21 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 21 Aprile 2021 alle 09:30:12

Cronaca News

Ex Ilva, “Accordo bilaterale per un nuovo corso”

L'Ilva di Taranto
L'ex Ilva di Taranto ora Arcelor Mittal

La vicenda dell’ex Ilva, fra passato, presente e futuro. Gli aspetti relativi alla gestione dello stabilimento tarantino si decidono sui tavoli istituzionali ma sul futuro sembra destinata a incidere anche la sentenza del processo “Ambiente svenduto”. Questa mattina, in videoconferenza, si svolgerà l’incontro chiesto congiuntamente giovedì scorso dalle segreterie generali di Fim-Cisl, Fiom- Cgil e Uilm-Uil, con i ministri dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli, dell’Economia Roberto Gualtieri, del Lavoro Nunzia Catalfo e dell’Ambiente Sergio Costa, con l’ad di Invitalia Domenico Arcuri, con l’ad di ArcelorMittal Lucia Morselli e con Ilva in amministrazione straordinaria.

In vista dell’incontro, il leader nazionale della Fim Cisl Roberto Benaglia auspica l’apertura di un “negoziato fruttuoso che porti ad un nuovo accordo sindacale innovativo per la tutela dei posti di lavoro e il futuro di tutta la ex-Ilva”. Uno dei principali obiettivi delle organizzazioni di categoria è quello di conoscere direttamente i contenuti dell’accordo tra Invitalia e multinazionale, ma “soprattutto di poter avere la disponibilità di tutti ad affrontare e risolvere i nodi critici che – fa notare Benaglia – quell’intesa non garantisce”.

La Fim, come le altre due sigle confederali, preme per conoscere il futuro dei lavoratori. “Non possiamo attendere i pareri dell’Antitrust europeo, che potrebbero richiedere mesi, per trattare un nuovo accordo sindacale. I lavoratori tutti, soprattutto i cassintegrati, meritano risposte certe. Vogliamo anzitutto spingere per una accelerazione nei primi mesi del 2021 degli investimenti ambientali e produttivi e della riattivazione di impianti e produzioni. Occorre ricomprendere nell’accordo il destino per reimpiego certo dei 1.700 lavoratori in Iilva as che sembrerebbero ignorati dal protocollo del 10 dicembre, così come vanno fornite garanzie di reddito sostenibile per chi sarà in cig, sapendo che per noi nessun lavoratore potrà stare 5 anni di fila in cassaintegrazione”.

Benaglia preannuncia che la Fim proporrà l’istituzione di “un comitato di gestione bilaterale formato da rappresentanti dei lavoratori e tecnici aziendali per seguire e governare i numerosi interventi produttivi e di investimento sugli impianti che dovranno essere fatti nei prossimi mesi”. Lo stabilimento di Taranto e gli gli altri del gruppo, sostiene Benaglia, “non si rilanceranno senza contare sul ruolo attivo e la capacità dei lavoratori, compresi quelli degli appalti”. L’altro binario sul quale scorre la vicenda del Siderurgico, è quello giudiziario, al momento parallelo ma con una convergenza futura sempre più vicina. La sentenza della Corte d’assise nel processo Ambiente svenduto, infatti, riguarderà inevitabilmente anche le sorti dell’area a caldo, sotto sequestro dal 26 luglio 2012.

Nell’udienza di ieri, non si è tenuto l’esame del teste chiave della difesa Giuseppe Pompa, docente di tossicologia veterinaria, sull’avvelenamento dei mitili di Mar Piccolo. Alla richiesta di acquisizione della perizia, avanzata dalla difesa, si sono opposti il pm Mariano Buccoliero e i legali delle parti civili. Quindi in assenza dell’accordo fra le parti, il perito dovrà presentarsi in aula. Il presidente Stefania D’Errico ha aggiornato l’udienza all’11 gennaio. Dopo l’esame dell’ultimo teste e le richieste di acquisizione di nuove prove, sarà stilato il calendario delle prossime udienze. In quel momento si capiranno anche i tempi di conclusione del processo.

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