18 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Aprile 2021 alle 17:24:06

Cronaca News

Processo Ambiente Svenduto verso la conclusione

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Processo Ambiente Svenduto

La Corte d’assise ha rigettato le richieste della difesa e aggiornato l’udienza a questa mattina per stilare il calendario della discussione. La parola passerà all’accusa a febbraio, considerando che il pm Mariano Buccoliero ha chiesto almeno due settimane di tempo. Due confronti fra il testimone del pm e capo dei custodi giudiziari Barbara Valenzano e due consulenti della difesa e l’acquisizione di atti di indagine sull’inquinamento in Mar Piccolo erano, in sintesi, le richieste avanzate dai difensori degli imputati ai sensi dell’articolo 507 del Codice di procedura penale che consente le richieste di integrazione probatoria. Il pubblico ministero e gli avvocati delle parti civili non avevano presentato alcuna richiesta, le uniche erano quelle del collegio difensivo di proprietari e vertici dello stabilimento.

La difesa chiedeva il confronto fra l’ingegnere Valenzano e il consulente professor Giancarlo Fruttuoso, ingegnere chimico e sempre fra il teste dell’accusa e il consulente professor Stefano Consonni, docente del Politecnico di Milano. L’altra richiesta riguardava una questione tintasi di giallo sin da quando è saltata fuori in aula, nell’udienza delle rivelazioni shock dell’ispettore del lavoro Fernando Severini che nella sua deposizione ha fatto riferimento ad un fascicolo sull’inquinamento da Pcb in Mar Piccolo e sul ruolo Arsenale. Fascicolo che nel 2013 è stato archiviato su richiesta della Procura e, da quanto emerso anche ieri in aula, sembra scomparso o comunque è introvabile. I difensori degli imputati, fra gli altri, gli avvocati Pasquale Annichiarico, Luca Perrone, Carmine Urso, Vincenzo Vozza, avevano chiesto sin da febbraio dello scorso anno l’accesso al fascicolo.

“Dal 22 ottobre non abbiamo ricevuto nessun tipo di comunicazione da parte della Procura alle diverse richieste”. Hanno lamentato i legali. La questione Mar Piccolo riguarda la contaminazione dei mitili e una delle accuse più pesanti contro gli ex vertici Ilva, quella di avvelenamento di sostanze alimentari. A causa dei disagi provocati dalla neve, l’udienza di ieri è iniziata in ritardo. Un giudice popolare è rimasto bloccato dalle strade ghiacciate e impraticabili e, di conseguenza, non ha potuto raggiungere l’aula bunker del quartiere Paolo VI ed è stato sostituito da un supplente. L’udienza è stata aggiornata a questa mattina per gli aspetti organizzativi, calendario e nuova sede, ossia le Scuole Cemm. Dopo cinque anni, il processo sul disastro ambientale a carico di 47 imputati (di cui tre società) si avvia verso la conclusione.

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