22 Gennaio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Gennaio 2021 alle 15:25:57

Cronaca News

Cartelle pazze a Taranto, come annullarle

Il Palazzo di Città di Taranto
Il Palazzo di Città di Taranto

«Anche quest’anno migliaia di cittadini che hanno pagato i tributi o che non dovevano versarli saranno costretti a raggiungere gli uffici comunali per dimostrare la regolarità delle proprie posizioni tributarie». Lo affermano i consiglieri comunali Giampaolo Vietri, Floriana De Gennaro ed i coordinatori cittadini di Fratelli d’Italia, Franco Vitanza e Pietro Pastore. «Il Comune sta inviando migliaia di avvisi di accertamento relativi all’anno 2015 e, contestualmente, tantissimi cittadini stanno dimostrando l’infondatezza degli atti ricevuti: errori ricorrenti come la richiesta dell’Imu sull’abitazione principale non dovuta per l’anno 2015 oppure la richiesta di somme già versate.

E’ così che molti nostri concittadini si stanno recando presso l’ufficio tributi dove i dipendenti, tutti in presenza, non riescono a soddisfare l’intera utenza e rimandano quanti non riescono a ricevere ai giorni successivi dando loro delle prenotazioni – osservano gli esponenti di Fratelli d’Italia – E’ bene sottolineare che il compito di elaborare questi avvisi di accertamento, molti per l’appunto errati, è stato affidato in appalto con utilizzo di soldi pubblici ad una azienda privata e questo è il risultato. Ufficio tributi al collasso e disagi ai cittadini, quando quell’appalto era stato assegnato all’esterno dell’amministrazione proprio affinché l’attività di accertamento avvenisse nel modo più corretto possibile. A giorni, inoltre, arriveranno anche gli accertamenti Tari 2015 e il saldo Tari 2020 per cui è immaginabile da ora che l’utenza presso gli uffici aumenterà a dismisura. Pertanto, chiediamo al sindaco di assumersi la responsabilità, di scusarsi per i disagi arrecati ai contribuenti in regola, di far sapere se nel servizio dato in appalto è prevista una penale per quanto sta accadendo e di disporre quantomeno il rinvio dei termini concessi per l’annullamento degli avvisi di accertamento errati.

Ciò per consentire a tutti di accedere agli uffici nei termini utili e per evitare in questi giorni assembramenti che potrebbero mettere a rischio i cittadini e i dipendenti stessi dell’amministrazione comunale. Rimarchiamo, inoltre – concludono Vietri, De Gennaro, Vitanza e Pastore – la responsabilità del governo che in questa situazione con l’economia al collasso oltre a sospendere l’esecuzione delle cartelle dello stato avrebbe potuto prorogare anche il termine entro il quale gli entri locali avrebbero potuto recuperare i crediti pregressi non riscossi». Sullo stesso argomento si registra l’intervento di Francesco Battista, responsabile organizzativo provinciale della Lega. «L’anno è iniziato male per tantissimi tarantini che si sono visti recapitare dall’Ufficio Tributi del Comune di Taranto un avviso di accertamento per l’Imu relativo all’annualità 2015, con raccomandate inviate in “zona cesarini”, ovvero nel dicembre del 2020, giusto qualche settimana prima della prescrizione.

Tantissimi cittadini mi hanno chiamato allarmati per aver ricevuto la raccomandata in busta verde, spesso con allegato il modulo F24 per il pagamento con cifre spropositate, soprattutto anziani che vivono di pensione – afferma l’esponente della Lega – se fossero stare veramente recapitate agli evasori del tributo non ci sarebbe nulla da dire, anzi ci sarebbe da elogiare, ma così non è stato. Mi sono giunte, infatti, molte segnalazioni di casi che rasentano l’assurdo: così è stata chiesta l’Imu come “seconda casa” a un cittadino che da oltre venti anni abita nella stessa casa come “abitazione principale”, senza che abbia mai cambiato residenza o domicilio. Un numero spropositato di avvisi recapitati – continua il responsabile organizzativo provinciale della Lega – le cui contestazioni sembrerebbero, nella maggior parte dei casi, non aver alcun fondamento.

L’impressione è che si sia optato per una “pesca a strascico”. È vero che si può dialogare con l’Ufficio Tributi con il servizio telematico linkmate, ma quante persone senza grandi mezzi o anziani possono accedervi? Questo disservizio si trasforma così in un disagio per tanti cittadini che devono – in tempo di Covid – prenotare un appuntamento per recarsi di persona presso l’Ufficio Tributi per perorare le proprie ragioni, magari prendendo ferie, o altrimenti affidarsi a un consulente che dovranno pagare: chi rimborsa i cittadini-sudditi per tutto questo?».

A stretto giro di posta, quindi, le puntualizzazioni del Comune di Taranto. «Le anomalie che si stanno verificando tra gli accertamenti Imu e Tasi, inviati in questi giorni, sono oggetto di puntuale risoluzione da parte dei funzionari della direzione Tributi – evidenziano da Palazzo di Città – Gli uffici sono a completa disposizione dei contribuenti (dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 12, previa prenotazione secondo le indicazioni disponibili al link http://bit. ly/39nanrf), per le eventuali rettifiche: le verifiche vengono effettuate caso per caso e le incongruenze riguardano meno del 10% degli avvisi recapitati, un margine fisiologico nelle attività di accertamento che non deve ingenerare allarmismi nei cittadini, soprattutto in questo particolare periodo pandemico. Le attività di accertamento, peraltro, sono preziose perché consentono di recuperare somme non versate che ritornano nella disponibilità dell’amministrazione, per finanziare opere utili alla collettività.

La mole di dati che viene gestita, tuttavia, comporta occasionali disallineamenti tra le banche dati che producono le anomalie descritte. Conforta – si conclude la nota del Comune – il trend decrescente di questo fenomeno, negli anni ridimensionato grazie al lavoro di razionalizzazione dei dati condotto dai funzionari».

1 Commento
  1. FABIO 1 settimana ago
    Reply

    Purtroppo al servizio telematico LINKMATE non risponde assolutamente nessuno nemmeno dopo settimane, ne tantomeno alle PEC inviate… non si ottiene nessuna risposta. Il comune ASSENTE TOTALMENTE…

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