01 Agosto 2021 - Ultimo aggiornamento il: 01 Agosto 2021 alle 18:52:00

Cronaca News

Capitale Italiana della Cultura, le chiavi per vincere la sfida

foto di La danza dei delfini nelle acque di Taranto
La danza dei delfini nelle acque di Taranto

Siamo alle battute finali. Entro qualche giorno Taranto saprà se potrà fregiarsi del titolo di Capitale Italiana della Cultura per il 2022. Il 14 e il 15 gennaio, infatti, verranno esaminate al Ministero per i Beni e le attività culturali e per il turismo i dossier delle dieci finaliste. A Taranto toccherà venerdì 15 gennaio e a presentare la candidatura sarà direttamente il sindaco Rinaldo Melucci. La giuria dovrà poi indicare al ministro Dario Franceschini il migliore progetto di candidatura per arrivare alla designazione della città vincitrice. La proclamazione dovrebbe avvenire lunedì 18 gennaio.

In questa gara Taranto ha optato per una intelligente scelta di alleanze strategiche. Insieme a Taranto infatti ci sono i comuni della Grecìa salentina, grazie ad una intesa siglata nei mesi scorsi per unificare quelle che inzialmente erano due distinte ambizioni di candidatura. Ora le candidature pugliesi in campo sono due: oltre alla candidatura di Taranto e della grecìa salentina c’è la candidatura di bari, ma anche in questo caso si è preferito stringere una alleanza anche con Bari. Nei giorni scorsi, infatti, proprio su iniziativa del Comune di Taranto è stata avviata una intesa con il Comune di Bari e con la Regione per non disperdere il patrimonio di risorse e iniziative che la Puglia, con queste due candidature, ha messo in campo in questa avvincente competizione. Con questa strategia Taranto e Bari hanno stretto un patto con la Regione, che così sosterrà strategicamente e finanziariamente le attività previste dal programma che dovesse risultare vincente nella corsa al titolo, ma anche parte di quello della città non vincitrice. In altre parole: chiunque tra Taranto e Bari dovesse vincere, la regioen parteciperà per realizzare anche iniziative in favore della città non vincitrice.

Ma quand’anche nessuna delle due città pugliesi dovesse vincere, il patrimonio di progetti a sostegno delle candidature non verrà perso ma almeno in parte realizzato. «Nel protocollo – ha spiegato il sindaco Rinaldo Melucci – abbiamo previsto anche un “piano B”: se nessuna delle nostre città dovesse diventare Capitale Italiana della Cultura 2022, ci impegneremo a selezionare eventi da entrambi i programmi e a realizzarli. Per Taranto, Bari e la Puglia, il 2022 sarà comunque l’anno della cultura». Le altre finaliste con le quali Taranto dovrà vedersela sono Volterra (Pisa), Verbania, Trapani, Procida (Napoli), Pieve di Soligo (Treviso), L’Aquila, Ancona. Ma quali sono le chiavi che Taranto utilizzerà per fare breccia nella giuria del Ministero? Il dossier, che si apre con una citazione di Alessandro Leogrande, è fondato su un presupposto: «La città di Taranto ha intrapreso la sua personale battaglia per emanciparsi dallo scenario attuale, per affrancarsi dal paradigma industrialista».

Il nuovo paradigma sintetizzato in Ecosistema Taranto è dunque “La cultura cambia il clima”, proprio a dimostrare come attraverso la cultura si possa «puntare su una sostenibile diversificazione economica ed una completa riconversione ambientale». Il fulcro è allora la Taranto “Capitale di Mare, centro strategico del Mediterraneo, crocevia di popoli e mondi diversi e depositaria di una straordinaria storia millenaria”. Ora quella storia, con lo sguardo puntato al futuro, è la forza della candidatura ma, al di là dell’esito della competizione, è l’orgoglio da ricostruire per disegnare un nuovo orizzonte per Taranto.

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