19 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 19 Aprile 2021 alle 07:17:57

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È Diodato il “Musicista dell’anno”

Diodato
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È lui, Diodato, tarantino nato ad Aosta, ma con la Città dei Due Mari da sempre nel cuore, ad essere stato eletto “Musicista dell’Anno”. Tarantino doc, gli fa la giornalista, e lui: «I miei erano in viaggio, mia madre incinta di nove mesi: facciamolo nascere dove capita: è una città che ho respirato fin dalle storie di mio nonno, pescatore, che mi raccontava delle sue uscite in mare…».

Stringe a sé l’ambito Telegatto, paragonabile all’Oscar dello spettacolo. Inequivocabile la copertina di TV Sorrisi, in qualche modo la bibbia dello spettacolo, che riporta l’artista di “Fai rumore”, canzone con la quale ha vinto il Festival di Sanremo. E poi, “Un’altra estate”, “Fino a farci scomparire” e altro ancora. Da lì, in poi, dal punto di vista mediatico in tutto il 2020 un’affermazione dopo l’altra. Nella stessa rassegna canora, vince il Premio della critica (“Mia Martini”) e quello della Sala stampa (“Lucio Dalla”), proseguendo con David di Donatello, il Nastro d’argento alla migliore canzone originale (“Che vita meravigliosa”) e l’Europe Musica Award (MTV) come Miglior artista italiano. Laureatosi al Dams in Cinema televisione e nuovi media, Diodato, trentanove anni, ha ottenuto un successo meritato con il quale, poco per volta, negli anni, ha preso una certa confidenza.

A cominciare da un altro Sanremo, nel 2014, quando la Giuria di qualità gli assegnò un premio per la bella “Babilonia”. A seguire, il primo MTV Award, il Premio Denzer come artista dell’anno e il “De André” come migliore reinterpretazione dell’opera del grande cantautore. Perché Antonio Diodato, ormai solo Diodato, per amici e fan, non solo scrive musica e testi come fosse un veterano, ma canta come fosse un interprete consumato da un’infinita esperienza. E, magari, Diodato l’esperienza l’ha già fatta. Dal liceo in poi, quando insieme con compagni di scuola aveva messo in piedi un gruppo rock. Aveva suonato e cantato durante una manifestazione studentesca in piazza Garibaldi. In quel gazebo al centro del cuore di Taranto nel quale un giorno, questo dichiarò in una intervista dopo la vittoria sanremese, vorrebbe tornare per fare un concerto. Lì, in quella piazza, con uno sguardo rivolto allo “struscio” nel quale anche lui da ragazzo si è consumato e uno al mare, che scivola fra le due città. E uno come Diodato il mare lo ama, lo cerca tutte le volte che può. Ama anche la Città vecchia, la Taranto antica, che avvolge e dà calore ai suoi ragazzi che sanno essere orgogliosi delle proprie radici.

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