format che io definisco “spazzatura”. Non a caso queste grosse Radio hanno creato il ruolo del direttore musicale che sceglie e scrive le scalette musicali a chi va in onda. E “chi va in onda” non può neppure essere definito “dee jay” in quanto ha il compito soltanto di commentare, ma non quello di scegliere nulla musicalmente parlando.

È, in definitiva, soltanto uno speaker. Credo che fino a quando avremo solo radio che utilizzano questi format, in Italia non assisteremo mai a grossi cambiamenti e migliorie: chi vuole ascoltare qualcosa di diverso cerca nel web e meno male. E noi ci siamo, io ci sono, su Cooolzonwebradio, la radio con la quale collaboro attualmente: abbiamo l’opportunità di ingrandire il cerchio in maniera qualitativa». Dopo questa bella chiacchierata siamo ai saluti finali e mai come oggi sono affettuosi conoscendo, da sempre, Giancarlo artisticamente ed avendo collaborato con lui in più occasioni e in diversi progetti. Come agli altri, anche a lui chiedo le dieci tracce che ritiene più rappresentative.

Eccole:
01 – Mode Apart – Voyage (Original Mix) (Progressive);
02 – Maasai Mara – Weird Sounding (Dude Remix) (Progressive);
03 – Detroit Swindle feat Jitwam – Coffee in the morning (deep house);
04 – Extasie Deportment – That Memory (deep house);
05 – Joe T. Vannelli – Where Is My Man (feat. Eartha Kitt) (deep house);
06 – Lenny Fontana & Tonya Wynne – Here´s My Love (Club_Mix) (Soulful);
07 – D.C & The Cruisers – Milk & Alcohol (chillout);
08 – Gareth Emery – El Segundo (chillout);
09 – Schwarz & Funk – Deepluxe (Beach House Mix) (chillout);
10 – Club des Belugas – Hip Hip Chin Chin (Schizoid Sista Remix) (Dance elettronica).

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