15 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 15 Aprile 2021 alle 13:32:53

Cronaca News

Transizione energetica e sostenibilità, ecco il Masterplan Taranto

Una veduta aerea di Taranto
Una veduta aerea di Taranto

Si è svolta martedì la Tavola rotonda di presentazione del “Masterplan Taranto – Oltre le 3T (Tolleranza, Talenti e Tecnologia), per supportare Transizione Energetica e Sostenibilità”, un percorso di studio e di analisi della provincia di Taranto finalizzato a definire un piano di azioni che supporti lo sviluppo economico, sociale e ambientale del territorio, sottolineando le importanti sinergie che esistono tra la Basilicata e Taranto.

Il progetto si coniuga con la fase due dell’iniziativa Think (Act) Tank Basilicata, in partnership con Total E&P Italia, un attore di riferimento per la business community del territorio tarantino. Il Masterplan, risultato di un lavoro di analisi e ascolto dei principali stakeholder del territorio, ha l’ambizione di rappresentare un punto di riferimento nel percorso di cambiamento e di crescita del territorio e di garantire un percorso di transizione economica, sociale e ambientale orientato a un futuro sostenibile per il territorio di Taranto. Si parte dalla fotografia della situazione socioeconomica di Taranto per focalizzarsi poi sulla mappatura e sistematizzazione dei progetti in corso, tentando di individuare delle sinergie tra di essi.

«Al fine di garantire un doveroso sguardo verso il futuro della città, il Masterplan elabora un modello concettuale di sviluppo del territorio ispirato dalla visione tracciata da Richard Florida delle famose “3T”: Tolleranza, Talenti e Tecnologia. Lo sforzo del Paese a Taranto dovrà essere più sostenuto, in virtù del valore simbolico che la città assume non solo per il Mezzogiorno, ma per l’Italia intera. A tal fine, per garantire un percorso di transizione economica, sociale e ambientale certo, come si legge nel documento, sono state individuate alcune linee d’azione chiave. In particolare, sarà necessario: rafforzare i fattori abilitanti, al fine di eliminare gli aspetti “patologici” che frenano lo sviluppo e la crescita della Provincia di Taranto (potenziamento del polo universitario e sistema dell’orientamento, rivitalizzazione delle attività commerciali, investimenti in infrastrutture digitali, rafforzamento dei presidi sanitari, ecc.) e ridisegnare una governance ad hoc responsabile dell’intero sistema dei progetti di rilancio della città; rendere operativi i progetti già varati dalle istituzioni locali e nazionali (dare attuazione al Tecnopolo del Mediterraneo e mettere a punto un Blueprint operativo che ne definisca le caratteristiche tecniche, realizzare il nuovo ospedale S. Cataldo e il Laboratorio Scientifico merceologico al Porto, valorizzare l’ex Arsenale Militare, reindustrializzare l’area ex Yard Belleli all’interno del Porto, ecc.); lanciare alcuni progetti bandiera, coraggiosi e innovativi, che possano costituire delle chiavi di successo e vantaggio competitivo tra cui, ad esempio:

1) Taranto Capitale italiana dell’idrogeno e fulcro della ricerca nazionale sulla decarbonizzazione;

2) Taranto Capitale intermodale del Mediterraneo valorizzando il ruolo dell’Aeroporto di Grottaglie come primo spazioporto in Europa;

3) Taranto Capitale di Mare partendo dalla valorizzazione del sistema mare come volano di crescita economica per il territorio e affermazione della sua vocazione turistica.

Prima di tutto però il rilancio di Taranto deve partire dal superamento del dualismo tra tutela della salute e dell’ambiente e crescita economica, elementi che non possono più essere visti come in conflitto e antagonismo, ma al contrario devono diventare due facce di una stessa medaglia, andando verso una programmazione territoriale che sia quanto più inclusiva e sostenibile possibile». Sono intervenuti: mons. Filippo Santoro (Arcivescovo Metropolita di Taranto), Rinaldo Melucci (sindaco di Taranto), Valerio De Molli (Managing Partner & Ceo di The European House – Ambrosetti), Carsten Sonne- Schmidt (Country Chair, Total Group Italy; Ceo, Total E&P Italia), Dante Mazzoni (Direttore Affari Istituzionali, Relazioni Esterne e CSR, Total E&P Italia), sen. Mario Turco (Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per la Programmazione economica e gli investimenti e Senatore). Durante l’incontro di presentazione del Masterplan, il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci ha dichiarato: «Nessuna transizione può fare a meno dell’autodeterminazione di una comunità a scegliere la direzione nella quale andare. Il Masterplan Taranto con la sua attività di ascolto del territorio va proprio in questa direzione». «Con questo lavoro, per il quale ringraziamo il team del think tank – ha spiegato Melucci – Ambrosetti ha dettagliato ulteriormente la nostra strategia di transizione.

Perché nel masterplan troviamo diversi indicatori di sviluppo che sono già patrimonio consolidato, come la realizzazione del nuovo ospedale San Cataldo, o la progettazione della rete di mobilità sostenibile che ha già ricevuto finanziamenti ministeriale per 200 milioni di euro. Ma troviamo anche il brand “Taranto capitale di mare”, l’hub dell’innovazione digitale sul quale stiamo lavorando in questi giorni, il richiamo al ritorno dei “cervelli”, elementi che sono nel sostrato emotivo ed economico del territorio, a conferma di quanto questo masterplan abbia colto nel segno». Carsten Sonne-Schmidt (Country Chair, Total Group Italy; Ceo, Total E&P Italia) ha sottolineato che «Definire una strategia per il rilancio di Taranto è una delle nostre priorità». «Dopo un anno così sfidante, crediamo più che mai in questo progetto, e confidiamo nella sua esecuzione come segnale tangibile di una città che riparte con entusiasmo, idee e un’identità sempre più forte e competitiva».

Valerio De Molli (Managing Partner & Ceo di The European House – Ambrosetti), ha affermato: «L’iniziativa Masterplan Taranto vuole posizionarsi come un punto di arrivo e di ripartenza per dare slancio a uno sviluppo della Provincia di Taranto che sia basato su una transizione sostenibile a livello economico e sociale e coinvolga, con spirito di squadra, tutti gli attori locali e nazionali del territorio. I tre progetti bandiera presentati (Taranto Capitale dell’Idrogeno, Taranto Capitale intermodale del Mediterraneo e Taranto Capitale di Mare) possono essere le fondamenta su cui costruire un nuovo futuro per un territorio che per certi versi può essere considerato lo specchio del Paese, per molto tempo centro di indecisioni ma anche annunci a tratti contradditori e superficiali che hanno minato la coesione territoriale, ostacolando quel percorso di fiducia tra gli attori della programmazione economica che è indispensabile allo sviluppo di un territorio».

Mons. Filippo Santoro (arcivescovo metropolita di Taranto): «Le 3 T proposte dal Masterplan Taranto (Tolleranza, Talenti e Tecnologia) si coniugano e si completano con le 3 E (Etica, Economia ed Ecologia), concetti che richiamano la casa comune, la città di Taranto, che ci è data e in cui stiamo bene (etica), l’organizzazione della casa per la soddisfazione dei bisogni (economia) e l’attenzione che dobbiamo riservare alla cura della casa comune per preservarla, custodirla e migliorarla (ecologia). Citando la parabola del Buon Samaritano “è importante prendersi cura dei rapporti, delle persone e delle cose comuni”».

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