23 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 23 Aprile 2021 alle 12:23:14

Attualità News

Le origini dei nomi delle strade di Taranto: via Aristosseno

foto di Via Aristosseno
Via Aristosseno

Delibere n. 1332 dell’1 aprile 1931 e n. 954 del 10 settembre 1932 – Commissario Prefettizio Giovanni Ortolani. Tra via Cesare Battisti e via Dante Alighieri. Circoscrizione Tre Carrare-Solito e Città Vecchia-Borgo
Il toponimo ricade con i numeri dispari nella Circoscrizione Tre Carrare-Solito e con i numeri pari nella Circoscrizione Città Vecchia-Borgo. Aristosseno era uno scrittore di teoria musicale, musicologo e compositore egli stesso nato nel 340 a. C. e vissuto nella seconda metà del IV secolo a.C. Fu filosofo peripatetico seguace di Aristotele e di Pitagora.

Nella scuola di Aristotele tenne lezioni di musicologia. Fu il più grande teorico greco di ritmica e di musica dell’antichità. Infatti trasferitosi a Mantina, una città del Peloponneso famosa per la diffusione della musica, visse per molti anni ed ebbe molti discepoli detti Aristosseni e fu consigliere del re Neleo. Scrisse tre volumi sulla musica “De elementi harmonicis” che sono i più antichi trattati di musica e che rimangono fondamentali per la precisione della ricerca e della elaborazione teorica sul fenomeno del suono. Soggiornò a lungo a Mantinea in Arcadia dove fu insegnante di filosofia e scrisse oltre 452 volumi tra cui il “Trattato di armonia”, “Ritmica”, “La composizione” “I toni”, “Gli strumenti”, “La perforazione dell’aulo”, “La danza tragica”, “L’unità di tempo”, “Suonatori d’aulo” e “Poeti tragici”.

Di tali opere solo alcune sono giunte LE VIE DELLA CITTÀ integre a noi, di altre siamo in possesso di frammenti. Aristosseno ebbe interesse anche in altri campi: scienze naturali, psicologia, morale, politica e storia. Scrisse una vita di Pitagora e una di Platone nei cui confronti è quasi sempre polemico. Tuttavia il tempo non ci ha conservato che pochissimi frammenti. Le sue opere erano conosciute e citatissime da autori come Euclide, Cicerone e Plutarco. Quest’ultimo nella “Vita di Licurgo” ci dice che Aristossseno sarebbe morto a Creta e che a Pergamo era il suo sepolcro.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche