19 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 19 Aprile 2021 alle 07:17:57

Cronaca News

Il Prefetto Ferrante: La “mia” Ilva leale con lo Stato

foto di Il prefetto Bruno Ferrante
Il prefetto Bruno Ferrante

“C’era un clima di sostanziale e prevenuta diffidenza nei miei confronti, oltre che di fastidio per dover dialogare con chi veniva considerato un rappresentante dei Riva e non si prestava invece attenzione alla mia storia umana e professionale. Non avevo responsabilità gestionali e non avrei mai potuto commettere quei reati”. Si è difeso così il prefetto Bruno Ferrante, presidente dell’Ilva del periodo del periodo più burrascoso del Siderurgico, imputato nel processo Ambiente svenduto.

Ieri mattina ha reso dichiarazioni spontanee dinanzi alla Corte d’Assise di Taranto, difeso dall’avvocato Raffaele Errico. Ferrante, accusato di disastro ambientale con i vertici dell’epoca, ha ripercorso il suo periodo di presidenza iniziato il 10 luglio 2012, “quando un ciclo stava per concluersi“, poco prima dal sequestro dell’area a caldo (il 26 luglio). Ha spiegato di essere stato catapultato in una situazione “febbrile e intensa“ e di aver accettato l’incarico “consapevole delle insidie e di non aver rinunciato quando il percorso si è fatto più accidentato solo per spirito di servizio e senso di responsbilità per una vicenda di rilevante importanza per il Paese e per un personale dovere verso una terra nella quale sono nato“. Ferrante ha ripercorso anche lo scontro fra Riesame e gip sulla sua nomina a custode amministrativo, i suoi rapporti con la Procura e con i custodi degli impianti sequestrati.

“Ho sempre fornito con correttezza la massima collaborazione ai custodi e alla Procura ma non posso dire di aver notato altrettanta correttezza. Le mie lettere non mai hanno ricevuto alcuna risposta“. Ferrante ha dichiarato di aver “assicurato la copertura finaziaria agli interventi realizzati su input dei custodi che, come affermato dalla Procura, hanno consentito di ridurre le emissioni nocive“. Inoltre, a conferma della sua collaborazione nei confronti delle istituzioni ha evidenziato, fra le sue iniziative, il ritiro del “ricorso contro la nuova Aia per dare un segnale del cambiamento di atteggiamento dell’Ilva”. Nella stessa direzione, ha sottolineato, andavano “l’istanza al Comune di Taranto per le autorizzazioni necessarie alla copertura dei parchi il cui progetto è stato predisposto durante la mia presidenza” e l’accordo con la Regione Puglia per installare un sistema di monitoraggio delle emissioni.

L’avvocato Errico ha depositato una memoria e diversi documenti a supporto delle dichiarazioni di Ferrante. Il processo Ambiente svenduto tornerà in aula domani per le decisioni della Corte sulla richiesta del pm Mariano Buccoliero di acquisire delle foto del 2010 relative alle indagini dell’Ispettorato del lavoro sull’agglomerato. Il rinvio è stato determinato anche dall’assenza per motivi di salute del perito della difesa Pompa. La Corte si esprimerà anche sulla richiesta di confisca di tutte le fonti inquinanti del Codacons che ha preannunciato la denuncia nei confronti di un “perito della difesa per frode processuale“. Oggi è attesa la decisione del Tar del Lazio sul ricorso di ArcelorMittal contro il decreto del ministro dell’Ambiente Costa sulla proroga del termine ultimo per la copertura dei nastri trasportatori al 30 aprile 2021.

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