26 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 25 Settembre 2021 alle 22:33:00

Cronaca News

Omicidio al rione Tamburi, sequestrate altre armi e droga

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Omicidio al rione Tamburi, sequestrate altre armi e droga

Omicidio alle “case parcheggio”: la Polizia di Stato ha sequestrato altre pistole e altra droga. Intanto, stamattina, saranno interogati dal gip i presunti autori del delitto, Vincenzo Balzo e Carmelo Nigro, difesi dagli avvocati Salvatore Maggio e Gaetano Vitale. Continuano a ritmo serrato le indagini per delineare i contorni dell’omicidio e far luce sugli istanti che hanno preceduto la morte del 39enne di Palagiano, Graziano Rotondoi.

I poliziotti, allertati dal fratello della vittima, sono arrivati in pochi minuti sul posto ed hanno immediatamente avviato le indagini, ispezionando gli impervi cunicoli sotto le fondamenta dello stabile alla ricerca dei due presunti responsabili dell’efferato omicidio. Cunicoli abilmente scavati e di difficilissimo accesso se non per i residenti dello stabile.

Con non poche difficoltà, tra il fango ed il buio assoluto, gli agentii hanno iniziato ad ispezionare i cunicoli, recuperando prima due pistole: la prima una Beretta calibro 9 con la matricola limata e con un proiettile inceppato nella canna, e poco distante una “Carl Water” calibro 9 completa di caricatore con tre proiettili, entrambe con evidenti tracce ematiche. Con l’aiuto delle fotoelettriche dei Vigili del Fuoco, i poliziotti hanno seguito alcune impronte e tracce di sangue che poi hanno portato alla scoperta del cadavere, che presentava ferite d’arma da fuoco al torace ed evidenti lesioni al capo ed al corpo probabilente procurate da un martello rinvenuto nelle vicinanze. Le ferite, poi analizzate dal medico legale, hanno inequivocabilmente delineato l’efferatezza con la quale è stato compiuto l’omicidio. Si sono accaniti sulla vittima, per poi ucciderla a colpi di pistola. Contemporaneamente gli altri agenti della Squadra Mobile hanno fermato in due appartamenti al primo piano dello stesso stabile, Stamattina l’interrogatorio dei presunti killer, Vincenzo Balzo e Carmelo Nigro Omicidio al rione Tamburi Sequestrate altre armi e droga Balzo e Nigro poi sottoposti a fermo. Vani sono stati i loro tentativi di ripulirsi e di cambiarsi gli indumenti cercando di disfarsi di quelli inevitabilmente sporchi di fango e sangue.

Secondo l’accusa gli alibi costruiti dai fermati, con il conforto dei loro rispettivi familiari, sono apparsi lacunosi e privi di fondamento e sono stati smentiti dagli investigatori che per tutta la notte hanno tenuto sotto interrogatorio tutte le persone coinvolte nella vicenda. Sin dalle prime battute è apparsa inconsistente la giustificazine di Nigro, riguardo a escoriazioni che aveva sul volto e che a suo dire erano state procurate durante il suo lavoro da trasportatore. Le successive perquisizioni, eseguite giovedì mattina sempre all’interno del sottoscala, hanno portato al rinvenimento di 11 pistole tutte perfettamente conservate e pronte all’uso, un coltello, tre chili e mezzo di eroina pura, due chili e mezzo di cocaina la maggior parte ancora in pietra che si aggiungono alle oltre 200 dosi preconfezionate di droga recuperate la sera precedente.

La ricerca resa difficile dalla già precarie conformazione del sottoscala, ha consentito di recuperare la droga e le armi, solo dopo una meticolasa ispezione dei luoghi. Alcune pistole, infatti, erano state nascosdte in due casseforti chiuse a chiave, cementate nel terreno e coperte da cumuli di terra, mentre la droga era stata nascosta all’interno di alcuni tubi fognari in disuso o in apposite nicchie. “Balzo- ha detto il vice questore Fulvio Manco, capo della Squadra Mobile – è una vecchia conoscenza delle forze dell’ordine e in passato è stat oarrestato per reati in materia di droga. Da tempo era considerato al vertice di quella piazza di spaccio delle “case parcheggio”. Le continue operazioni antidroga effettuate dalla Polizia di Stato sul territorio jonico, hanno consentito di delineare l’ampiezza del fenomeno, il quale sia nel capoluogo che nell’intera provincia registra la presenza di sodalizi criminali che nelle zone di loro competanza esercitano un’intensa attività di spaccio.

Riprova ne è l’operazione “Cupola” della Mobile che poco più di un mese fa ha smantellato due organizzazioni criminali dedite nella zona orientale della provincia jonica al traffico di sostanze stupefacenti. Nel capoluogo la Polizia di Stato è eimpegnata nel contrasto allo spaccio “al minuto” con il continuo monitoraggio delle zone teatro de traffici illeciti, culminati poi nei numerosi arresti effettuati dai Falchi della Mobile e nei conseguenti sequestri di dosi pronte per lo spaccio ”. Le continue indagini e le diverse operazioni antidroga avvenute negli ultimi tempi hanno consentito di delineare l’attività del gruppo con a capo il 40enne. Ogni giorno venivano spacciate alcune centinaia di dosi di cocaina e di eroina.

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