20 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 20 Aprile 2021 alle 09:30:53

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Buonasera Sud / Gli itinerari per il turismo culturale

foto di Palagianello
Palagianello

In queste pagine proponiamo un modello di turismo culturale attraverso la costruzione di un itinerario turistico innovativo, a dimostrazione di quanto si possa fare nel Mezzogiorno per lo sviluppo economico sostenibile.

I l percorso del Mezzogiorno Federato passa attraverso convergenze delle coscienze e degli interessi in una scelta consortile e pattizia che: a) avvengono nella definizione di progetti, nella loro elaborazione e nella loro realizzazione; b) si manifestano nella unita di contenuti e di metodo e nella loro interregionalità; Questo percorso determina la formazione di una classe dirigente che si forma ed assume coscienza di se attraverso la costante continuità finalità con il fare. La costruzione del Mezzogiorno Federato ed il riconoscimento degli interessi attivi, avviene attraverso il disegno strategico del quale i progetti sono la materia. Essi devono avere: contenuti, finalità e tempistica che siano compatibili con il linguaggio tecnico e gli obiettivi progettuali del contraente della UE, che sara l’interlocutore permanente per l’uso di tutte le risorse disponibili sui diversi fondi comunitari. (C. Signorile) Tra i 10 progetti identificati sono stati indicati Itinerari turistico-culturali incentrati sulle 7 radici storico-culturali del Mezzogiorno ovvero: Fenicio/romana, Magna Grecia, Appia, Arabo/ Normanna/ Sveva, Civiltà rupestre, Capitali del Barocco; Sanniti/ Italici A titolo di esempio si è messo a punto una definizione di itinerario turistico culturale e un format progettuale, che seguendo le indicazioni della strategia, mezzogiorno federato, potranno essere utilizzato per ciascuno degli altri.

ITINERARIO
Dal vocabolario Treccani itineràrio dal lat. itinerarius agg., itinerarium s «via, viaggio, cammino», «il percorso che si segue o s’intende seguire in un viaggio, in una spedizione o sim., comprendente per lo più un certo numero di tappe. In marina «la rotta che una nave deve seguire durante il viaggio dal porto di partenza a quello di destino». Ma anche «rappresentazione grafica o scritta che illustri comunque una via o una serie di vie da seguire durante un viaggio, » nell’antichità guida ai viaggiatori o ai pellegrini , «cammino, inteso come serie di passaggi, da percorrere per raggiungere uno scopo o una meta non materiale » (spirituale, intellettuale,..).

ITINERARI CULTURALI
si va dagli itinerari religiosi, a quelli storico-letterari; a quelli storico-artistici, a quelli naturalistici, arrivando ormai agli itinerari enogastronomici, alle strade del vino in particolari regioni o comprensori anch’esse riconducibili ad una nozione amplissima di cultura, in quanto attengono a testimonianze materiali di civiltà (beni culturali) nella specie della civiltà contadina. Un ancoraggio di certe attività tipiche ad un determinato contesto, culturale e territoriale, comincia ad avere riconoscimento anche nel diritto europeo dell’economia. La varietà e l’eterogeneità dei temi di riferimento degli itinerari turisticoculturali concorre a fare degli strumenti strategici dell’economia della cultura

ITINERARI TURISTICO CULTURALI
I più antichi itinerari culturali – della cultura religiosa, per quasi un millennio egemone – furono le vie dei pellegrini che compivano le “peregrinationes majores” o il Cammino di Santiago. Dalla fine del ’600 ebbero inizio i “grand tours” delle élites colte del nord Europa alla scoperta dei luoghi e delle città d’arte, in Francia ed in Italia che nell’800 del romanticismo si arricchirono della ricerca delle vedute e delle bellezze naturali. Il secondo novecento è stata l’epoca del tempo libero e del turismo di massa. L’ultima “scoperta” del turismo di massa sono i beni (musei e città d’arte e gli eventi culturali (mostre). In quest’ambito gli itinerari culturali che si propongono rappresentano una nuova forma di offerta, che ha l’intento da un lato di spalmare sul territorio la più recente e ricca domanda turistica e dall’altro di promuovere l’occupazione soprattutto di giovani nelle regioni meno sviluppate.

La particolarità è che gli itinerari turisticoculturali sono degli oggetti di natura immateriali e a funzione di rigenerazione economico-sociale , che fanno riferimento ad un insieme di località, di interesse religioso, storico-artistico, paesistico o culturale nel senso più lato.. Con i termini della di “new economy” sono: una forma di connessione sistemica rappresentata da un insieme di nodi e di segmenti, interconnesso in funzione di un tema culturale unificante e ancora reti immateriali, ordinate allo sviluppo del turismo culturale e dell’occupazione e che tendono ad una forma amministrativa che possa essere modello di sussidiarietà verticale ed orizzontale e di amministrazione condivisa, che, nella presente accezione, potrebbe prospettare gestioni locali partecipate del tipo “imprese di comunità” (cooperative e/o fondazioni) con reti di impresa/club di prodotto turistico (offerta turistica integrata) identitari nelle diverse tappe di ciascun itinerario.

CIVILTÀ RUPESTRE IL TEMA
La civiltà rupestre è un museo nascosto. Per svelarne il volto non occorre salire in alto o sudare per arrampicarsi sui monti. É sufficiente scendere. ….nelle gravine, gravine dell’arco jonico, nelle lame che scendono sull’Adriatico, nelle terre rocciose delle murge pugliesi, nelle e gole dell’altopiano ibleo siciliano, nei i villaggi rupestri calabri, nei più celebri Sassi materani. Una precisazione metodologica: utile nell’organizzazione di un itinerario sul tema è che a livello scientifico non è tanto corretto parlare di “civiltà” rupestre, bensì di Insediamenti rupestri, Habitat rupestri, Architetture rupestri, Pitture rupestri,…

LE ORIGINI
Le origini degli insediamenti rupestri sono molto antiche, tanto che le tracce più remote della presenza dell’uomo risalgono ad epoca protostorica. Il ritrovamento di reperti precedenti all’età classica e di età medievale ha portato ad ipotizzare una interruzione durante il periodo classico e un ritorno nell’età successiva fino a prolungarsi, senza soluzione di continuità, ai secoli XIV e XV come ci attesta la documentazione iconografica reperita. La civiltà rupestre, come fenomeno di aggregazione sociale, si esaurì a partire dal XIV secolo con l’affermarsi di una diversa cultura abitativa che giunse all’utilizzo degli impianti rupestri in funzione delle successive costruzioni di case lamiate, case soprane, case palaziate, ……).

LE MOTIVAZIONE E LE FINALITÀ DELLA SCELTA
Il paradosso previsto, se non auspicato, dell’era digitale è delle prime conseguenze dei cambiamenti climatici provocati dall’incuria del genere umano, tra i quali si annoverano non solo le alluvioni, le frane, il trasbordo dei fiumi, ma anche senza dubbio le epidemie e fra tutte la pandemia da Covid-19, è un ripensamento alla natura, ai boschi, alle campagne, ai parchi ai giardini e alle forme di civiltà che hanno “convissuto” con rispetto e anche in maniera produttiva con la natura.

Una “madre natura” che ci ha suggerito nei secoli comportamenti, ma anche saperi e abilità che dobbiamo reimparare, magari attualizzandoli, prendendo il bene della trasformazione digitale, in un processo detto di transizione al verde, oramai ineluttabile, che non significa solo mettere depuratori qua e là , o utilizzare energie alternative, o riutilizzare i rifiuti, ma che è un cambiamento culturale che ci suggerisce di attingere dal passato per ritrovare l’armonia persa che è la vera causa delle nuove ansie, malesseri e malanni. Andare alla scoperta o alla riscoperta di tutto ciò, re-imparando dai più antichi saperi, conservarli, ri-produrli, per rigenerare, anche economicamente, le persone e i luoghi rappresentano la vera anima dell’itinerario “Civiltà rupestri”.

LE TAPPE DELL’ITINERARIO “CIVILTÀ RUPESTRE” NEL MEZZOGIORNO
Si prevede una sperimentazione su almeno 3 regioni: 1) – Campania (la meno indagata in merito – la catalogazione archeologica completa delle unità rupestri della Campania è tuttora un obiettivo primario da raggiungere nel prossimo futuro, al fine di predisporre un sistema informativo geografico (GIS) che, oltre a permettere la georeferenziazione dei siti e a raccogliere tutte le informazioni disponibili, possa consentire una disamina completa del fenomeno rupestre); 2) – Basilicata (la più nota per i suoi sassi); 3) – Puglia (la più indagata vedi testo “Il Comprensorio della civiltà rupestre di Fonseca Cosimo Damiano – da approfondire con esperti per la scelta dei siti significativi /rappresentativi nella logica dell’itinerario). LE MODALITÀ DI FRUIZIONE E LA TEMPISTICA Gli itinerari potranno essere fruiti in presenza nella dimensione temporale del week end o della settimana all inclusive o a distanza con l’utilizzo delle tecnologie 4.0 o meglio delle KET- Key enabling Technologies dell’era della 4° rivoluzione industriale (dalla realtà aumentata e virtuale, all’Internet Of Things (IOT) o le nanotecnologie e i BIG DATA fino anche alla robotica) .

LE TIPOLOGIE DI ATTIVITÀ
Recupero/restauro del patrimonio e delle vie di accesso alle testimonianze di Civiltà rupestre: – Rilevamento delle problematiche di conservazione e accessibilità dei siti; – Utilizzo delle metodologie e tecnologie del GIS (Geographic Information System) e del BIM (Building Information Model) dalla creazione di schede dei siti (edificato e verde circostante) alla progettazione al restauro con collaudo finale del patrimonio rilevato Recupero e Innovazione delle strutture di accoglienza: – Riqualificazione e adeguamenti tecnicofunzionale delle strutture di accoglienza; – Adeguamento tecnologico delle strutture di accoglienza. Comunicazione , branding e marketing territoriale – Animazione territoriale per la progettazione partecipata dell’Itinerario turistico-culturale “Civiltà rupestre” con la messa in rete dei Comuni ospitanti; – Branding e azioni di co-marketing delle testimonianze più rappresentative della Civiltà Rupestre; – Produzioni multimediali (testi digitali/ video/docufiction) di story telling, anche immersiva, nella civiltà rupestre delle tappe dell’itinerario. Formazione – Qualificazione e specializzazione del personale destinato ai servizi e alle strutture di accoglienza – Learning event “Civiltà rupestre” – Apprendimento informale attraverso la convivialità e l’umorismo; – Corso di qualificazione per “Operatore/ operatrice murario/a di edilizia storica con tecniche tradizionali del territorio”; – Corso di istruzione terziaria professionalizzante per “Conduzione cantieri di restauro 4.0 del paesaggio rupestre” (manufatti, edificato e verde storico). Creazione di imprese di comunità – Servizi di accoglienza e visita con guida speciazzata; – Reti di impresa come club di prodotto turistico locale (ospitalità + mobilità sostenibile interna (bici, microauto e trenini elettrici, cavallo/mulo) + artigianato + commercio..); – Produzione e vendita di souvenir d‘autore derivanti dalla collaborazione tra artisti e maestri artigiani.

LE POLICY E I PROGRAMMI/ PROGETTI NAZIONALI E EUROPEI DI RIFERIMENTO PER IL FINANZIAMENTO
– Next Generation UE- Investimenti pubblici: – Fondo per il Green New Deal (4,24 miliardi per il periodo 2020-2023); – Fondo per rilancio degli investimenti per lo sviluppo sostenibile e infrastrutturale dei Comuni (4 miliardi dal 2025 al 2034); – Contributi assegnati ai Comuni per investimenti in progetti di rigenerazione urbana (8,5 miliardi nel 2021-2034) e per messa in sicurezza degli edifici e del territorio (8,8 miliardi nel 2021- 2034); – LN 158/2017- Misure per il sostegno e la valorizzazione dei piccoli comuni, nonché disposizioni per la riqualificazione e il recupero dei centri storici dei medesimi comuni LR 1/2020 “Disposizioni in materia di cooperative di comunità” …

LE REGIONI E I COMUNI COINVOLTI
Basilicata (materano), Campania (Terra di lavoro, Costiera amalfitano sorrentina) Puglia (Murge-Salento)

GRUPPO FEDERALE OPERANTE SUL TERRITORIO
Da definire se di livello provinciale o distrettuale.

IL COMITATO ESECUTIVO DELL’ITINERARIO
Potrebbe essere costituito da: sindaci e gli assessori delegati a turismo e BBCC dei Comuni – tappa dell’itinerario, rappresentanti degli interessi e dei bisogni dei soggetti potenzialmente attivabili per l’ottimizzazione della realizzazione e della fruizione dell’itinerario (sovrintendenze, associazioni albergatori, B&B, agriturismi, ristoratori e altri pubblici esercizi, scuole,…)

Nello Savarese
Esperto di politiche del turismo culturale

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