19 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 19 Aprile 2021 alle 15:35:44

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Celebrazioni dantesche: a 700 anni dalla morte è vivo il ricordo del Poeta

foto di Dante Alighieri
Dante Alighieri

Settecento anni. Il 14 settembre 2021 saranno ben settecento anni dalla morte di Dante che, a dispetto del passare inesorabile del tempo, mai è stato così vivo nella coscienza degli italiani come in questo periodo di rinverdito orgoglio nazionale. Lo ha ricordato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel suo discorso di fine anno: il 2021 ricorre l’anniversario della morte di Dante e sarà celebrato il Dantedì, seconda edizione, il prossimo 25 marzo.

Per questo anniversario già da qualche mese i comitati italiani e di tutto il mondo della Società Dante Alighieri hanno acceso i motori. Non solo: dantisti, scrittori e giornalisti hanno pubblicato libri importanti, tutti piacevoli e dotti, e altri libri, saggi e biografie, saranno sicuramente pubblicati anche nel corso di quest’anno. Le iniziative programmate – fra convegni, conferenze, concerti e biblioforum con student i- sono molte, ma si sono infrante davanti alla realtà del virus killer. Insomma, stiamo in stand -by. Che fare? “Ad impossibilia nemo tenetur”. E allora bisogna fare di necessità virtù. Si stanno già tenendo incontri virtuali su varie piattaforme cosicché Dante sta viaggiando nell’etere on line e in chiamate via zoom. Sono ripieghi, certo. Siamo tutti impazienti di incontrarci, di abbracciarci e di parlare del divino Poeta che inventò la lingua italiana, che ha dato a noi italiani una forte identità e che si conferma più attuale che mai perché la “Divina Commedia”, il poema “cui han posto mano e cielo e terra”, ci insegna oggi, soprattutto oggi, a scendere nel profondo di noi stessi, delle nostre angosce, delle nostre paure per poi uscire a “rivedere le stelle”.

Grazie ad Aldo Cazzullo per averlo ricordato intitolando il suo bel libro proprio con l’ultimo verso della cantica dell’Inferno. Dante merita un trionfo nell’anno del suo anniversario: aspettiamo con pazienza e fiducia che questo vento di malattia si disperda, sia messo in fuga da un contrattacco di vaccini e scompaia per sempre dal mondo intero. Il killer coronato ha i giorni contati. E allora torneremo a incontrarci, ad ascoltare le parole belle di Dante, della poesia e dei nostri amici studiosi. Torneremo a sorridere e a guardarci negli occhi a meno di un metro di distanziamento sociale. Non vediamo l’ora. Diciamo la verità: anche se i contatti virtuali -come si dice?- sulla nostra chat, sono intensi, gli incontri in presenza sono il carburante di una vita associativa perché la cultura è condivisione e stare insieme agli altri dà gioia e serenità.

Tra l’altro, è bene ricordare che tutte le nostre attività -conversazioni, convegni e biblioforum – sono didatticamente utili agli studenti perché contribuiscono al piacere e alla ricchezza della cultura, senza parlare della possibilità di ottenere i crediti formativi. Ci rassereni intanto la poesia dell’ “exul immeritus”, ci incoraggi e ci dia speranza. Noi soci della “Dante Alighieri”, approfittando della gentile ospitalità del direttore di “Taranto Buonasera”, Enzo Ferrari, che ringrazio, continueremo a pubblicare articoli su Dante e sulla sua opera per dimostrare la vitalità del Comitato e anche, a voler citare Machiavelli, per “trarre il cervello di muffa”. Che dire? E’ un periodo, questo, di attesa più o meno trepidante. Attesa e speranza.

Speriamo di presentare quanto prima un lungo palinsesto di tutte le iniziative culturali da tenere in presenza e non da remoto insieme al mondo della scuola. Scuola e cultura sono fatte di relazioni e di contatti fisici fra persone in carne e ossa, e non di immagini, spesso intermittenti e labili, su uno schermo. Scuola e cultura, in una dimensione umanistica, sono alimentate dagli incontri, dai confronti e a volte dagli scontri nella dialettica delle intelligenze e dei sentimenti. Speriamo di tornare alle nostre abitudini. Speriamo di donare a Dante altari e corone d’alloro. Prima o poi, care amiche e cari amici, “ ha da passa’ ‘a nuttata”.

Josè Minervini
Presidente del Comitato cittadino della Società Dante Alighieri

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