12 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 12 Aprile 2021 alle 16:52:04

foto La sede della Corte d'Appello di Taranto
La sede della Corte d'Appello di Taranto

Un’assoluzione e quattro condanne confermate per abuso d’ufficio in concorso. Si è concluso con questa sentenza, emessa mercoledì sera, il processo di appello contro cinque ex dirigenti del Consorzio Trasporti Pubblici di Taranto. La Corte di Appello di Taranto, in parziale riforma della sentenza del Tribunale, ha assolto Luigi Pacucci, 68 anni, responsabile del settore approvvigionamento, “per non aver commesso il fatto“.

In primo grado Pacucci era stato condannato a dieci mesi di reclusione insieme ad un altro imputato, Michele Ciccimarra, 70 anni, di Fragagnano, anche lui dell’ufficio approvvigionamento. Nei confronti di Ciccimarra la Corte ha confermato la condanna a dieci mesi di reclusione. Pollice verso dei giudici anche nei confronti degli altri tre imputati, l’amministratore unico del Ctp Giovanni D’Auria, 65 anni, di Taranto, il direttore generale Cosimo Rochira, 71 anni, di Taranto, il responsabile dell’ufficio approvvigionamento e somministrazione Mario De Felice, 65 anni, di Taranto. Nei confronti dei tre è stata confermata la condanna ad un anno di reclusione inflitta dal Tribunale di Taranto. Il procuratore generale aveva chiesto la conferma in toto della sentenza di primo grado emessa ad aprile 2019. Gli imputati rispondevano di abuso d’ufficio in concorso per fatti risalenti agli anni 2013 e 2014 emersi in seguito ad un esposto di un dipendente dello stesso Ctp, Vito Marinelli, le cui denunce avevano fatto scattare aaltre inchieste della Procura di Taranto. Stando alla ricostruzione dell’accusa, ognuno nei diversi ruoli, gli inquisiti avrebbero autorizzato alcuni contratti per lavori di manutenzione di parti meccaniche ed elettriche dei mezzi di trasporto, per forniture di pezzi di ricambio e di carburante, senza aver indetto una regolare gara d’appalto.

Quindi senza una procedura stabilita dalla legge e senza acquisire i documenti di regolarità contributiva dalle tre aziende beneficiarie dell’assegnazione. In tal modo, sempre secondo la tesi accusatoria, avrebbero procurato un ingiusto vantaggio alle ditte e un danno al Ctp poichè l’aggiudicazione è avvenuta senza una gara e quindi senza alcun ribasso del prezzo. Complessivamente, l’entità dell’importo di lavori e forniture, affidati con una procedura ritenuta illegittima dall’accusa, sfiora i 6 milioni euro. Nella vicenda processuale il Ctp si è costituito parte civile in giudizio tramite l’avvocato Caterina Campanelli. Pacucci era difeso dagli avvocati Enzo Vozza e Stefania De Vincentis. Gli altri imputati erano difesi, fra gli altri, dagli avvocati Michele Rossetti, Franz Pesare, Carlo Raffo e Massimo Moretti. Le motivazioni della sentenza saranno depositate dopo i canonici novanta giorni.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche