22 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Aprile 2021 alle 15:06:21

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In viaggio verso l’Egeo tra culti e miti


Tornano, sempre on line sui canali Facebook e Youtube del Museo Archeologico Nazionale di Taranto, i “Mercoledì del MArTA. Nei due prossimi attesi appuntamenti, in programma domani 20 e mercoledì 27 gennaio, si viaggia a ritroso nel tempo tra la Magna Grecia e l’Egeo. Relatore sarà il prof. Riccardo Di Cesare, già allievo della Scuola Archeologica Italiana di Atene e attualmente professore di Archeologia classica e del Mediterraneo e di Storia greca all’Università di Foggia.

Due approfondimenti che dall’antica colonia spartana riconducono alla matrice storica comune con la Grecia, attraverso due seminari su “Acropoli di Atene: storia, miti, memoria” (domani, 20 gennaio) e sul “Santurario delle Sirene di Efestia (Lemno): le nuove ricerche” (mercoledì 27 gennaio). Quelli che attraverso le relazioni del prof. Di Cesare si andranno a riscoprire, sono “luoghi” di grande attualità anche per la storia di oggi dell’unica colonia magro greca spartana che fu Taranto – spiega Eva Degl’Innocenti, direttrice del Museo di Taranto – luoghi dalla forte identità religiosa che però tracciano una linea di continuità culturale tra Taranto e Atene e i loro ruoli nella cultura euro-mediterranea dal Bosforo a Gibilterra».

In diretta a partire dalle ore 18,00, si parlerà il 20 gennaio della costruzione simbolica dello spazio e del paesaggio sull’acropoli di Atene. Collocata topograficamente al centro dell’insediamento e della struttura urbana di epoca arcaica e classica (VIII-V sec. a.C.) – dice il prof. Di Cesare – l’Acropoli fu un luogo centrale per l’identità religiosa e politica degli antichi ateniesi, continuamente modellato dalla storia e dai miti. Uno spazio religioso e politico, ma anche di memoria, dall’età del bronzo alle guerre persiane. Il 27 gennaio si torna a navigare verso Sud approdando sulle coste dell’isola di Lemno, nel mar Egeo settentrionale. Questa volta però il prof. Riccardo Di Cesare racconterà nelle dirette del Museo in via Cavour nr. 10, le nuove e importanti novità provenienti dai più recenti scavi nel santuario delle Sirene di Efestia, effettuati proprio sotto la sua direzione.

«Quì i primi scavi del 1929 e del 1930 avevano portato alla scoperta di un santuario che aveva restituito una “stipe”, ovvia un vano colmo di oggetti votivi, tra cui le famose Sirene e Sfingi di terracotta, diventate presto un simbolo dell’isola – dice Di Cesare – oggi quei resti architettonici e i materiali rinvenuti in corso di studio consentono, però, di gettare luce nuova sul culto, sulle liturgie, sull’arte e l’atigianato di Lemno e sui fiorenti contatti commerciali dell’isola».

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