04 Agosto 2021 - Ultimo aggiornamento il: 04 Agosto 2021 alle 19:40:00

Cronaca News

Tecnopolo, opportunità per il sistema Paese

foto di David Sassoli
David Sassoli

La realizzazione della fondazione denominata “Istituto di Ricerche Tecnopolo Mediterraneo per lo Sviluppo Sostenibile” con sede a Taranto, più brevemente “Tecnopolo”, ha nelle sue fondamenta l’obiettivo di istituire una sede riconosciuta a livello nazionale ed internazionale per lo sviluppo della conoscenza e della ricerca, del progresso tecnico- scientifico, della valorizzazione delle innovazioni e dell’utilizzo di fonti di energia rinnovabile, dell’economia circolare e di strumenti volti a promuovere la crescita sostenibile dell’intero Paese e il miglioramento della competitività del sistema produttivo nazionale. L’evento ospitato dal Cnel, su impulso del Centro di Cultura per lo sviluppo “Giuseppe Lazzati” di Taranto e dell’Associazione Italiana per lo Sviluppo dell’Economia Circolare (Aisec), ha voluto promuovere lo sviluppo di sinergie tra Istituzioni ed imprese al fine di concretizzare l’impegno assunto dal Governo per istituire e rendere operativa la fondazione Tecnopolo Mediterraneo, ora e negli anni avvenire.

L’incontro, presieduto dal Presidente del Cnel prof. Tiziano Treu, ha visto la partecipazione di illustri personalità del mondo politico e istituzionale, quali l’avv. Loredana Capone – Presidente del Consiglio Regionale della Puglia, il sen. Mario Turco – Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio, il dott. Giuseppe Provenzano – Ministro per il Sud e la Coesione Territoriale, il prof. Enrico Giovannini – Portavoce dell’Associazione Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), l’on. David Sassoli – Presidente del Parlamento Europeo, presente con un videomessaggio, il prof. Vito Albino – Presidente di Arti, Agenzia Regionale della Tecnologia e dell’Innovazione, la dr.ssa Eleonora Rizzuto – Fondatrice e Presidente di Aisec e importanti realtà imprenditoriali italiane come Cisa Spa, Enel, Erg, Rfi, Nextchem e Greenthesis. Il prof. Tiziano Treu ha avviato il dibattito incoraggiando a proseguire nel progetto Tecnopolo su cui intravede possibili sinergie con l’alleanza che riunisce i paesi mediterranei EuroMed, in particolare nelle relazioni tra Italia e Paesi del Nord Africa.

La dott.ssa Eleonora Rizzuto, operosa cooperatrice del convegno e moderatrice degli interventi della parte imprenditoriale del dibattito, ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa di dibattito intorno alla creazione del Tecnopolo di Taranto in quanto esso, proprio dell’ottica di Aisec, può fungere da leva per il rilancio della città pugliese e dell’intero sistema Paese. Questa funzione è realizzabile solo attraverso la partecipazione di più soggetti chiamati a collaborare insieme, imprese, autorità governative, associazioni, enti di ricerca e università, con l’obiettivo comune di protezione del territorio e delle persone fisiche che lo abitano e di tutela delle risorse naturali in una prospettiva di medio e lungo termine. Solo così si potranno raggiungere i risultati attesi.

Il prof. Vito Albino, moderatore degli interventi della parte istituzionale del dibattito, ha riconosciuto la centralità del Tecnopolo per lo sviluppo del Paese e, per questo motivo, la sua piena operatività non può prescindere dal supporto delle imprese attive sul nostro territorio. Il Tecnopolo sarà strategico per tutta l’area del Mediterraneo, ma anche per l’intera Europa. La città di Taranto può essere simbolo e testimone della volontà di un cambio di paradigma e di conseguenza le attività del Tecnopolo sarannocentrali per il Mediterraneo e per l’area europea. Secondo il sottosegretario Mario Turco, il Tecnopolo di Taranto deve essere un centro di ricerca pubblico, ma anche ricettore di investimenti privati, capace di ricomporre la frattura esistente tra sviluppo economico e aspettative del territorio in ambito sociale. Il superamento delle disuguaglianze sociali ed economiche è possibile grazie all’utilizzo degli investimenti governativi e delle risorse stanziate dal Recovery Fund per progetti legati al territorio di Taranto, per il potenziamento del territorio in termini di sviluppo sostenibile ed economia circolare. Proprio il Cipe – Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica dal prossimo 1 gennaio 2021 diventa Cipes aggiungendo la “s” di sostenibilità al futuro di tutti noi (proposto da ASviS nel 2018). La programmazione economica per il rilancio del Sud vede il progressivo abbandono delle fonti di energia fossile in favore dell’utilizzo di fonti di energia rinnovabile e di idrogeno come già citato nel Decreto Clima del Governo. Nasce così una risposta governativa all’emergenza climatica in atto. Una politica di investimento capace di definire una strategia efficace per il Paese necessita di due driver: gli investimenti pubblici devono verificare e monitorare l’impatto che essa provoca e quali effetti produce a livello occupazionale, sociale e in relazione al benessere ambientale.

La metrica e la valutazione dell’impatto degli investimenti pubblici è fondamentale per porre obiettivi concreti, per gestire la sostenibilità degli interventi e la loro piena realizzazione. La presidente Loredana Capone ha rilevato che il Tecnopolo di Taranto traccia la strada per lo sviluppo del territorio del Sud Italia dove le dimensioni sociale ed ambientale sono di uguale importanza per il futuro. Una città ferita come quella di Taranto dalle problematiche ormai note, legate alla salute dei suoi cittadini, al lavoro e all’occupazione, al benessere sociale ed ambientale ha bisogno di interventi mirati, attraverso cui risanare il territorio con l’utilizzo di nuove tecnologie capaci di abbassare l’impatto negativo creato in passato. La Presidente Capone mette l’accento sulle modalità di gestione degli investimenti che devono essere proficui e fruttiferi, sia per il Tecnopolo che per l’area ex Ilva che necessita di un indirizzo chiaro e duraturo per il suo futuro, di una bonifica e di un intervento di riqualificazione del suo territorio affinché i progetti di riconversione industriale non restino solo parole su carta, occasioni sprecate, illusioni e speranze tradite.

Il prof. Enrico Giovannini ha invitato ad una riflessione di più ampio respiro che comprende anche il campo della Cooperazione internazionale. E’ fondamentale il coinvolgimento dell’Aics – Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo al fine di caratterizzare il ruolo di primo piano del Tecnopolo come centro di collegamento tra le diverse realtà del Mediterraneo, compresa l’Africa e le sue regioni. Il Tecnopolo, per svolgere una funzione strategica e di trasformazione della città e del Paese, non può essere sganciato dal territorio di cui fa parte, ricco di imprese d’eccellenza sia nell’ambito dell’economia circolare che nell’ambito della transizione energetica, ma deve mettere in luce sinergie e porre a sistema queste realtà, realizzando partnership con enti, istituti di ricerca e università. Il paradigma dello Sviluppo Sostenibile risulta vincente se utilizzato per lo sviluppo integrale del territorio. Il ministro Giuseppe Provenzano, ringraziando l’ex Ministro Fioramonti e il prof. Giovannini per aver creduto fortemente nel progetto del Tecnopolo, ha identificato nella realizzazione di quest’ultimo la più concreta possibilità di rilancio per tutto il Mezzogiorno e non solo per la città di Taranto.

L’attivazione delle Zone Economiche Speciali del Mar Ionio funge da promozione del territorio, in ottica di sviluppo sostenibile. Non solo per un rilancio economico e occupazionale, ma anche sociale in cui il capitale umano e le nuove generazioni trovino spazio come attori principali del cambiamento e della trasformazione del Sud e come protagonisti delle politiche governative e regionali. Le diverse realtà presenti sul territorio devono formare una rete per agire insieme verso la definizione di un nuovo ecosistema della città che segua la propria vocazione al cui centro si trova il Tecnopolo, generatore di cambiamento e di innovazioni. Il presidente David Sassoli ha sottolineato che la sfida di porre in relazione il nord e il sud del Mediterraneo è posta al centro delle politiche nazionali ed europee. Egli si concentra sul valore della collaborazione e dell’interdipendenza dei soggetti, promotori di uno sviluppo sociale e ambientale sostenibile. La realizzazione del Tecnopolo è tesa a favorire questa cooperazione, che si propone come obiettivo la creazione di progetti di economia circolare e sostenibilità.

La conclusione del dibattito istituzionale ha lasciato successivamente spazio alle imprese e ai suoi rappresentanti. Imprese di eccellenza tese a creare un driver di sviluppo tecnologico al Sud e dare vita ad un nuovo paradigma di Sviluppo Sostenibile che, partendo da Taranto, diventi un valore per il Paese intero e nel bacino del Mediterraneo. Per Cisa Spa, rappresentata dall’ing. Lorenzo Ferrara anche presidente del Dipartimento Produttivo dell’Ambiente e del Riutilizzo, il Tecnopolo di Taranto è necessario, rappresenta un’occasione che non deve essere persa in quanto atteso dalle imprese e dalla città pugliese come punto di riferimento strategico per l’economia dell’Italia e per le connessioni che può determinare tra le diverse realtà imprenditoriali. E’ opportuno che sia coinvolto l’esistente “Polo tecnologico della Magna Grecia”. Il dr. Carlo Cascella, amministratore unico di Enel Green Power Solar Energy, ha spostato l’attenzione sulla transizione energetica e sulla capacità del Tecnopolo di influire positivamente su questa evoluzione. Il passaggio dall’utilizzo di fonti combustibili fossili per la produzione di energia a fonti rinnovabili è ormai determinante per il nostro futuro. Uno degli obiettivi più prossimi è quello di tradurre, attraverso strumenti adeguati, i finanziamenti europei in progettualità: spesso i ritardi e i rallentamenti burocratici pongono ostacoli non indifferenti alle imprese nella creazione di interventi ed iniziative di successo, sia in campo energetico che in materia di economia circolare. L’avv. Luca Bragoli, responsabile relazioni istituzionali di Erg Spa, ha considerato il fenomeno del cambiamento climatico una delle sfide più importanti dei nostri tempi. Ecco perché l’azienda si impegna rigorosamente a raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione previsti per il 2030 dall’Unione Europea.

Il Tecnopolo può diventare sede di studi innovativi e rigorosi riguardo l’utilizzo dei big data per una migliore manutenzione e monitoraggio degli impianti eolici e per ottimizzare la produzione di energia rinnovabile grazie allo sfruttamento strategico delle risorse naturali presenti quali sole ed aria. Inoltre, il Tecnopolo, come centro di ricerca, favorirebbe lo studio riguardo il riciclo delle pale degli impianti eolici, tema arduo e ancora in evoluzione. La dr.ssa Claudia Cattani, presidente di Rfi – Rete Ferroviaria Italiana, ha illustrato una panoramica sulla gestione sostenibile delle infrastrutture del Gruppo Ferrovie dello Stato italiane presenti sul nostro territorio e sulla continua ricerca di nuove tecnologie per ridurre gli impatti negativi. Proprio per questo obiettivo Rfi si porrebbe al fianco del Tecnopolo, come già fa con altri enti di ricerca e università, per costituire insieme progetti riguardanti lo smaltimento di alcuni materiali di scarto e il riutilizzo di altri, tra i quali pietrisco artificiale e sabbie particolari.

Un obiettivo importante del Gruppo, per il futuro, sarà quello di recuperare l’energia di frenata dei treni, che oggi è possibile solo per i mezzi ad alta velocità. Una considerazione molto significativa in tema di economia circolare è stata proposta dal dr. Fabrizio Di Amato, presidente di Maire Tecnimont – Capogruppo di NextChem, impiantistica e ingegneria per oil&gas e petrolchimica. Risulta fondamentale sviluppare dei materiali e dei prodotti, derivati dal riciclo delle plastiche, che siano appetibili sul mercato, nelle nuove filiere integrate e che vengano apprezzati e riconosciuti, con prezzi adeguati e accessibili altrimenti gli sforzi risulterebbero fallimentari e inconcludenti. Grande rilievo possono assumere i distretti circolari, aree industrializzate dismesse, non più utilizzate che diventano palcoscenico per i nuovi impianti di riciclo e di produzione di energia verde. Sono molto interessati a Tecnopolo in quanto daranno vita insieme ad Eni a un nuovo impianto a Taranto per produrre gas circolare e rafforzare ulteriormente la partnership già avviata da tempo tra le due aziende. L’amministratore delegato di Greenthesis, dr. Vincenzo Cimini, ha riconosciuto nel Tecnopolo una fucina per la creazione di progettualità diverse, dove crescita economica, inclusione sociale e tutela ambientale possano coesistere. Molti sono i progetti introdotti dall’azienda che riguardano la gestione dei rifiuti e la produzione di biometano in diverse regioni italiane: la Valle d’Aosta, il Veneto e il Lazio per includere, in una crescente fase di sviluppo, tutto il territorio italiano. La dr.ssa Eleonora Rizzuto ha chiuso il dibattito ringraziando tutti gli intervenuti incluso “l’alfiere energico di questo evento”, il prof. Domenico Maria Amalfitano presidente del CdC “Lazzati”, assente per motivi personali, ed ha preannunciato “un nuovo appuntamento sul Tecnopolo Mediterraneo di Taranto per i primi mesi dell’anno prossimo”.

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