05 Agosto 2021 - Ultimo aggiornamento il: 05 Agosto 2021 alle 06:17:00

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La collezione Costa e i suoi presepi dal mondo

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La collezione Costa e i suoi presepi dal mondo

La più folta e completa collezione di presepi in città si trova nell’abitazione di Corrado Costa, a Taranto 2, scomparso qualche anno addietro, fonda – tore (assieme a Pasquale Antonicelli) della locale sede de “Gli amici del presepe”.

Centinaia sono gli esemplari esposti nelle vetrine, catalogati secondo stili e provenienza, che dal 1977 fanno parte di un’esposizione stabile, visitata, fino a quando è stato possibile, da innumerevoli scolaresche. Il nucleo originario è costituito dalle ben centocinquanta statuine acquistate dal padre nella cartoleria del sacerdote don Vito Marinuzzi in via Anfiteatro, molto popolare negli anni prima della guerra. Nel medesimo negozio il padre acquistò, successivamente, un altro centinaio di pezzi prodotti in Germania, esemplari davvero unici, in cartapesta con panneggi in stile orientale: costa – vano mezza lira l’uno e per quei tempi fu un spesa ragguardevole. Il presepe napoletano è predominante nella collezione. «Me ne innamorai quando visitai nella città partenopea alcune mostre in tema. Mi colpirono le scenografie, accuratissime nei particolari. Ne ricordo uno di ben 16 metri di lunghezza e pro – fondo almeno 6, donato al museo di San Martino da un gentiluomo del posto, il famoso Michele Cuciniello – spiegava Costa – L’arte presepara napoletana raggiunse l’apice della creatività durante il regno di Francesco II di Borbone, caratterizzato da una grande miseria nei ceti più popolari.

Prova ne sia la pre – senza piuttosto frequente negli allestimenti di un’osteria dove i “pastori” affet – tano salami e bevono allegramente: così, per saziare, almeno visivamente, la fame atavica». Singolare è l’interpretazione del presepe napoletano proposta da Costa intitolata “Natale in casa Cupiello”, proprio come la commedia del grande Eduardo. In altre ambientazioni, Gesù Bambino, invece, vede la luce all’ombra delle rovine degli antichi templi, simboleggianti il trionfo del cristia – nesimo sul paganesimo. Buona parte della collezione è dedicata alla Puglia. Molto belle sono le rappresentazioni degli artisti Guacci, Intini, De Luca, Zimari, Sales e dei grottagliesi Petraroli ed Esposito; in questa parte della collezione è presente il pezzo più spettacolare: un presepe meccanico da lui realizzato dove sono rappresentati gli antichi mestieri.

Fra i presepi provenienti dall’estero spiccano quelli spagnoli dove non ci si limita alla illustrazione della Natività, ma si fa riferimento anche agli episodi più importanti del Vangelo collegati. I personaggi sono vestiti secondo la foggia orientale, turbante compreso; particolari sono le statuine dei re Magi, finemente cesellate, dai volti espressivi e che indossano un manto di leopardo. Nelle altre vetrine sono esposti esemplari pro – venienti da Taiwan (in bambù), Germania, Brasile, Giappone, Messico, Israele, Giordania, Siria, Guatemala, Cina, Perù. Non mancano i minipresepi realizzati da Costa, perfino in una bottiglia di valeriana e addirittura in una mezza noce; alcuni di questi esposti all’estero. L’esemplare cui l’artista teneva di più era un Bambinello donatogli dal padre con l’impegno di porlo ogni anno nel presepe di casa. Com’è sempre avvenuto e ancora tuttora usano i suoi discendenti

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