25 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 24 Settembre 2021 alle 07:15:05

Cronaca News

Colpevole di tentato duplice omicidio ottiene i domiciliari

foto di Il luogo del duplice tentato omicidio avvenuto nel giorno di San Valentino del 2019
Il luogo del duplice tentato omicidio avvenuto nel giorno di San Valentino del 2019

Ritenuto colpevole di tentato duplice omicidio ha ottenuto i “domiciliari” dopo la riduzione della pena in Corte d’Appello.

Si tratta del sessantannovenne Q.P. che è stato difeso dallì’avvocato Luigi Danucci. Nel processo celebrato con rito abbreviato dinanzi al gup di Taranto l’uomo era stato condannato a 15 anni di reclusione. La condanna è stata poi ridotta a 13 anni e 8 mesi dai giudici di secondo grado. II sessantanovenne il giorno di san Valentino del 2019 aveva ferito a colpi di pistola il tarantino P. M. solo perchè stava raccogliendo rottami di ferro. Un’altra persona che era con lui era riuscita a schivare i proiettili e a fuggire. I carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale e della Sezione operativa della Compagnia di Martina Franca, insieme ai loro colleghi e della Stazione di San Giorgio Jonico, avevano fermato Q. P., pensionato già noto alle forze dell’ordine, residente a Carosino.

Gli investigatori al termine di accertamenti di tipo tradizionale (acquisizione di testimonianze e sopralluoghi sulla scena del crimine) avevano sin dalle prime battute indirizzato le indagini nei confronti del presunto autore del duplice tentato omicidio. Il pensionato aveva la disponibilità di un casolare adiacente al luogo del ferimento e al cui interno erano stati rinvenutiveicoli rubati, un fucile a pompacon colpo in canna e munizioni di vario calibro. Le indagini hanno consentito diaccertare che Q.P. dopo aver sorpreso le due persone mentre caricavano a bordo di un motocarro dei rottami di ferro prelevati nei pressi del casolare, aveva esploso contro i due svariati colpi di arma da fuoco. P.M. era stato centrato da due proiettili mentre il suo amico era riuscito a sfuggire all’agguato.

I carabinieri dopo il ferimento avevano eseguito un sopralluogo e rinvenuto la pistola che era stata stata utilizzata Q P. Un’arma marca Beretta in dotazione alle forze di polizia risultata rubata nella provincia di Lecce nel 2011 ad un carabiniere. Visto che il pensionato dopo l’agguato, si era reso irreperibile i carabinieri avevano iniziato una pressante attività investigativa, fatta anche di continui controlli presso parenti e conoscenti. Le continue ricerche avevano infine spinto Q.P., sentitosi braccato, a consegnarsi alla giustizia. Sul suo capo pendeva un provvedimento di fermo di indiziato di delitto emesso dalla Procura tarantina sulla scorta delle risultanze investigative fornite dai carabinieri. Ora dopo la condanna in Appello ha ottenuto i “domicliari”.

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