20 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 20 Aprile 2021 alle 09:30:53

foto di Le luminarie in piazza Duomo in Città Vecchia a Taranto
Le luminarie in piazza Duomo in Città Vecchia a Taranto

Cosa resta del Natale a Taranto in tempo di emergenza sanitaria? Le iniziative non mancano, anche se non molto numerose come negli scorsi anni, per l’organizzazione nel rispetto delle norme anti Covid 19. Ne segnaliamo alcune.

“Natale nel Baglio”
È il titolo del grande presepe allestito sulla scarpata del pendio La Riccia, in Città vecchia, davanti alla casa natale di Sant’Egidio, inaugurato mercoledì sera dal vice sindaco Fabiano Marti. A cura dell’associazione “Pittaggio del Baglio” (dal nome di una delle quattro zone in cui era suddiviso il centro storico) quest’anno la Natività ha preso posto su un gozzo in legno del 1954 donato dal cantiere navale Quintano, con i pittoreschi abiti messi a disposizione dalla confraternita di Sant’Egidio. “Il Natale quest’anno ha il sapore del mare e ci riporta all’antica vocazione della nostra città” – spiega il presidente dell’associazione, fra Francesco Zecca. La benedizione dell’opera, valorizzata da una suggestiva illuminazione, è stata impartita dal parroco della San Pasquale fra Vincenzo Chirico, con i canti natalizi eseguiti dal coro parrocchiale.

Le mini-processioni nel santuario dei Sant Medici
Com’è noto, a causa dell’emergenza sanitaria, in questo Natale non si svolgeranno le tradizionali processioni in Città vecchia, così come avvenuto per Santa Cecilia e l‘Immacolata. Ci sarà però la possibilità di rivivere quei momenti ammirando le miniprocessioni realizzate da Pierino Solito, esposte nel santuario dei Santi Medici, in via Di Mezzo, riaperto al culto lo scorso settembre. L’iniziativa è stata del cav. Antonio Gigante commissario arcivescovile della confraternita di Santa Maria di Costantinopoli, che ha sede nella chiesetta situata nel cuore della Città vecchia. L’allestimento è stato ben curato e rallegrerà almeno per qualche momento l’animo dei tradizionalisti, che mai avrebbero mancato di assistere alle due processioni che hanno luogo la mattina del 25 dicembre (“U Bammine Curcate”) e del 6 gennaio (“U Bammine all’erte”). Sarà anche l’occasione per ammirare il santuario tornato a nuova vita e i luoghi antistanti, soprattutto la piazzetta, i cui residenti mostrano di averne a cuore il decoro. La chiesetta resterà aperta dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle ore 11.30 e dalle ore 16.30 alle 1.30.

L’albero della speranza
“In un momento così problematico per l’emergenza sanitaria conseguente alla pandemia, leggere queste poche parole di speranza non può che far del bene”. Così fra Vincenzo Chirico, parroco della San Pasquale Baylon, e fra Francesco Zecca, guardiano del convento dei frati minori, commentano l’iniziativa dell’”albero della speranza”. Si tratta di un abete alto circa tre metri, donato dall’amministrazione comunale e posto davanti alla chiesa, ai cui rami, al posto dei tradizionali addobbi, ognuno può appendere cartoncini con messaggi beneauguranti.

“L’albero della speranza” è una delle iniziative programmate dalla parrocchia e dal centro “Giustizia, pace e integrità del Creato” dei frati minori del Salento. In tale ambito va segnalata una mostra di presepi costruiti con materiali di scarto e che sarà visitabile fino al 6 gennaio; le opere saranno messe in vendita e il ricavato andrà alla Caritas parrocchiale, che segue una cinquantina di famiglie bisognose. “In tal modo – spiega fra Francesco Zecca – coniughiamo tradizione e solidarietà con il rispetto dell’ambiente, di cui il riciclaggio è un aspetto importante”. Anche il presepe realizzato in chiesa è stato realizzato con materiali riciclati.

“Dallo scarto può nascere la speranza e può generare una risorsa per il territorio, pur così martoriato come il nostro- concludono fra Vincenzo Chirico e fra Francesco Zecca.

 

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