19 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Settembre 2021 alle 22:47:00

Cronaca News

Omicidio ai Tamburi, restano dentro Balzo e Nigro

foto di Omicidio ai Tamburi, restano dentro Balzo e Nigro
Omicidio ai Tamburi, restano dentro Balzo e Nigro

Rimangono dentro Vincenzo Balzo e Carmelo Nigro, fermati per l’omicidio di Graziano Rotondo, il 39enne rinvenuto senza vita nello scantinato di uno stabile di via Machiavelli, nel rione Tamburi. Il gip Francesco Maccagnano ha emesso nei loro contronti una ordinanza di custodia cautelare in carcere. Era durato più di due ore, sabato scorso, l’interrogatorio di Balzo, alias “Sceriffo Kid” e di suo cognato, Nigro, difesi dagli avvocati Salvatore Maggio e Gaetano Vitale. Vincenzo Balzo, ritenuto dagli investigatori della Polizia di Stato ai vertici della piazza di spaccio delle “case parcheggio”, aveva respinto ogni accusa.

L’uomo che abita nella palazzina situtata sullo scantinato in cui è stato trovato il cadavere di Rotondo aveva riferito al giudice di essere rimasto sempre in casa. Suo cognato, Carmelo Nigro, si era invece avvalso della facoltà di non rispondere. I difensori dei due, gli avvocati Maggio e Vitale si erano opposti alla convalida del fermo e all’applicazione di un provvedimento restrittivo, sostenendo la mancanza di gravi indizi di colpevolezza. Sempre sabato il medico legale Marcello Chironi aveva eseguito l’autopsia. Dall’esame autoptico è emerso che è avvenuta una colluttazione, durante la quale Rotondo è stato colpito al capo probabilmente con un martello e poi è stato ucciso con un colpo di pistola al torace. I familiari di Rotondo, sono assistiti dagli avvocati Rosario Orlando e Maria Giovanna Galatone.

Il corpo martoriato dell’uomo era stato rinvenuto nella serata di mercoledì in uno scantinato delle “case-parcheggio”. Per il brutale omicidio i poliziotti della Squadra Mobile avevano fermato, a tempo di record, Vincenzo Balzo e suo cognato Carmelo Nigro. Gli agenti, allertati dal fratello della vittima, erano arrivati in pochi minuti sul posto ed avevano subito avviato le indagini, ispezionando i cunicoli sotto le fondamenta dello stabile alla ricerca dei due presunti responsabili dell’efferato omicidio. Cunicoli abilmente scavati e di difficilissimo accesso se non per i residenti dello stabile. Con non poche difficoltà, tra il fango ed il buio assoluto, gli agenti avevano iniziato ad ispezionare i cunicoli, recuperando prima due pistole: una Beretta calibro 9 con la matricola limata e con un proiettile inceppato nella canna, e poco distante una “Carl Water” calibro 9 completa di caricatore con tre proiettili, entrambe con evidenti tracce di sangue.

Con l’aiuto delle fotoelettriche dei Vigili del Fuoco, i poliziotti avevano seguito alcune impronte e tracce di sangue che poi avevano portato alla scoperta del cadavere, che presentava ferite d’arma da fuoco al torace ed evidenti lesioni al capo ed al corpo probabilmente procurate da un martello rinvenuto nelle vicinanze. Le ferite, poi analizzate dal medico legale, avevano delineato l’efferatezza con la quale era stato compiuto l’omicidio. Le perquisizioni, eseguite giovedì mattina sempre all’interno del sottoscala, avevano portato al rinvenimento di 11 pistole, di tre chili e mezzo di eroina pura e di due chili e mezzo di cocaina.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche