23 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 23 Settembre 2021 alle 21:06:00

Cronaca News

Ex Ilva, “Scarsa chiarezza sui rientri al lavoro”

foto di Ex Ilva
Ex Ilva

La nuova cassa integrazione per 8.157 dipendenti, a causa del Covid che ha fatto calare la produzione, è stata al centro dell’incontro di ieri mattina fra sindacati e ArcelorMittal. La convocazione dell’azienda, con la cig già avviata lunedì scorso (scadenza il 27 marzo), ha suscitato critiche e delusione da parte dei rappresentanti sindacali.

“Attendiamo che ArcelorMittal ci comunichi quante persone rientrano al lavoro entro fine mese, a fronte della ripartenza del treno lamiere, dell’altoforno 2 e dell’acciaieria 1”. Ha spiegato il segretario della Uilm Taranto Antonio Talò. Il provvedimento, secondo i dati della Uilm, interesserà, a Taranto, complessivamente 8.132 dipendenti, 5.616 operai, 1.519 impiegati, equiparati, che sono i capisquadra, 867 e quadri 130. A questi, secondo i dati Uilm, si aggiungono altre 12 unità in forza della sede di Milano che seguono amministrativamente lo stabilimento tarantino. La Uilm ha chiesto di conoscere i numeri relativi ai rientri al lavoro: “Con i tre altiforni in marcia, dunque col 2 che si aggiunge all’1 e al 4, dovremmo attestarci su una produzione di 14mila tonnellate al giorno di ghisa, ma per noi è importante capire quanti dipendenti tornano al lavoro. Pensiamo, che l’impatto della cig sull’area a caldo da febbraio in poi dovrebbe sensibilmente ridursi. A fine dicembre i cassintegrati sono stati 2.970. Non prevediamo una riduzione di cig per l’area a freddo perché – secondo Talò- la ripartenza del treno lamiere durerà tre-quattro settimane. Poi ci sarà un nuovo stop”.

L’altra proposta della Uim è “di integrare economicamente la cig per non continuare a danneggiare i lavoratori, ma l’azienda ha risposto picche”. Mentre, sulle richieste di riduzione dei numeri complessivi e di rotazione dei cassintegrati la Uilm attende risposte in giornata. Scarsa chiarezza e molta incertezza ha lamentato Vincenzo Laneve, coordinatore di fabbrica Fim Cisl: “Considerando l’accordo con Invitalia, ci aspettavamo un approccio diverso. Invece ArcelorMittal si è limitata a presentarci la richiesta di nuova cassa integrazione. Finora non abbiamo ricevuto risposta alle nostre domande sul numero dei dipendenti diretti che rientrano al lavoro a fronte della ripartenza del treno lamiere a metà gennaio e dell’altoforno 2 e dell’acciaieria 1 a fine gennaio, dei dipendenti diretti degli impianti interessati e su quanti vengono ricollocati dei reparti a valle, ad esempio le officine, settore sinora molto colpito dai provvedimenti di cassa integrazione. L’azienda non ci ha ancora fornito i dati sui rientri con la rimessa in marcia di questi impianti. Continuiamo a notare molta incertezza”.

La Fim Cisl ha avanzato richieste precise: “Abbiamo riproposto di far ruotare il personale in cassa integrazione in modo che non siano penalizzati sempre gli stessi lavoratori e che l’azienda integri economicamente l’indennità della cig, ma come in passato abbiamo riscontrato risposte negative” Ha concluso Laneve. Analoga la posizione del coordinamento provinciale Usb. “Non riteniamo possibile l’aumento produttivo e temiamo che i numeri relativi alla produzione tornino a calare, come dimostrerebbe l’assenza di chiarezza nell’illustrare quello che accadrà nelle prossime settimane. Usb prevede la fermata di Afo 4 in condizioni strutturali precarie. Si tratta dunque di cambiamenti che si svilupperanno in soli 20/25 giorni per poi tornare alla situazione precedente. Ci ritroviamo inoltre di fronte all’ennesima dimostrazione della assenza di relazioni industriali; anche il nuovo ricorso agli ammortizzatori sociali non è oggetto di confronto con i sindacati”.

Intanto il 12 la ripresa del confronto fra azienda e Invitalia potrebbe slittare. La vicenda dell’ex Ilva e del ritorno dello Stato è il tema del confronto promosso dal movimento politico Una Strada Diversa oggi alle 18.30. L’iniziativa si svolgerà sulla pagina Facebook https://www.facebook. com/unastradiversa. Previsti gli interventi del sindaco Rinaldo Melucci, dell’assessore regionale all’Ambiente Anna Grazia Maraschio, di Luca Contrario (Una Strada Diversa), di Paolo Peluso (Segretario generale Cgil Taranto), di Francesco Rizzo (Segretario provinciale Usb Taranto) e di Giustizia per Taranto. Modera il coordinatore provinciale di Una Strada Diversa Luca Delton.

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