21 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 21 Aprile 2021 alle 16:13:38


Taranto, già candidata a Capitale Italiana della Cultura 2022 (titolo appena assegnato a Procida), è molto amata dalle produzioni cinetelevisive. Negli ultimi anni, cineasti affermati e registi esordienti sono approdati in città incantati dalla sua luce e dalla sua storia. Up & Down è una delle ultime realizzazioni e ha tutte le caratteristiche per diventare una serie tv di grande successo. L’episodio pilota, scritto da Andrea Simonetti e Gaetano Colella, è stato girato a fine febbraio 2019, tra il borgo umbertino, la città vecchia e Grottaglie, pochi giorni prima che il contagio da SARS-CoV-2 travolgesse il mondo intero.

Diretto da Lorenzo Vignolo, è andato in onda, in prima visione, lo scorso 3 gennaio su Rai 3; ora è possibile vederlo in streaming su Raiplay. L’auspicabile successo del prologo potrebbe convincere la Tea Time Film (la casa di produzione) e Rai Fiction a proseguire nell’esperimento e a tornare a Taranto, per girare il seguito. Up & Down si è aggiudicato il Premio Franco Solinas Experimenta Serie, un concorso che seleziona e sviluppa progetti innovativi di racconto seriale. Innovazione è una parola chiave per il futuro del capoluogo jonico, rinato laboratorio di cultura, associazionismo ed esperienze autoimprenditoriali. Affacciata generosamente sul Mediterraneo, la città sta finalmente disvelando un altro volto, rimasto finora nascosto dietro le ciminiere.

Nascosto è anche il soggetto della fiction, almeno nei primissimi minuti. Si offre, poco alla volta, attraverso una catena di flash spaziotemporali, su e giù per un ascensore d’albergo tutt’altro che ordinario. Alfa, Omega e l’Uomo del Sistema (i personaggi di Up & Down) si scambiano messaggi criptici, vestono sguardi austeri e livree da liftman. Chi siano davvero e dove accompagnino gli ospiti dell’hotel, lo si intuisce dalle atmosfere. Tensione e mistero sono gli elementi che tengono inchiodati allo schermo per i 26 minuti di durata dell’episodio. Si passa dalle scene solari, con il lungomare Vittorio Emanuele III a fare da sfondo, a quelle “oscure”, soprattutto nell’epilogo. Alcune sequenze sono state girate al Mercure Delfino, altre a Grottaglie, nella masseria del produttore della fiction, Marcantonio Borghese.

Si vedono gli attori Paolo Pierobon, Marius Bizau e Maurizio Lombardi muoversi negli spazi dell’ex cantina del nonno di Borghese, sotto le volte a crociera tipiche dei capannoni agricoli delle Murge. Ambienti che un tempo ospitavano le vasche di fermentazione del mosto d’uva, colme com’erano di ghiaccio secco, ed esalanti fumi. Marcantonio Borghese ha trascorso parte della sua infanzia a Grottaglie. In quel periodo ha frequentato la scuola gestita dalle suore Stimmatine, a Palazzo Spinelli, edificio del Settecento oggi sede del Monun Hotel. I ricordi del passato devono aver spinto il produttore a tornare in quei luoghi, per realizzare la fiction. Per quello stesso sentimento di affezione, Borghese ha voluto che la troupe e parte del cast fossero ospitate, durante le riprese, proprio negli spazi del restaurato Palazzo Spinelli. E se pensate che l’ascensore, vera star di Up & Down, si trovi in uno degli alberghi citati, vi sbagliate. L’inquietante lift è stato realizzato, da tecnici e scenografi, sul set della masseria Galeasi.

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