11 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 11 Aprile 2021 alle 17:10:34

News Politica

Itinerario alla riscoperta della civiltà rupestre


I l percorso del Mezzogiorno Federato passa attraverso convergenze delle coscienze e degli interessi in una scelta consortile e pattizia che: 1. avvengono nella definizione di progetti, nella loro elaborazione e nella loro realizzazione; 2. si manifestano nella unità di contenuti e di metodo e nella loro interregionalità. Questo percorso determina la formazione di una classe dirigente che si forma ed assume coscienza di sé attraverso la costante continuità finalità con il fare. La costruzione del Mezzogiorno Federato ed il riconoscimento degli interessi attivi, avviene attraverso il disegno strategico del quale i progetti sono la materia. Essi devono avere: contenuti, finalità e tempistica che siano compatibili con il linguaggio tecnico e gli obiettivi progettuali della UE, che sarà l’interlocutore permanente per l’uso di tutte le risorse disponibili sui diversi fondi comunitari. (Claudio Signorile). Tra i tanti progetti identificati dal Movimento per dare corpo al percorso di costruzione di un Mezzogiorno federato si è deciso di partire da una riflessione condivisa sulle radici storicoculturali del Mezzogiorno e tra queste la civiltà rupestre, per la sua “attualità” in questo momento di confusione politico-istituzionale e di disorientamento personale e sociale, nel quale ci sembra che la ricerca di un nuovo abitare nelle nostre terre ci “ristori” l’anima dalle crescenti ansie per il futuro, o meglio, riflettere su come e perché invitare noi stessi, oltre che gli altri pezzi di Italia e del mondo, a conoscere le testimonianze di questa civiltà, con lo sguardo benevolo di un cittadino consapevole, responsabile e attivo, che cerca nel passato le ragioni e le coordinate di un cambiamento, con tutta la resilienza dei meridionali, intesa nel suo senso più autentico, ovvero come capacità di: fare fronte in maniera positiva ad eventi traumatici; di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà; di ricostruirsi restando sensibili alle opportunità positive che la vita offre, senza alienare la propria identità. Tutto ciò, anche nella consapevolezza che un ancoraggio di certe attività tipiche ad un determinato contesto, culturale e territoriale, comincia ad avere riconoscimento anche nel diritto europeo dell’economia, laddove la varietà e l’eterogeneità dei temi di riferimento proprio degli itinerari turistico-culturali concorre a renderli sempre più strumenti strategici dell’economia della cultura. In attesa di poter ridurre le distanze tra le persone e, soprattutto, di poterci “muovere” tra le nostre regioni, vogliamo cominciare a prepararci, a immaginare, a organizzare e, magari, a simulare, con l’aiuto dei giovani nativi (digitali ed ecologisti), oltre che delle tecnologie della 4a rivoluzione industriale, un viaggio, un cammino, un itinerario, un percorso con una rotta e una meta (anche non materiale) da seguire che comincia da alcune tappe in regioni, città, borghi del Mezzogiorno, tra le più rappresentative della civiltà rupestre, anche se, spesso, non tra le più narrate e conosciute di Italia: dalla famosa Basilicata, con i suoi “sassi di Matera”, la Puglia con le sue “murge“ e la Campania con i suoi “muretti a secco” …tanto per citarne qualcuna.

Gli itinerari turistico culturali
I più antichi itinerari culturali – della cultura religiosa, per quasi un millennio egemone – furono le vie dei pellegrini che compivano le “peregrinationes majores” o il Cammino di Santiago. Dalla fine del ’600 ebbero inizio i “grand tours” delle élites colte del nord Europa alla scoperta dei luoghi e delle città d’arte, in Francia ed in Italia che nell’800 del romanticismo si arricchirono della ricerca delle vedute e delle bellezze naturali. Il secondo novecento è stata l’epoca del tempo libero e del turismo di massa. L’ultima “scoperta” del turismo di massa sono i beni (musei e città d’arte e gli eventi culturali (mostre). In quest’ambito gli itinerari culturali che si propongono rappresentano una nuova forma di offerta, che ha l’intento da un lato di spalmare sul territorio la più recente e ricca domanda turistica e dall’altro di promuovere l’occupazione soprattutto di giovani nelle regioni meno sviluppate. La proposta si articola intorno ad una visione di sviluppo integrato di territorio a base culturale avendo come obiettivo quella di offrire una risposta sulla sostenibilità e sulla messa a sistema e in rete beni materiali e immateriali, le diverse culture che attraverso il paesaggio danno al territorio la dimensione della sua trasformazione complessa. La particolarità è che gli itinerari turistico-culturali sono degli oggetti di natura immateriali e a funzione di rigenerazione economico-sociale , che fanno riferimento ad un insieme di località, di interesse religioso, storicoartistico, paesistico o culturale nel senso più lato. Con i termini della di “new economy” sono: una forma di connessione sistemica rappresentata da un insieme di nodi e di segmenti, interconnesso in funzione di un tema culturale unificante e ancora reti immateriali, ordinate allo sviluppo del turismo culturale e dell’occupazione e che tendono ad una forma amministrativa che possa essere modello di sussidiarietà verticale ed orizzontale e di amministrazione condivisa, che, nella presente accezione, potrebbe prospettare gestioni locali partecipate del tipo “imprese di comunità” (cooperative e/o fondazioni) con reti di impresa /club di prodotto turistico (offerta turistica integrata) identitari nelle diverse tappe di ciascun itinerario.

Il tema
La civiltà rupestre è un museo nascosto che sta nella natura e ne connota il paesaggio. Per svelarne il volto non occorre salire in alto o sudare per arrampicarsi sui monti. É sufficiente scendere. ….nelle gravine, gravine dell’arco jonico, nelle lame che scendono sull’Adriatico, nelle terre rocciose delle murge pugliesi, nelle e gole dell’altopiano ibleo siciliano, nei i villaggi rupestri calabri, nei più celebri Sassi che da Gravina di puglia vanno verso Matera.

Le origini
Le origini degli insediamenti rupestri sono molto antiche, tanto che le tracce più remote della presenza dell’uomo risalgono ad epoca protostorica. Il ritrovamento di reperti precedenti all’età classica e di età medievale ha portato ad ipotizzare una interruzione durante il periodo classico e un ritorno nell’età successiva fino a prolungarsi, senza soluzione di continuità, ai secoli XIV e XV come ci attesta la documentazione iconografica reperita. La civiltà rupestre, come fenomeno di aggregazione sociale, si esaurì a partire dal XIV secolo con l’affermarsi di una diversa cultura abitativa che giunse all’utilizzo degli impianti rupestri in funzione delle successive costruzioni di case lamiate, case soprane, case palaziate, …… ). Con la nascita dei Borghi di cui, ad esempio, la Basilicata ne è testimonianza evidente, le popolazioni si aggregano intorno a unità abitative semplici in cui lo spazio pubblico e privato sono un tutt’uno nel senso della continuità architettonica e urbanistica lungo percorsi e itinerari della transumanza piuttosto che del passaggio di cibo e alimenti della produzione agricola o ancora dei militari che andavano alle Crociate.

Le motivazione e le finalità della scelta
Il paradosso previsto, se non auspicato, dell’era digitale è delle prime conseguenze dei cambiamenti climatici provocati dall’incuria del genere umano, tra i quali si annoverano non solo le alluvioni, le frane, il trasbordo dei fiumi, ma anche senza dubbio le epidemie e fra tutte la pandemia da Covid19, è un ripensamento alla natura, ai boschi, alle campagne, ai parchi ai giardini e alle forme di civiltà che hanno “convissuto” con rispetto e anche in maniera produttiva con la natura. Proprio l’emergenza sanitaria ha messo in evidenza la necessità di recuperare spazi e contesti da fruibile in modi e tempi differenti e con una potenziale flessibilità nell’uso, luoghi nei quali è anche possibile riacquistare fiducia e senso di appartenenza, attraverso attività di aggregazione sociale controllata. Gli itinerari potrebbero riarticolare il rapporto tra architettura rupestre e i contesti spesso abbandonati e difficilmente accessibili Una “madre natura” che ci ha suggerito nei secoli comportamenti, ma anche saperi e abilità che dobbiamo reimparare, magari attualizzandoli, prendendo il bene della trasformazione digitale, in un processo detto di transizione verde, oramai ineluttabile, che non significa solo mettere depuratori qua e là, o utilizzare energie alternative, o riutilizzare i rifiuti, ma che è un cambiamento culturale che ci suggerisce di attingere dal passato per ritrovare l’armonia persa che è la vera causa delle nuove ansie, malesseri e malanni. Si tratta di un cambiamento che deve partire dalla conoscenza della tradizione per una reinterpretazione e utilizzo in chiave contemporanea. Andare alla scoperta o alla riscoperta di tutto ciò, re-imparando dai più antichi saperi, conservarli, ri-produrli, per rigenerare, anche economicamente, le persone e i luoghi rappresentano la vera anima dell’itinerario “Civiltà rupestri”.

Le tappe dell’itinerario “civiltà rupestre” nel Mezzogiorno
Si prevede una sperimentazione su almeno 3 regioni: Campania (la meno indagata in merito), Basilicata e Puglia. La Campania ha una fittissima rete di chiese e architetture religiose rupestri, oltre 100 che potrebbero da sé costituire un interessante itinerario sul territorio regionale. Le aree con maggiore concentrazione sono la Costiera amalfitana, le aree interne del Cilento e alcune zone dell’avellinese che per la loro particolare orografia hanno favorito questo tipo di architettura); La Basilicata la più nota per i suoi sassi e il suo territorio vulcanico, una grande area dove natura cultura e ambiente connotano i luoghi e in cui lo sviluppo di una civiltà intorno alla agricoltura e alla pastorizia rimane ancora oggi fondamentale per la propria economia. Dall’area materana all’area del marmoplatano e del vulture fra le Abbazie come quella di Pierno alle cascate di San Fele , ai laghi di Monticchio. La Puglia (la più indagata vedi testo “Il Comprensorio della civiltà rupestre di Fonseca Cosimo Damiano) , che per paesaggio sul percorso materano fra Altamura Gravina Poggiorsini che si ri connette con Melfi Lagopesole e Venosa verso la Murgia, o ancora collegata attraverso i Monti Dauni con le aree interne fra Puglia e Campania.

Le modalità di fruizione e la tempistica
Gli itinerari potranno essere fruiti in presenza nella dimensione temporale del week end o della settimana all inclusive o a distanza con l’utilizzo delle tecnologie 4.0 o meglio delle KET- Key enabling Technologies dell’era della 4a rivoluzione industriale (dalla realtà aumentata e virtuale, all’Internet Of Things (IOT) o le nanotecnologie e i BIG DATA fino anche alla robotica).

Le tipologie di attività (ipotesi di lavoro)
Recupero/restauro del patrimonio e delle vie di accesso alle testimonianze di Civiltà rupestre – Rilevamento delle problematiche di conservazione e accessibilità dei siti – Rilevamento metrico e geometrico dei siti e delle architetture anche per la creazione di modelli fruibili a distanza. – Interventi infrastrutturali di recupero e restauro conservativo Utilizzo delle metodologie e tecnologie del GIS (Geographic Information System) e del BIM (Building Information Model) dalla creazione di schede dei siti (edificato e verde circostante) alla progettazione al restauro con collaudo finale del patrimonio rilevato. La comune configurazione di aggregati di architetture rupestri in complessi rende ipotizzabile l’integrazione tra dati territoriali e architettonici in un CIM (City Information Modeling). Recupero e Innovazione delle strutture di accoglienza – Riqualificazione e adeguamenti tecnicofunzionale delle strutture di accoglienza – Adeguamento tecnologico delle strutture di accoglienza Comunicazione, branding e marketing territoriale – Animazione territoriale per la progettazione partecipata dell’Itinerario turistico-culturale “Civiltà rupestre” con la messa in rete dei Comuni ospitanti ; – Branding e azioni di co-marketing delle testimonianze più rappresentative della Civiltà Rupestre – Produzioni multimediali (testi digitali/ video/docufiction) di story telling, anche immersiva, nella civiltà rupestre delle tappe dell’itinerario Formazione – Qualificazione e specializzazione del personale destinato ai servizi e alle strutture di accoglienza – Learning event “Civiltà rupestre” – Apprendimento informale attraverso la convivialità e l’umorismo – Corso di qualificazione per “Operatore/ operatrice murario/a di edilizia storica con tecniche tradizionali del territorio” – Corso di istruzione terziaria professionalizzante per “Conduzione cantieri di restauro 4.0 del paesaggio rupestre” (manufatti, edificato e verde storico) Creazione di imprese di comunità – Servizi di accoglienza e visita con guida specializzata – Reti di impresa come club di prodotto turistico locale (ospitalità +mobilità sostenibile interna (bici, microauto e trenini elettrici, cavallo/mulo)+artigianato + commercio..) – Produzione e vendita di souvenir d‘autore derivanti dalla collaborazione tra artisti e maestri artigiani

Le policy e i programmi/progetti nazionali e europei di riferimento per il finanziamento
– Next Generation UE- Investimenti pubblici: – Fondo per il Green New Deal (4,24 miliardi per il periodo 2020-2023) – Fondo per rilancio degli investimenti per lo sviluppo sostenibile e infrastrutturale dei Comuni (4 miliardi dal 2025 al 2034) – Contributi assegnati ai Comuni per investimenti in progetti di rigenerazione urbana (8,5 miliardi nel 2021-2034) e per messa in sicurezza degli edifici e del territorio (8,8 miliardi nel 2021- 2034) – LN 158/2017- Misure per il sostegno e la valorizzazione dei piccoli comuni, nonché disposizioni per la riqualificazione e il recupero dei centri storici dei medesimi comuni bLR 1/2020 “Disposizioni in materia di cooperative di comunità”

Il comitato esecutivo dell’itinerario Potrebbe essere costituito da: sindaci e gli assessori delegati a turismo e BBCC dei Comuni – tappa dell’itinerario, rappresentanti degli interessi e dei bisogni dei soggetti potenzialmente attivabili per l’ottimizzazione della realizzazione e della fruizione dell’itinerario (sovrintendenze, associazioni albergatori, B&B, agriturismi, ristoratori e altri pubblici esercizi, scuole).

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche