22 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Aprile 2021 alle 15:06:21

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Responsabili, eroi, costruttori. Un governo Conte-Mastella


La crisi di governo con il corollario delle sue falsità, i giochi di potere, le menzogne, le doppie morali, lo scontro di interessi tra potentati e fazioni, la pochezza e la meschinità di parte dei parlamentari si è conclusa. Cosa rimane di tutta questa farsa? L’amarezza di vedere queto Paese alla deriva in mano a degli irresponsabili lontani mille miglia dal paese reale che soffre, muore per la pandemia e non vede prospettive di futuro.

Questo spiega il disamore per la politica e le astensioni di massa al voto. In questa giostra di mezze figure la stampa prezzolata compresa la TV di Stato fa da scendiletto ai partiti di governo e dà una rappresentazione deformata e unilaterale della crisi disegnando un improbabile scenario di buoni e cattivi, da un lato Renzi il mostro, lo sfasciacarrozze, l’irresponsabile, dall’altra i buoni, le persone serie che perseguono il bene del Paese, i patrioti, gli eroi, i saggi e i responsabili. Già i “responsabili”. Conte fino all’ultimo minuto è andato al mercato per comprare i responsabili e sostituire con loro i renziani. Gli argomenti? Convincenti. “Vedi che se andiamo al voto con la nuova legge elettorale tu non rientrerai più in Parlamento”, “Se voti per il governo c’è uno strapuntino per te”, “Se voti questo governo ti promettiamo la rielezione”. Non pare che il mercato abbia risposto come Conte si attendeva se alla fine ha racimolato 156 voti favorevoli compresi i tre senatori a vita che in Parlamento ci vanno una volta all’anno il che significa che in effetti può contare su 153 voti dei quali tre traballanti trattandosi di transfughi da Forza Italia. E come si sa chi tradisce una volta tradisce anche la seconda.

E nelle commissioni il governo è minoranza. Chi sono questi responsabili? La senatrice Lonardo consorte di Mastella, Renata Polverini ex fascista, passata a Forza Italia, un tal senatore Merlo che ha creato un gruppo per l’occasione, il senatore Nencini dopo aver detto fino ad un’ora prima che si sarebbe astenuto, all’ultimo minuto è saltato sul carro di conte sperando di rimediare uno scannetto. E poi ci sono tutti quelli del gruppo misto transfughi di tutti i partiti che sanno che con la nuova legge in caso di elezioni anticipate con certezza non torneranno più in Parlamento. E con questi soggetti che in Parlamento si ritrovano per caso e senza sapere nemmeno loro come, che avrebbero votato non solo Conte ma anche Marc Polle pur di “non perdere due anni di stipendio” Conte vuole affrontare i problemi che ha di fronte questo Paese? Questi sono i nuovi eroi, i salvatori della Patria, i costruttori, i patrioti? Questi, al primo stormir di fronde, quando vedranno che gli scannetti sono pochi per accontentare tutti e che quindi “nun c’è trippa pe gatti” si squaglieranno e allora saranno guai seri per Conte che o dovrà andare a Canossa da Renzi o dovrà passare la mano o dovrà andare a nuove elezioni. Si dirà “di che ti meravigli? Le paludi fin dalla rivoluzione francese nei parlamenti ci sono sempre state e il trasformismo è una vecchia tabe dei parlamenti italiani”. Ma qui De Pretis non c’entra.

Il trasformismo di De Pretis a suo modo era un’ideologia, un’idea della politica (certamente errata), che a suo modo aveva una sua dignità, qui siamo alla immondizia, all’accattonaggio”, questi sono la banda dell’Antonio Razzi di “Amico caro, che te ne fotte! Pensa a te! fatti li cazzi tua!” dove “li cazzi tua” sono il vitalizio e la pensione. Pertini, De Gasperi, Berlinguer, Nenni, Croce, Calamandrei si stanno rivoltando nella tomba. Una volta i Mastella e consorte, gli Scilipoti, i Razzi si chiamavano venduti, traditori, voltagabbana, trasformisti, ascari, e quando si parlava di loro si evocava con disprezzo il mercato delle vacche, ora invece si chiamano patrioti, costruttori, responsabili, eroi. Sentir dire da Travaglio e da Dibattista, il Robespierre dei 5 stelle, che Mastella è un responsabile, un costruttore, un patriota e un eroe mi fa sbellicare dalle risate. Personalmente la doppia morale di Travaglio, dei 5 stelle e di certa sinistra, pelosa, ipocrita e falsa, mi fa schifo.

Di Battista e Di Maio che applaudono ad un governo Conte-Mastella. Che pena! Ricordate i “mai con” di Di Battista e Di Maio? “Mai con Mastella, mai con Salvini, mai col PD, mai con Renzi, mai con Berlusconi!”. Puntualmente sono andati a braccetto con tutti, con Salvini, col PD, con Renzi ed ora vanno con Mastella. Il prossimo sarà Berlusconi. Hanno aperto la scatola del tonno e il tonno gli è piaciuto anche se è rancido. Contro di Renzi si è organizzata la congiura dei mediocri di PD e 5 stelle ed hanno creato il mostro da sbattere in prima pagina e da additare al pubblico ludibrio. Ieri Craxi poi Berlusconi ora è Renzi e sempre con uno dispiegamento di forze mediatiche eccezionali: dalla Rai governativa, alle corazzate di Cairo, La 7 e Corriere della sera, a Repubblica, alla Stampa, raccontando balle agli italiani e scomodando la psicanalisi sull’io ipertrofico di Renzi nella convinzione che gli italiani siano tutti dei cretini. Ci fosse stato un analista politico, dico uno, che si fosse soffermato sui problemi che ha posto Renzi e si fosse chiesto se quei problemi sono reali o pretesti per rompere: l’uso del Mes, un piano serio per il recovery found che sostituisca quello presentato da Conte universalmente definito una barzelletta impresentabile e “un piano da scherzi a parte” (sono parole di Sabino Cassese), investimenti strutturali e produttivi per creare occupazione e non mance e assistenza.

E allora come stanno le cose? La verità molto amara sta in un PD che ha rinunciato a giocare un ruolo propositivo, di spinta, di traino del governo come dovrebbe fare un partito della sinistra e riformista. Il PD, paralizzato dal pericolo del ricorso alle urne e perciò attento a non rompere con i 5 stelle è rimasto immobile e si è acconciato a fare da “assistente” muto all’agonia di un Paese, come lo ha definito Cacciari, spettatore e custode acritico degli equilibri di potere all’interno di un governo incapace ed inefficiente. Con questo governo il Paese stava affondando e Renzi è uscito allo scoperto, rischiando di essere linciato, ed ha detto e fatto quello che avrebbe dovuto dire e fare il PD. All’interno del PD peraltro ci sono ampi settori che non amano Conte e lo ritengono inadeguato e incapace di imprimere la marcia di cui il Paese ha bisogno. Come Renzi giudicano anch’essi il recovery plan una ciofeca, che occorre utilizzare il MES, che i soldi del recovery non possono e non debbono essere usati per mance e assistenza, sanno come Renzi che è necessario mettere in piedi una politica attiva del lavoro che crei occupazione reale e sviluppo e che occorre fare investimenti a tappeto per mettere in moto l’economia altrimenti il Paese crolla. Ma non possono dirlo perchè i 5 stelle con i soldi del recovery vogliono rifinanziare il reddito di cittadinanza, non vogliono il MES, sono contro le grandi infrastrutture ecc.

Il PD non ha né la forza né la volontà di imporre la propria linea ai 5 stelle per cui la linea è quella del queta non movere, non disturbare il manovratore, mettere la sordina alle contraddizioni, vivacchiare campicchiando giorno per giorno, tirare avanti fino alla scadenza naturale della legislatura, incassare il Presidente della Repubblica e poi si vedrà nella speranza di bloccare Salvini alle elezioni. L’immobilismo però può far bene al PD e ai 5 stelle ma non al Paese poichè lo porta verso il baratro. Renzi ha fatto quello che il PD doveva fare e non ha fatto, è uscito allo scoperto facendo il lavoro sporco forse anche incoraggiato (e poi abbandonato) da quella parte del PD che dissente, mugugna ma è pavida e non esce allo scoperto. Ma c’è dell’altro. Il PD oltre a condannare il governo e il Paese all’immobilismo condanna se stesso all’estinzione poichè sta allevando in seno chi lo distruggerà. Se il Presidente del Consiglio arriverà indenne al termine del mandato protetto com’è per scelta dai 5 stelle e per costrizione dal PD, e metterà su, come si vocifera, una sua lista di centro cannibalizzerà il PD prendendogli, dicono i sondaggi, il 40% de consensi. Ora se questo valesse a bloccare Salvini e Meloni si potrebbe anche dire che il gioco ne varrebbe la candela ma Conte è un trasformista cinico, spregiudicato, imprevedibile e inaffidabile per cui quello che potrebbe fare non lo sa nessuno, potrebbe perfino tornare all’antico amore (Salvini) col quale si è trovato molto bene. E come si sa il primo amore non si scorda mai.

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