18 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Aprile 2021 alle 12:17:53

Cronaca News

Rifacimento Afo5 e cig, “Troppo lunghi i tempi del piano industriale”


Afo5 - ex Ilva

Un confronto di un’ora e mezza in videoconferenza. Il primo dopo la firma dell’accordo del 10 dicembre per discutere con i sindacati metalmeccanici del piano industriale e sopratutto degli aspetti relativi all’occupazione e agli investimenti. L’incontro ha visto l’intervento dei segretari di Fim, Fiom e Uilm, Roberto Benaglia, Francesca Re David e Rocco Palombella, di ArcelorMittal Italia, di Invitalia e di una rappresentanza del Governo con i ministri Stefano Patuanelli (Mise), Roberto Gualtieri (Mef), Nunzia Catalfo (Lavoro) e Giuseppe Provenzano (Politiche per il Mezzogiorno) l’ad di ArcelorMittal Italia Lucia Morselli e di Invitalia Domenico Arcuri. Hanno preso parte anche i commissari di Ilva in amministrazione straordinaria, che rappresenta la proprietà degli impiant (in quanto ArcelorMittal li gestisce in affitto) Ardito, Lupo e Danovi.

L’inizio della trattativa vera e propria è rinviato a gennaio e in questi giorni sarà stilato il calendario. I ministri Patuanelli e Gualtieri, Acuri e Morselli si sono soffermati su alcuni aspetti del nuovo piano industriale ma la discussione sulle questioni sostanziali, a cominciare dall’occupazione inizierà dopo le festività natalizie. L’ad Morselli ha manifestato il suo ottimismo sul rilancio della produzione dello stabilimento di Taranto che chiuderà il 2020 con un minimo storico. “Chiuderemo l’anno a 3,4 milioni di tonnellate ma nel 2021 prevediamo un aumento di produzione a circa 5 milioni, con un +50% rispetto alla situazione attuale”.

Le tensioni delle scorse settimane sembrano essersi stemperate stando alle dichiarazioni di uno dei commissari, Alessandro Danovi: “Apprezziamo lo sforzo compiuto da tutte le parti per assicurare il futuro al sito di Taranto e allo sviluppo dell’acciaio italiano. Da parte nostra manterremo responsabilità previste dagli accordi rispetto all’affittuario”. Ilva in as è la societa’ proprietaria degli impianti che dal 1° novembre 2018 li ha affittati, con opzione di acquisto, ad ArcelorMittal Italia. Dissolte, almeno per il momento, le tensioni restano le critiche provenienti dal fronte sindacale. Rocco Palombella, della Uilm, considera l’accordo “l’ultima chance per poter raggiungere l’obiettivo del risananamento ambientale per Taranto, per garantire il livello produttivo necessario e per salvaguardare la piena occupazione. Per questo dobbiamo partire da quello che riteniamo positivo dell’intesa e migliorare gli aspetti che non ci convincono”. Gli aspetti ritenuti poco convincenti sono i tempi di attuazione e il numero dei lavoratori in cig.

“Riteniamo eccessivamente lungo un piano industriale che si sviluppa nei prossimi cinque anni. È inaccettabile un nuovo accordo che prevede migliaia di lavoratori in cig per cinque anni, tremila per i primi due, nonostante l’immediata risalita produttiva a 5 milioni di tonnellate annue. Inoltre l’intesa dell’10 dicembre cancella la garanzia occupazionale per i 1.600 lavoratori di Ilva As”. Palombella individua anche dei punti positivi: “Se da un lato è positivo il rifacimento dell’Afo 5 con le migliori tecnologie esistenti – sottolinea – dall’altro riteniamo troppo lunghi i tre anni previsti per la realizzazione del forno elettrico e degli impianti di preridotto. Per tutte queste ragioni – aggiunge – è indispensabile avviare al più presto un confronto di merito, in grado di poter modificare alcuni punti determinanti dell’accordo per assicurare una transizione produttiva ecosostenibile”.

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