27 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Settembre 2021 alle 16:47:00

Cronaca News

Lotta al covid, a Taranto stop a “nido” e scuole dell’infanzia

foto di In fila per i tamponi covid
In fila per i tamponi covid

Mossa di Palazzo di Città nella lotta alla diffusione del Covid-19 a Taranto: gli asili nido comunali e le scuole dell’infanzia resteranno chiusi da oggi, venerdì 8 gennaio, fino al prossimo venerdì 15 gennaio. A disporlo sono due distinte ordinanze del sindaco Rinaldo Melucci, con le quali è stata adottata questa ulteriore misura precauzionale di contenimento del contagio, in linea con quelle indicate dalla Regione Puglia attraverso l’ordinanza dello scorso 5 gennaio.

«Abbiamo avuto un confronto con il Direttore Generale Ciro Imperio, il dirigente della Pubblica Istruzione Paolo Spano e gli operatori – ha spiegato il primo cittadino –, insieme abbiamo deciso di ricorrere alla sospensione delle attività. È un provvedimento temporaneo, ma necessario per garantire la salute di chiunque sia coinvolto nei servizi». I contagi da Coronavirus, nel nostro territorio, rimangono in crescita. Ieri, giovedì 7 gennaio 2021, in Puglia, sono stati processati 3.176 tamponi – un numero estremamente basso – e sono stati registrati 657 casi positivi: 170 in provincia di Bari, 95 in provincia di Brindisi, 50 nella provincia Bat, 137 in provincia di Foggia, 81 in provincia di Lecce, 129 in provincia di Taranto. 5 casi di provincia di residenza non nota sono stati riclassificati e attribuiti. Nello stesso bollettino si fa riferimento a ventuno decessi: 6 in provincia di Bari, 7 in provincia Bat, 1 in provincia di Brindisi, 3 in provincia di Foggia, 1 in provincia di Lecce, 3 in provincia di Taranto.

Ma ad essere più aggiornato – e drammatico – è il quadro dipinto dalla Asl ionica per la quale nelle ultime 24 ore si sono registrati sette decessi, così suddivisi: uno all’ospedale Moscati, uno al Ss Annunziata, uno all’ospedale San Pio di Castellaneta, uno al presidio “Valle d’Itria” e tre al Giannuzzi di Manduria. I ricoverati nei vari ospedali sono 271, a cui sommare i 23 pazienti nel Post-Covid di Mottola. Dall’inizio dell’emergenza 53.541 sono i casi attualmente positivi in Puglia. Il totale dei casi positivi in regione è di 97.603, così suddivisi: 37.704 nella Provincia di Bari; 11.130 nella Provincia di Bat; 7.148 nella Provincia di Brindisi; 21.263 nella Provincia di Foggia; 7.688 nella Provincia di Lecce; 12.040 nella Provincia di Taranto; 538 attribuiti a residenti fuori regione; 92 provincia di residenza non nota. La ‘Grande Speranza’ resta, ovviamente, il vaccino.

A questo proposito la Uil Fpl chiede, “al fine di tutelare la salute degli ospiti e del personale sanitario delle Strutture residenziali e semiresidenziali psichiatriche, delle Case per la Vita e dei Centri diurno socio-sanitari” di “parificare codeste strutture alle Rsa e quindi di procedere nel più breve tempo possibile alla vaccinazione Covid-19. La campagna vaccinale vede come prioritaria la vaccinazione per gli operatori sanitari e gli ospiti delle Rsa. Ad oggi però, verosimilmente, ci si è ‘dimenticati’ degli ospiti delle Strutture residenziali psichiatriche e delle Case per la Vita per i quali non è partita alcuna campagna vaccinale”. Le Strutture residenziali psichiatriche” ricorda la Uil Fpl “sono a tutti gli effetti parificabili per quanto attiene il rischio di diffusione e contagio da Sars-CoV-2 alle Rsa”.

Il sindacato ha indirizzato una nota all’assessore alla Sanità Pierluigi Lopalco, al Direttore Dipartimento Promozione della Salute, del Benessere sociale e dello Sport per tutti, Vito Montanaro e al Direttore Generale dell’Asl Taranto, Stefano Rossi. “I Centri diurno psichiatrici e sociosanitari sono luoghi nei quali il rischio di diffusione del virus e del contagio è alto se si considera che gli ospiti giornalmente fatto ritorno nelle loro abitazioni e quindi alla vita quotidiana. Non vorremmo, come purtroppo spesso capita, che il termine fragilità non sia associato agli ospiti e al personale sanitario della Salute Mentale, ambito della sanità pubblica destinato ad essere il fanalino di coda della politica sanitaria regionale. Stesso rischio sanitario lo si rileva per gli ospiti e gli operatori delle Case per la Vita che rappresentano strutture residenziali a carattere socio-sanitario a bassa o media intensità assistenziale sanitaria, destinata ad accogliere, in via temporanea o permanente, persone affette da disabilità psichica, prive di validi riferimenti familiari.

Non presentano un rischio inferiore le strutture residenziali, semiresidenziali psichiatriche e sociosanitarie”. Ieri a Taranto sono state somministrate 609 dosi, così ripartite nelle strutture identificate per questa prima fase. Nel complesso, ad oggi, sono state somministrate in Asl Taranto 3.743 dosi. Come è noto, in questa prima fase i vaccini anti-covid sono somministrati prioritariamente a personale che opera in ambito sanitario e sociosanitario. Sicuramente positivo è il via libera dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), al vaccino anti-Covid dell’azienda americana Moderna, per l’autorizzazione all’immissione in commercio e all’utilizzo nell’ambito del Servizio sanitario nazionale; il secondo, in Italia dopo quello Pfizer-BionTech. Dati “molto convincenti” e “altra arma potentissima ed efficace che sicuramente potrà incidere da subito sulla salute dei soggetti più a rischio” hanno detto il direttore generale dell’Aifa, Nicola Magrini, e il presidente, Giorgio Palù.

Il Moderna dovrebbe proteggere contro il coronavirus fino a due anni, ha detto l’amministratore delegato dell’azienda produttrice del farmaco precisando tuttavia che servono altri dati per una valutazione definitiva sulla durata. A livello nazionale, sono 18.020 i contagi da coronavirus in Italia resi noti ieri, 7 gennaio, secondo i dati del bollettino della Protezione Civile pubblicato sul sito del ministero della Salute. 414 i morti. Eseguiti 121.275 tamponi: l’indice di positività si attesta attorno al 14,8%. E, come riporta l’Ansa, dopo i progressi delle scorse settimane, torna a aumentare il numero di regioni che supera la soglia d’allerta per i posti occupati da pazienti Covid in terapia intensiva: la media nazionale si attesta infatti al 30%, ma a superare questa soglia sono 9 regioni, ovvero 3 in più in una settimana. Cresce anche il numero delle regioni che superano la soglia d’allerta del 40% dei posti nei reparti ospedalieri: sono anche in questo caso 9, una in più rispetto a una settimana fa, secondi i dati dell’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali.

In base al decreto del ministro della Salute del 30 aprile 2020, la soglia di allerta di posti in terapia intensiva occupati da malati Covid è stata stabilita essere del 30%. A livello nazionale, in base agli ultimi dati, la percentuale si attesta esattamente su questa cifra. Ma sono 9 le regioni in cui viene superata: Emilia Romagna (31%), Friuli Venezia Giulia (35%), Lazio (32%), Lombardia (38%), Piemonte (31%), Provincia di Bolzano (35%), Provincia di Trento (50%), Puglia (33%) e Veneto (37%).

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