25 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 24 Settembre 2021 alle 07:15:05

foto di Messa dell’Epifania a Carosino
Messa dell’Epifania a Carosino

CAROSINO – Messa Vespertina animata da un gruppo di cantori. I magi non si misero in cammino perché avevano visto la stella, ma videro la stella perché si erano messi in cammino. È di sicuro questo lo spirito di fondo, tramandatoci a riguardo da san Giovanni Crisostomo, che ha animato il componimento musicale cantato nella Chiesa Madre di Carosino l’altro ieri, al termine della Messa Vespertina dell’Epifania. Per primo era stato lo stesso celebrante don Davide Errico, che da alcuni mesi collabora nella parrocchia jonica, a ritornare nel corso della sua omelia sui passi della sopracitata frase dell’antico maestro omiletico cristiano a cui, come si diceva, alla fine della funzione religiosa, hanno fatto da contraltare musicale i quattro cantori-musicisti.

Dopo la breve presentazione da parte del parroco di Carosino don Filippo Urso il gruppo, formato nell’occasione da Salvatore Conte con Elena Manigrasso per la voce, Arcangelo Conzo e Biagio Nigro alle chitarre, si è cimentato in una sorta di ballata musicale in vernacolo dal titolo “Bettlemmi” (Betlemme). Morbido ed assai azzeccato lo stile nenioso, fatto di un sussurrato melodico, nel quale risalta la tessitura musicale e vocale le quali, insieme, si sono dimostrate entrambe quasi antiche, nella loro propria essenza: praticamente un vero e proprio componimento poetico a tutti gli effetti. Siamo di fronte, insomma, a un altro modo di solcare le strade, per andare incontro al Bambinello e alla comunità parrocchiale, soprattutto in questo strano periodo di feste natalizie che abbiamo terminato, come si suol dire, il 6 gennaio scorso. E’ un forma comunque molto particolare, quella della composizione cantata proposta da questo gruppo musicale, che grazie ad un testo semplice ma bello e intenso come potevano essere le parole e le armonie musicali di una volta, aiuta a camminare nella vita e nella proficua ricerca interiore. Insieme all’indiscussa voce di Salvatore Conte, è stato anche il calore espresso dalla tonalità di Elena Manigrasso a contribuire a scaldare l’esibizione del gruppo.

Come si diceva in questo lavoro musicale pure l’accompagnamento non è stato da meno, con i virtuosismi e gli arrangiamenti di Biagio Nigro, che hanno provveduto a inseguire una base musicale magistralmente ideata da Arcangelo Conzo. Un’esperienza nata diversi anni fa, esattamente nel lontano 1984, ad opera di Salvatore Conte il quale, allora, musicò un testo inedito e anonimo dal titolo “L’Urracanu a Carusino”, dedicato alle vicende religiose della cosiddetta Madonna dell’uragano, seguite al noto evento catastrofico del 26 novembre di qualche secolo fa. L’anno successivo 1985 è la volta di “Furtunato” (Fortunato, il noto pastorello sordomuto del miracolo della Madonna delle Grazie di Carosino) nel quale Conte, autore di testo e musica, nell’occasione viene affiancato dall’amico di sempre e noto chitarrista Biagio Nigro, che ne arrangia le musiche e che continuerà in questo ruolo in tutte le produzioni degli anni successivi.

Con un salto di qualche anno arriviamo al 2016 con il duo che si arricchisce della proficua collaborazione di Arcangelo Conzo, il quale scrive testo e musica di “San Biasi” (San Biagio). E siamo praticamente ai nostri giorni il 2018, il gruppo si rinsalda ulteriormente producendo due lavori musicali: “Santa Maria ti Carusinu” (Santa Maria di Carosino, testo Conte-Conzo e musica A.Conzo) e Sant’Antoniu (testo e musica di A. Conzo). Nel 2019 vede invece la luce “Lu Mamminu” (il Bambinello, testo anonimo e musica di S.Conte) quindi, nel 2020 scorso viene composta per ultima sinora “Bettlemmi” (Betlemme, testo Conzo-Conte musica A.Conzo). Di tutte queste opere, che attendono di essere (speriamo) raccolte quanto prima in un audiocd, rimane in un certo senso quell’appello di cui si parlava all’inizio, che invita a muoversi e ricercare “oltre” le strade già battute. Proprio come fecero, ad esempio, gli stessi magi verso Betlemme i quali, per dirla anche alla don Tonino Bello, si misero in cammino senza paura: Betlemme, ci hanno persino raccontato musicalmente i nostri amici cantori, “li tessi lu Natali”. F

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