21 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 21 Aprile 2021 alle 16:13:38

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Andy Anderson, il dee jay che va… controcorrente

foto di Danced Til Midnight
Danced Til Midnight

Questa settimana mi proietto in una contea del Regno Unito, ad Essex per l’esattezza, per fare quattro chiacchiere con un giovanissimo dj producer già sotto i riflettori della critica internazionale. E vi garantisco che, in futuro, ne sentirete parlare molto. Si tratta di Andy Anderson, dal 2015 il dee jay, produttore e musicista che ha realizzato e mixato una selezione caleidoscopica di stili tra cui funk, hip hop, disco e musica elettronica, sotto il nome dell’artista Danced Til Midnight. Danced Til Midnight canalizza una serie diversificata di influenze verso l’obiettivo unificante di atterrare “sull’uno”, come lo descriverebbe il leggendario Bootsy Collins.

Le sue collaborazioni spaziano attraverso lo spettro musicale, tra cui il batterista hip hop Tall Black Guy, i fornitori di deep disco The Revenge e Faze Action, il doyenne hip hop della costa occidentale Egyptian Lover, il famoso contrabbassista Danny Thompson, The Killer Horns in coppia con il batterista Jack Baker (entrambi hanno fatto parte delle band itineranti di Bonobo e Alice Russell), così come i visionari della musica house Karizma, Byron The Aquarius e Kenny Summit. Autoprodotto con la sua etichetta Thylacine Sounds, Andy ha costantemente pubblicato numerosi EP e singoli, a partire da “Sun Bleach” del 2015 e, in seguito, “More Of Love” nel 2016, “She Can’t Love You” nel 2017 e “Real Love” nel 2020.

Recentemente Danced Til Midnight ha collaborato con una varietà di talenti, come il New York MC Nosaj del gruppo rap New Kingdom sul recente 45 “Low Slung” e la cantante Carmelle Cox sui singoli digitali “People Get Up” e “Soon Enough”. Tutti questi brani vedono Stingray Davies, noto per il suo lavoro con Speedometer, suonare l’organo Hammond. Insomma, tante release costanti di musica di alta qualità e che vi consiglio di ascoltare. Allora incuriosito, considerando la sua giovane età, gli chiedo come e da dove nasce questo suo amore per un certo tipo di suoni e di musica piuttosto controcorrente e alternativo rispetto ai suoi coetanei.

«Molto prima di metter piede davanti ad una consolle – mi risponde – sono stato attratto prima ed influenzato dopo dalla scena locale della festa dei dj dell’Essex. C’era una gamma fertile e diversificata di notti frequentate da un singolare collettivo di sceneggiatori e amanti delle feste. La stessa folla partecipava a serate a tema funk, dub reggae, post punk, psichedelico anni ‘60, hip hop vecchia scuola, house e drum n ‘bass. Per quanto pretenzioso possa sembrare, in questi eventi il dj ha conferito la loro dichiarazione artistica di suoni selezionati al pubblico che desiderava essere portato sulla cavalcata dell’esperienza musicale presentata.

Tutto questo è servito come modello per i miei djset di oggi. Nell’ascoltare le tracce originali che erano le fonti di campionamento dei successi dance contemporanei, ho scoperto una ricchezza di musica originale che ho preferito ai club di successo basati sui campioni! I suoni funky degli anni ‘70 hanno fortemente influenzato la mia musica, poiché amo l’interazione tra un bassista dal vivo e un batterista, caratteristica tipica del funk.

La mia lista di brani – continua – è una selezione di scoperte personali che riflettono il suono Danced Til Midnight.

Per cui ecco le mie dieci tracks:

1)People Get Up – Danced Til Midnight
2)You And Your Folks, Me And My Folks – Funkadelic
3)Shut Off The Light – Betty Davis
4)Supergroovalisticprosifunkstication (The Bumps Bump) – Parliament
5)Suburban Family Lament – Ruth Copeland
6)Duffed Up – Primal Scream
7)Horse Latitudes – New Kingdom
8)All Night Long – Junior Kimbrough
9)Dragonfly – Fleetwood Mac
10)Sessomatto – Sessomatto»

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