15 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 15 Aprile 2021 alle 13:32:53

Cronaca News

Confidustria chiede ad Arcelor Mittal il pagamento dei crediti all’indotto

Lo stabilimento ArcelorMittal
Lo stabilimento ArcelorMittal

Il ritardo nei pagamenti, spesso lamentato dalle aziende dell’indotto di ArcelorMittal, è stato uno dei temi al centro dell’incontro tenutosi in Confindustria a Taranto con i vertici di ArcelorMittal. Il motivo principale per il quale si è svolto non è legato alle questioni contrattuali delle aziende dell’appalto, come si legge nella nota di Confindustria, ma all’inaugurazione di un nuovo corso col ritorno dello Stato e quindi anche alla necessità di avviare un confronto con l’associazione di categoria degli imprenditori.

Nel nuovo corso rientrano, da quanto si legge sempre nel comunicato di Confindustria, anche le questioni degli impegni contrattuali della multinazionale della siderurgia. Invece, il principale motivo dell’incontro è dettato dall’esigenza di avviare un dialogo dopo il tavolo tenutosi martedì scorso a Roma fra ArcelorMittal, Invitalia e i sindacati. I vertici di Confindustria si esprimono positivamente sull’esito del confronto, considerando importante “rilanciare lo stabilimento, ritessere i rapporti fra l’azienda dell’acciaio e Confindustria Taranto, avviare una interlocuzione ‘partecipata’ sui temi della politica industriale intesa come una serie di azioni condivise delle cui ricadute possano beneficiare le imprese e il territorio nella sua interezza”.

Sono stati questi i principali temi che hanno contrassegnato l’incontro tra avvenuto nella sede della Camera di Commercio di Taranto mercoledì. Per l’azienda siderurgica erano presenti l’amministratore delegato Lucia Morselli e il responsabile per le risorse umane Arturo Ferrucci. Rappresentavano Confindustria Taranto invece il presidente Antonio Marinaro con Antonio Lenoci, presidente della sezione metalmeccanica di Confindustria, e Vladimiro Pulpo, delegato per le questioni dell’indotto. Presente anche Luigi Sportelli, presidente Camera di Commercio di Taranto. Inevitabilmente il confronto ha riguardato anche la questione crediti delle imprese tarantine, molte delle quali da tempo in difficoltà a causa dei ritardi.

A dicembre scorso, a ridosso delle festività natalizie, alcuni esponenti sindacali avevano lamentato il ritardo nell’accredito delle tredicesime ai lavoratori. Ritardo motivato come conseguenza dello slittamento nella corresponsione dei crediti alle imprese da parte del gruppo franco-indiano. Su un cambio di rotta Confindustria Taranto sembra fiduciosa. Nella nota, l’associazione di categoria degli industriali dichiara che “disponibilità” è stata manifestata da parte dell’ad Lucia Morselli “a riprendere i punti contenuti nel cosiddetto Addendum siglato a luglio 2018, con particolare riferimento al corretto adempimento degli obblighi contrattuali nei confronti dei fornitori locali e al pieno e tempestivo pagamento dei crediti, nonché al coinvolgimento delle stesse aziende nello sviluppo di sinergie relative a iniziative di economia circolare, tenendo conto delle relative competenze e capacità in conformità alle condizioni di mercato”.

Fra gli altri temi affrontati con l’amministratore delegato Morselli, spiega ancora Confindustria Taranto, anche “la necessità di stabilire un rapporto più diretto fra la fabbrica dell’acciaio e le imprese fornitrici, le progettualità da sviluppare nella logica della simbiosi industriale e gli altri progetti, già messi a punto da Confindustria Taranto e da riprendere in virtù della nuova stagione che si apre fra ArcelorMittal e il territorio alla luce dei nuovi assetti societari e dei nuovi investimenti che riguarderanno gli stabilimenti del Gruppo”. Il nuovo anno sembra essere cominciato con un nuovo clima nei rapporti fra il Siderurgico e il territorio. Il 2020 si era concluso con una serie di polemiche e anche di iniziative di protesta piuttosto forti da parte delle istituzioni locali. Il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci, il presidente della Provincia Giovanni Gugliotti e altri sindaci di centri del territorio tarantino, per protesta, hanno consegnato le fasce tricolore al prefetto Demetrio Martino, lamentando l’assenza di coinvolgimento nella trattativa Stato-ArcelorMittal. Anche i sindacati metalmeccanici hanno manifestato malumori per analoghi motivi, oltre che per l’eccessivo ricorso alla cassa integrazione. Invece, sin dal tavolo di martedì, il clima sembra essersi rasserenato. Almeno per il momento.

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