06 Marzo 2021 - Ultimo aggiornamento il: 05 Marzo 2021 alle 18:00:25


Da dissidenti a volenterose, per utilizzare un termine scelto dallo stesso premier Giuseppe Conte. Avevano lasciato il Movimento Cinquestelle in polemica sul caso Ilva, Rosalba De Giorgi e Alessandra Ermellino. Ma le due deputate tarantine elette con il M5s e poi approdate tra i banchi del Gruppo Misto hanno scelto, comunque, di votare la fiducia a quel governo che ha fatto bandiera della continuità produttiva dell’acciaieria di Taranto, arrivando ad affiancare – tramite l’agenzia Invitalia – la multinazionale Arcelor Mittal nella ‘governance’ della fabbrica. Insomma, avanti con il governo Conte e con la maggioranza Pd-M5s, per le due ex grilline, anche se per questo esecutivo l’Ilva deve rimanere aperta. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte al Senato per le comunicazioni relative alla crisi di governo. L’esecutivo è uscito lunedì dalla Camera con 321 sì, 259 no e 27 astenuti sulla risoluzione di maggioranza presentata sulle comunicazioni del presidente del Consiglio.

“Quando un paese soffre è più unito”. Con la pandemia “il senso di comunità si è risvegliato, si sono rafforzate le ragioni del nostro stare insieme, abbiamo elevato il tenore della nostra alleanza”, ha quindi detto il premier nel suo intervento di ieri al Senato, sottolineando che “è molto complicato governare con chi dissemina mine”. Con chi “ti accusa di immobilismo e di correre troppo, di non decidere e di decidere troppo: è davvero difficile governare in queste condizioni”, ha detto Conte, che ha parlato di “attacchi anche mediatici molto aspri e a volte anche scomposti di alcuni esponenti di Italia Viva”. “Vedete, se oggi, a voi che siete in quest’aula e ai cittadini che ci seguono da casa, posso parlare a nome di tutto il governo a testa alta non è per l’arroganza di chi ritiene di non avere mai sbagliato, ma per la consapevolezza di chi, insieme a tutta la squadra di governo, ha impegnato tutte le proprie energie fisiche e intellettive per offrire la migliore protezione possibile alla comunità nazionale”, ha ribadito il premier Conte, sottolineando che “questo è un passaggio fondamentale nella vita istituzionale del nostro Paese. I numeri sono importanti, oggi lo sono in modo particolare, ma ancor più importante è la qualità del progetto politico. Chiediamo a tutte le forze politiche: ‘aiutateci a ripartire con la massima celerità, a rimarginare la ferita profondo che la crisi ha creato nel patto di fiducia con cittadini”.

Per Conte “le nostre energie dovrebbero essere tutte e sempre concentrate sulle risposte urgenti alla crisi che attanaglia il Paese, mentre invece così, agli occhi di chi ci guarda, dei cittadini in particolare, appaiono dissipate in contrappunti polemici e spesso sterili, del tutto incomprensibili rispetto a chi ogni giorno si misura con la paura della malattia, con lo spettro dell’impoverimento, con il disagio sociale, con l’angoscia del futuro. Rischiamo così tutti di perdere il contatto con la realtà. C’era davvero bisogno di aprire una crisi politica in questa fase? No. E, infatti, i ministri e gli alleati di governo che hanno potuto seguire da vicino le vicende di queste ultime settimane sono testimoni del fatto che abbiamo compiuto ogni sforzo, con la massima disponibilità, per evitare che questa crisi, ormai latente, potesse esplodere”. “Noi pensiamo che il suo governo non sia il governo migliore del mondo. Pensiamo che per la drammaticità della pandemia, per la tragedia in corso ci sia bisogno di un governo più forte” ha detto Matteo Renzi nel suo intervento al Senato.

“Abbiamo un record negativo sull’economia e un secondo elemento drammatico, una crisi sanitaria, l’Italia è il Paese al mondo con il peggior rapporto tra popolazione e decessi per Covid” scandisce il leader di Italia Viva. “Mi sarei aspettato un grande sogno, una visione, un orizzonte” dice poi a proposito del discorso del premier Giuseppe Conte. Secondo Renzi, il presidente del Consiglio “ha avuto paura” di salire al Quirinale, “ha scelto un arrocco istituzionale che spero sia utile per lei ma temo sia dannoso per le istituzioni”. “Sono mesi che chiediamo una svolta. Non siamo irresponsabili – sottolinea – semmai siamo stati fin troppo pazienti”. Spero che nei prossimi giorni “lei metta al centro le idee e non solo lo scambio di poltrone perché il Paese non si merita questo mercato indecoroso”. “Noi perderemo tutto? Sì, per noi la politica non è cambiare idea per tenersi le poltrone”. Una crisi irresponsabile? “Chi è irresponsabile, chi chiede di parlare di politica o chi dice no ai soldi sulla Sanità?” chiede Renzi. “Ha cambiato la terza maggioranza in tre anni, ha governato con Matteo Salvini – ha aggiunto ancora Renzi – Oggi so che è il punto di riferimento del progressismo e ne sono contento, ma ha firmato i decreti Salvini e quota 100. Ora si accinge alla terza maggioranza diversa ma ci risparmi di dire che l’agenda Biden è la sua agenda dopo aver detto che l’agenda di Trump era la sua sua agenda. Se va all’assemblea generale dell’Onu e rivendica il sovranismo, non può dirsi antisovranista, se va alla scuola di Siri e si dice populista, ora non può dirsi antipopulista. Non può cambiare le idee per mantenere la poltrona”. “Quando si fa politica – ha detto ancora – si può anche rinunciare a una poltrona non a un’idea, mi auguro che metta al centro le idee e non lo scambio di poltrone perché il Paese non si merita un mercato indecoroso”.

1 Commento
  1. Paolo 1 mese ago
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    Non avevamo nessun dubbio che gli davate la vostra fiducia, in fin dei conti, non è facile rinunciare a circa 450000€ di stipendio netto fino a fine legislatura.

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