19 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Settembre 2021 alle 22:47:00

Cronaca News

Ex Ilva, “Meno cig e più operai al lavoro”

foto di Il tavolo di sindacati, AM e Invitalia
Il tavolo di sindacati, ArcelorMittal e Invitalia

Meno cassa integrazione e più operai al lavoro al Siderurgico. E’ la richiesta avanzata dai sindacati ad ArcelorMittal e al Governo nell’incontro tenuto l’altra sera, nella sede di Confindustria a Roma, per la presentazione dell’accordo del 10 dicembre scorso. “Nello stabilimento di Taranto si può recuperare occupazione facendo tornare lavoratori dalla cassa integrazione perché il 2021 presenta indicazioni di risalita produttiva, soprattutto nella seconda parte dell’anno quando ci sarà una maggiore attivazione di impianti ed anche di verticalizzazioni”.

E’ quanto sostiene il segretario generale Fim Cisl, Roberto Benaglia secondo il quale “il fatto che non si sia parlato del ricorso alla cassa integrazione per gestire la transizione del gruppo verso il completamento del nuovo piano industriale che avverrà nel 2025, non significa che l’argomento sia sparito dal tavolo”. Secondo il leader della Fim Cisl l’mportante è che il negoziato sia partito. “L’ad di Invitalia, Arcuri, ci aveva già detto che quest’anno sarebbero state in cassa un massimo di 3 mila dipendenti e poi si sarebbe gradualmente scesi negli anni a venire sino a toccare zero cassintegrati nel 2025. Il punto è che noi continuiamo a ritenere troppe 3 mila persone in cassa quest’anno, tanto più se ripartono diversi impianti, che sono eccessivi cinque anni di cassa integrazione, che serve una integrazione alla cig e che bisogna subito mettere in chiaro che il personale in cassa deve ruotare per non avere gente penalizzata. Il tema cig al tavolo non è stato affrontato anche perché non c’era il Governo. Ed è il governo – fa rilevare il segretario della Fim Cisl – che deve fare da garante.

È chiaro che il percorso non è agevole perché i nodi da sciogliere sono ancora tanti, ma finalmente si comincia a fare, che è essenziale se vogliamo schiodare l’azienda dalla conduzione in cui è per rilanciarla sotto ogni punto di vista. È tuttavia evidente che l’accordo sindacale, che è necessario per gestire questa complessità, non puoi costruirlo solo a Roma nella trattativa tra le parti ma ha bisogno di una verifica sito per sito, da Taranto a Genova e coinvolgendo tutti gli altri. Ed è quello che adesso faremo. Nelle prossime ore – conclude Benaglia – ricontatteremo ArcelorMittal per programmare questi incontri e stilare un calendario”. L’assenza di rappresentanti del Governo all’incontro non preoccupa Benaglia: “Non disperiamo da questo punto di vista perché l’accordo sindacale dovrà prevedere gli impegni del ministero del Lavoro e del Mise e li recupereremo strada facendo per ottenere le garanzie necessarie a rilanciare in importante polo che già nel 2021 ha buone possibilità di ripresa ma che ha bisogno di accordi sindacali nuovi e forti”.

Sulla questione cassa integrazione interviene anche Rocco Palombella segretario generale della Uilm: “Dopo la riunione siamo ancora più convinti che sia necessaria una modifica radicale dell’intesa raggiunta da AMI e Invitalia. I nostri dubbi erano fondati. L’accordo appare blindato e ci sono difficoltà a proseguire il confronto. Abbiamo registrato una netta chiusura a negoziare su temi che riteniamo prioritari. È inaccettabile -sottolinea Palombella- che un’intesa che stabilisce l’ingresso dello Stato preveda migliaia di lavoratori in cassa integrazione per i prossimi 5 anni e tempi troppo lunghi per la realizzazione del piano industriale. Invitalia e ArcelorMittal prevedono una fumosa garanzia occupazionale per i propri dipendenti entro il 2025, mentre dimenticano completamente l’impegno a riassumere i 1.700 in Ilva As. A questi lavoratori si aggiungono quelli dell’indotto per i quali non viene prevista nessuna forma di garanzia”.

Anche Palombella considera indispensabile interloquire col Governo: “È fondamentale il coinvolgimento diretto del Governo per poter avviare un confronto senza pregiudiziali in grado di assumere misure indispensabili per la gestione di un piano che garantisca la salvaguardia ambientale e la tutela occupazionale per tutti i lavoratori”.

All’incontro era presente anche il segretario nazionale Ugl metalmeccanici Antonio Spera, insieme ad altri esponenti dell’Ugl, il segretario nazionale con delega alla siderurgia Daniele Francescangeli e i segretari territoriali di Taranto Concetta Di Ponzio e Alessandro Calabrese. Anche Spera invoca un confronto sulla questione cig: “L’incontro -dichiara in una nota- si è aperto con la presentazione del piano industriale da parte dell’ad Morselli. Sono stati illustrati i principali impianti in funzione, quelli che andranno in manutenzione e le attività degli ordini del Forno 5 avviate. La realizzazione del forno elettrico – precisa Spera – è in fase di programmazione progettuale e, in un secondo momento, verrà presentata al Ministero ell’Ambiente la relativa richiesta e approvazione. I segnali positivi non mancano secondo il massimo esponente dell’Ugl. “La produzione – continua Spera – parte da 3 milioni di tonnellate per arrivare a 5 milioni nel 2021; si prevede, inoltre, di riaprire l’acciaieria 1 e a seguire i Treni nastri. La novità è la riapertura del tubificio Erv, certificato nonostante fosse stato chiuso, un risultato da evidenziare. Poi è stato dato spazio all’illustrazione degli interventi ambientali in essere e il dato relativo al personale. Al momento le assunzioni di Ilva in Arcelor sono pari a 10.605 lavoratori”.

La questione cassa integrazione è fra quelle poste anche dall’Ugl: “Tale convocazione – rileva Spera – nasce dall’esigenza di coinvolgere il sindacato e di condividere un metodo di lavoro con gli addetti ai lavori, definendo un programma. Chiediamo – conclude il sindacalista – di poter esaminare nel dettaglio il piano industriale attraverso un’analisi che sia realmente congiunta e che coinvolga l’intera forza lavoro, a cominciare dai lavoratori in Cigs in carico all’amministrazione straordinaria, dei quali si è persa traccia nelle attuali discussioni”.

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