19 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Settembre 2021 alle 22:47:00

Attualità News

Arte e tradizione, i presepi di Jaccarino e don Antonio Marzia

foto di Plastico della Città Vecchia realizzato da Franco Jaccarino
Plastico della Città Vecchia realizzato da Franco Jaccarino

Dagli inizi del mese di novembre il regno dell’artista Franco Jaccarino (nato a Sorrento nel 1924, ma tarantino d’adozione) era una cappellina laterale della chiesa di Sant’Antonio, dove si metteva all’opera per realizzare il maestoso presepe assieme a don Antonio Marzia, presenza storica della parrocchia, nonché cappellano della casa circondariale. Un pesante drappeggio impediva di sbirciare: nulla, infatti, doveva rovinare la sorpresa nel giorno dell’inaugurazione.

E i consensi, alla fine, giungevano unanimi. Jaccarino e don Antonio ogni anno si sbizzarrivano con fantasia e creatività nell’allestimento della rappresentazione. Un anno realizzarono una Natività posta al centro tra il paesaggio dell’antico Oriente e i ruderi dell’antica Roma, da cui il cristianesimo si è propagato in tutto il mondo. La grotta di Betlemme, quindi, figurava quale ideale congiungimento tra due mondi per un appello agli uomini di buona volontà per la pace in terra. In un’altra occasione il Redentore fu fatto nascere nello sfacelo dei vecchi templi a simboleggiare il declino delle religioni pagane per l’avvento del cristianesimo; l’unico elemento “fuori epoca” in tale circostanza fu la presenza alcuni kibbutz, disseminati nel paesaggio, distintivi dello stato d’Israele.

Un altro anno, poi, Gesù nacque in una barca di pescatori, in un’ambientazione marinara. Jaccarino fu fra i primi a dotare i presepi di un particolare effetto luminoso per simulare il giorno e la notte. I più piccoli si emozionavano quando, al tramonto, la luce del sole si faceva impercettibilmente sempre più fioca mentre spuntavano la luna e le stelle e nelle case si accendevano tante lucine che davano il sapore dell’intimità domestica. Un chiarore si distingueva anche nella grotta da cui si udiva, col suono del carillon, una dolce ninna-nanna al Bambinello. Jaccarino era un apprezzato pittore paesaggistico; le sue opere, soprattutto quelle con tecniche a sbalzi, suscitarono l’ammirazione del famoso critico Vittorio Sgarbi in una sua visita a Taranto.

Inoltre le sue cartelle sugli scorci più significativi della Città Vecchia figurano in molte case di tarantini. La notevole vena creativa dell’artista veniva espressa in tanti altri ambiti, come nell’allestimento di scenografie per importanti veglioni al “Delfino” o al “Gambero” o come animatore dell’annuale competizione per le mascherine di carnevale a “La Sem”. Nei giorni della Settimana Santa i tarantini ammiravano le sue processioni mobili dei Misteri e dell’Addolorata allestite nelle vetrine del negozio d’abbigliamento dei fratelli Carlo e Armando De Florio, tra via Anfiteatro e via Berardi. In diverse edizioni della festa settembrina della Madonna Stella Maris, curò anche gli addobbi in via Cariati e piazza Fontana, collaborando con la ditta incaricata delle luminarie. Il suo capolavoro, a detta di molti, è il grande plastico della Città Vecchia presente nel “Museo Majorano” a Palazzo Pantaleo, a perpetuare la memoria dell’artista, spentosi il 5 febbraio 2011.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche