27 Novembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Novembre 2021 alle 13:00:00

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Discarica Vergine, situazione critica. L’appello dei sindaci

foto di Discarica Vergine
Discarica Vergine

LIZZANO-. A proposito dei problemi ambientali, si torna ciclicamente a parlare della discarica Vergine e delle aree comunali poste a ridosso del noto sito di raccolta rifiuti dell’area ionica. L’ultimo incontro in ordine di tempo su tale difficile questione, tenutosi nella scorsa settimana all’interno della Sala Consiliare del Comune di Faggiano, è stato promosso dalla sindaca di Lizzano Antonietta D’Oria, che ne ha dato notizia con un ampio specifico comunicato.

La faccenda che assedia questa discarica è arcinota da tempo e abbraccia geograficamente diversi Comuni dell’area orientale della provincia tarantina. Ma la peculiarità, in questo caso, è rappresentata pure dal fatto che il sito in questione sorge nella località Mennole-Palombara, che sono comprese nelle isole amministrative del Comune di Taranto (Taranto B). Alla riunione, insieme ad altri sindaci del territorio, erano stati invitati la Provincia di Taranto e il Comune di Taranto, Arpa Puglia, il Servizio Ciclo di rifiuti e bonifica, la società Lutum, il Dipartimento Mobilità della Regione Puglia. Hanno presenziato tuttavia oltre il già citato primo cittadino di Lizzano, quello di Fragagnano Giuseppe Fischetti, di Sava Dario Iaia, di San Giorgio Ionico Mino Fabbiano, di Carosino Onofrio Di Cillo ed il sindaco di Faggiano, Antonio Cardea che, nell’occasione, ha fatto gli onori di casa, avendo a disposizione la sala consiliare del suo Comune, dimensionata per rispettare il distanziamento sociale previsto dalle norme anti-covid. Letteralmente bollente la tematica oggetto della serata che, come precisato nella nota dalla dottoressa D’Oria, si prefiggeva lo scopo di proporre e discutere un documento unitario, atto ad illustrare agli organi di sorveglianza e controllo la situazione che, loro dire, rappresenta la criticità della discarica in argomento.

E così in un certo senso è stato, stando almeno al materiale documentale portato all’incontro dalla promotrice Antonietta D’Oria, che avrebbe lasciato pochi dubbi sull’aggravarsi del problema ambientale nelle località di cui si è parlato. “Si sta consumando – ha affermato con chiarezza nell’occasione il sindaco di Lizzano – un disastro ambientale (…) C’è in gioco la vita, la salute e il futuro dei nostri figli e dei nostri nipoti”. Tra gli altri interventi dei sindaci presenti, contenuti nello stesso verbale dell’incontro trasmesso sempre dalla D’Oria, ricordiamo quello del primo cittadino di Fragagnano, nonché vicepresidente della Provincia di Taranto Giuseppe Fischetti, il quale ha comunicato di aver trasmesso circa 20 giorni prima una richiesta di superamento formale dell’Isola amministrativa. Nel corso proprio intervento, Fischetti ha inoltre evidenziando come il Comune di Taranto non prenda posizioni politiche su questo aspetto e la necessità di coinvolgere tutti gli enti deputati ai controlli. Interessante altresì la posizione espressa dal sindaco di Sava Dario Iaia, il quale ha sostenuto la necessita di una situazione ambientale che esige una massima attenzione, stando alle affermazioni del sindaco di Lizzano.

In merito al documento condiviso da parte dei sindaci, ha evidenziato poi come lo stesso debba essere approfondito e strutturato e che, insieme all’autorità giudiziaria inquirente, debba essere indirizzato agli Enti e alle Autorità competenti. In più il primo cittadino savese ha preannunciato anche quanto poi è effettivamente successo lo scorso 11 gennaio in Regione Puglia, dove il consigliere Renato Perrini ha avanzato al Direttore del Dipartimento dell’Ecologia una richiesta di audizione su questa vicenda. Sin qui grossomodo la politica territoriale, o almeno parte di essa, presente alla riunione dell’8 gennaio scorso sulla vicenda della discarica Vergine. Grande assente, com’è stato ribadito nel comunicato della dottoressa D’Oria, proprio il Comune di Taranto cui “pesa”, amministrativamente parlando, la responsabilità della zona in questione.

A questo punto resta chiaro che, nonostante tutto, rimane da sciogliere forse il nodo più difficile dell’intera questione discarica Vergine. A parole, infatti, sembrerebbero tutti più o meno d’accordo sulla situazione messa in risalto nella riunione. Bisogna, tuttavia, riuscire a capire veramente quando e in che modo la “politica” dei territori interessati vorrà (o è in grado di) procedere sulla tanto agognata questione ambientale del sito. Allo stato attuale infatti, benchè tutti gli attori auspichino che da questo ultimo incontro emerga un atto condiviso da presentare alla Procura di Taranto, rimane ancora da definire però quali siano effettivamente i sindaci che sottoscriveranno il contenuto finale dell’esposto. E’ chiaro che gli enti comunali devono in questo caso per forza lavorare insieme e uniti sotto un’unica voce politica-amministrativa se vogliono raggiungere l’obiettivo: “a buon cavallo… non occorre dir trotta!” Floriano Cartanì

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