12 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 12 Aprile 2021 alle 07:19:17

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Disastro Ilva, i legali chiedono altre prove

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Processo Ambiente Svenduto

La conclusione dell’esame dei testimoni rimaneva sospesa ad un’ultima ma importante perizia sull’avvelenamento di sostanze alimentari causato dalla diossina, redatta dal perito della difesa dei Riva e degli ex vertici dello stabilimento, il professor Giuseppe Pompa. Iniziata a novembre, durata tre udienze e sospesa, non può proseguire per motivi di salute dello stesso teste. Per questo la Corte d’Assise ha deciso di acquisire la corposa relazione e ieri mattina ha emesso un’ordinanza per consentire la prosecuzione del dibattimento.

Dunque, il professore di tossicologia veterinaria non dovrà essere interrogato in aula. Come spiegato nell’ordinanza letta in aula dal presidente Stefania D’Errico (a latere il giudice togato Fulvia Misserini e sei giudici popolari), la Corte ha preso atto dei certificati medici presentati dal professore universitario di tossicologia veterinaria che documentano i suoi problemi di salute di non rapida soluzione, peraltro verificati anche durante la sua presenza in aula. Di conseguenza, ravvisando non solo l’imprevedibilità ma anche l’impossibilità del testimone di essere presente in aula, il collegio, anche in assenza dell’accordo delle parti in quanto il pm e le parti civili si sono opposti, ha disposto l’acquisizione dei faldoni della corposa relazione.

L’istruttoria dibattimentale però, non è conclusa perchè nell’udienza di ieri i difensori delle parti civili e dei commissari hanno depositato altra documentazione. Mentre alcuni difensori degli imputati hanno anticipato altre richieste di integrazione probatoria ai sensi dell’articolo 507 del Codice di procedura penale. La Corte valuterà se l’acquisizione è assolutamente necessaria per la decisione finale, quindi deciderà se accogliere o rigettare le richieste delle varie parti. Dopo l’eventuale esame di altri testi, si aprirà la discussioni. Il primo a prendere la parola sarà il pubblico ministero, successivamente i legali delle parti civili e, infine, i difensori degli imputati. Sotto accusa ci sono 47 imputati, di cui 44 persone fisiche e tre società. Gli ex vertici del Siderurgico, Fabio Riva e i principali dirigenti rispondono, fra l’altro, di disastro ambientale doloso, omesse cautele contro infortuni sul lavoro e avvelenamento di sostanze alimentari, ossia il latte degli allevamenti ovicaprini delle aziende a ridosso dello stabilimento i cui capi furono abbattuti nel 2009 e i mitili di Mar Piccolo, distrutti in enorme quantità nel 2012. Sotto processo sono finiti anche ex amministratori fra i quali anche il presidente della Regione Puglia dell’epoca Nichi Vendola.

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