16 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 16 Aprile 2021 alle 12:00:44

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Auto al posto dei pini a Pulsano, sigilli a un parcheggio


PULSANO – E’ scattato il sequestro per un parcheggio in corso di realizzazione all’interno del residence Fata Morgana, a Marina di Pulsano. L’ordinanza di sequestro preventivo è stata emessa dal gup del Tribunale di Taranto Francesco Maccagnano che si è occupato del procedimento a carico di tre imputati per deturpamento e distruzione di bellezze naturali e per violazioni di norme per la tutela dell’ambiente e per il rilascio di autorizzazioni paesaggistiche. Sotto processo sono finiti l’amministratore unico della società proprietaria del terreno e due funzionari, il responsabile del Servizio territoriale di Taranto agricoltura, ambiente e sviluppo rurale e il responsabile della struttura unica per il paesaggio dell’Unione dei Comuni del Mare e del Sole.

La vicenda è finita sotto la lente della Procura di Taranto in seguito alla denuncia di un giudice in pensione, Luciano La Marca, proprietario di una delle ville del residence. I fatti contestati risalgono al 2019. Stando alla ricostruzione dell’accusa e delle indagini dei militari del Nucleo Forestale, per fare posto ad una quarantina di posti auto sono state rilasciate le autorizzazioni che hanno consentito l’eliminazione della vegetazione, costituita da macchia mediterranea e oltre una ventina di alberi di pino e di eucalipto. Un’area boschiva di circa 1000 metri quadrati, quindi un bene naturalistico e paesaggistico, ritenuto di notevole interesse pubblico.

Nel mirino sono finiti gli atti amministrativi adottati dai funzionari, ritenuti illegittimi. Sempre secondo l’accusa, l’abbattimento degli alberi per consentire la realizzazione del parcheggio avrebbe procurato intenzionalmente alla società proprietaria del terreno un ingiusto vantaggio patrimoniale derivante dalla possibilità di vendere i 42 posti auto. Contestazione che ha fatto scattare anche l’accusa di abuso d’ufficio in concorso nei confronti dei tre. Il pm Daniela Putignano ha chiesto il rinvio a giudizio degli imputati e il sequestro dell’area. Il gup Maccagnano, a conclusione dell’udienza preliminare, ha prosciolto i tre dal reato di abuso d’ufficio e li ha rinviati a giudizio per deturpamento e distruzione di bellezze naturali e per violazione delle norme ambientali. Inoltre, il giudice ha disposto il sequestro. Il dibattimento inizierà il 4 maggio davanti al giudice monocratico del Tribunale di Taranto. Nel procedimento si è costituito parte civile il magistrato La Marca tramite il suo legale, avvocato Domenico Gallo.

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